SEC archivia causa sui titoli contro il creatore di BitClout Nader Al-Naji
SEC archivia il caso BitClout contro Nader Al‑Naji: cosa è successo
La SEC statunitense ha archiviato un’indagine pluriennale contro Nader Al‑Naji, fondatore di BitClout e della blockchain DeSo, accusato di violazioni delle norme sui titoli e frode verso gli investitori. La decisione è stata formalizzata dal tribunale federale del Southern District of New York, dove la Commissione ha presentato una richiesta congiunta di dismissione del procedimento, precisando che riguarda solo questo caso specifico. In parallelo, il Dipartimento di Giustizia USA ha interrotto il procedimento penale per wire fraud legato allo stesso progetto. Il caso, avviato dopo il lancio di BitClout nel marzo 2021, si chiude ora con una dismissione “con pregiudizio”, impedendo nuove azioni civili sulla stessa vicenda e riaccendendo il dibattito sul futuro della regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti.
In sintesi:
- La SEC ha chiuso con pregiudizio il caso civile contro Nader Al‑Naji su BitClout.
- Contestata una raccolta di oltre 257 milioni di dollari tramite token BTCLT.
- Il Dipartimento di Giustizia ha archiviato il parallelo procedimento penale per wire fraud.
- La SEC chiarisce che non è un cambio di linea generale sulle cripto.
Il procedimento contro Al‑Naji nasce nel 2024, sotto la presidenza di Gary Gensler alla SEC, a pochi anni dal debutto di BitClout nel 2021. L’autorità sosteneva che il fondatore avesse raccolto oltre 257 milioni di dollari vendendo il token nativo BTCLT senza chiarire agli investitori che parte dei fondi sarebbe servita a pagare il team del progetto.
Secondo la ricostruzione della SEC, circa 7 milioni di dollari sarebbero stati destinati al pagamento dell’affitto di una villa a Beverly Hills e a donazioni in contanti a familiari, elementi indicati come prova di uno stile di vita eccessivo finanziato dai capitali raccolti. I regolatori accusavano inoltre Al‑Naji di aver descritto BitClout come pienamente decentralizzato, mentre avrebbe mantenuto un controllo sostanziale sulla piattaforma.
Nel documento con cui la SEC chiede al tribunale di archiviare, l’agenzia sottolinea che la decisione è frutto di una rivalutazione del caso da parte della propria task force cripto e che *“si basa sui particolari fatti e circostanze di questa vicenda”*, senza estendere implicazioni automatiche ad altre indagini sul settore.
Dettagli sulla dismissione del caso e reazioni di Nader Al‑Naji
La chiusura del contenzioso è avvenuta tramite una stipulazione congiunta di dismissione nel tribunale federale di New York, con archiviazione “with prejudice”: la SEC rinuncia a ripresentare la stessa azione civile, mentre Al‑Naji ha accettato di non richiedere il rimborso delle spese legali all’agenzia.
In parallelo, il Dipartimento di Giustizia ha terminato il procedimento penale per wire fraud, che correva su un binario separato ma collegato alle stesse condotte contestate sul progetto BitClout.
In un post su X, Nader Al‑Naji ha commentato: *“Dopo mesi di ricerche, usando ogni metodo e strumento a loro disposizione, inclusa la pressione su chi mi circonda, il governo ha deciso di archiviare le accuse”*. Ha aggiunto che l’accusa più dolorosa riguardava la presunta mancata decentralizzazione di BitClout/DeSo: *“Forse l’accusa che ha fatto più male è stata l’idea che BitClout/DeSo non sia pienamente decentralizzato”*.
Guardando al futuro, Al‑Naji ha dichiarato di avere *“grandi piani”* per DeSo e per i prodotti del suo team — Focus, Openfund e HeroSwap — definiti *“ognuno un potenziale business da miliardi di dollari”* ora che può operare *“a piena capacità, senza vincoli soffocanti”* e con la reputazione ristabilita.
Implicazioni per la regolamentazione cripto e possibili sviluppi futuri
Sebbene la SEC precisi che il caso Al‑Naji/BitClout non rappresenti un cambio strutturale di rotta, la decisione si inserisce in un contesto politico in evoluzione. Sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump, la Commissione ha già interrotto diverse azioni esecutive contro operatori cripto, annunciando l’intenzione di ridurre la “regolamentazione tramite enforcement” in favore di un quadro più collaborativo basato su regole chiare per le società di asset digitali.
Un segnale in questa direzione è anche la recente archiviazione della causa contro Justin Sun, fondatore di TRON, anch’egli accusato di frode e violazioni delle leggi sui titoli. Se tale approccio dovesse consolidarsi, i progetti blockchain potrebbero ottenere maggiore prevedibilità normativa, a patto di innalzare standard di trasparenza, governance e tutela degli investitori.
Per il mercato, la chiusura del caso BitClout conferma che le autorità restano molto attive ma anche disposte a rivedere le proprie posizioni alla luce dei fatti, lasciando spazio a una fase di ridefinizione dei confini regolatori tra innovazione decentralizzata e protezione del pubblico risparmio.
FAQ
Perché la SEC ha archiviato il caso contro Nader Al‑Naji?
La SEC ha archiviato dopo una rivalutazione del fascicolo da parte della crypto task force, ritenendo opportuno chiudere il contenzioso specifico con dismissione “with prejudice”.
Cosa prevedevano le accuse originarie sul progetto BitClout?
Le accuse riguardavano una raccolta di oltre 257 milioni di dollari in token BTCLT, presunta mancata trasparenza sull’uso dei fondi e spese personali lussuose.
Cosa significa che il caso è stato chiuso “with prejudice”?
Significa che la SEC non può ripresentare la stessa azione civile sui medesimi fatti, mentre Nader Al‑Naji rinuncia a chiedere rimborsi legali.
Il caso Al‑Naji indica una svolta generale della SEC sulle cripto?
No, la SEC sottolinea che la decisione riguarda solo questo dossier e non implica automaticamente un nuovo approccio verso tutti i casi cripto.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sulla vicenda BitClout?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle informazioni diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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