Scrutatore al referendum sulla giustizia compenso netto e requisiti

Referendum giustizia 2026, quanto guadagna e cosa fa uno scrutatore
In occasione del referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, migliaia di cittadini saranno chiamati a svolgere il ruolo di scrutatore di seggio elettorale in tutta Italia. Si tratta di una vera e propria funzione pubblica, con compiti di garanzia sul corretto svolgimento del voto. L’incarico è retribuito con un gettone di presenza fisso, aumentato nel 2026 di circa il 15% rispetto alle precedenti consultazioni, e pagato dai Comuni con fondi statali. Il compenso, erogato dopo la chiusura e lo scrutinio, ha natura di rimborso forfettario esentasse. La chiamata avviene tra gli iscritti all’albo comunale degli scrutatori, che sarà utilizzato dai singoli uffici elettorali per le nomine utili al referendum di marzo.
In sintesi:
- Lo scrutatore al referendum giustizia 2026 riceve un compenso fisso esentasse.
- Il gettone è aumentato di circa il 15% rispetto alle ultime consultazioni.
- Nomina riservata agli iscritti all’albo comunale degli scrutatori.
- Ruolo con qualifica di pubblico ufficiale e precise responsabilità penali.
Compenso, tempi di pagamento e ruolo operativo dello scrutatore
Per il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, lo scrutatore in un seggio elettorale ordinario percepisce un compenso fisso di circa 119,60 euro. Nei seggi speciali – come ospedali, case di cura o carceri – il gettone è di circa 60,95 euro. Gli importi sono stabiliti dalla normativa sugli onorari dei componenti di seggio e, per queste consultazioni, risultano aumentati di circa il 15% tramite apposito decreto elettorale.
Il compenso è qualificato come rimborso forfettario per attività elettorale: non rientra nella base imponibile Irpef, non è soggetto a ritenute e non va indicato nel Modello 730 o nel Modello Redditi. Il pagamento non avviene al termine immediato dello scrutinio, ma viene disposto dal Comune alcune settimane dopo, tramite bonifico bancario sul conto del componente di seggio o con mandato di pagamento riscuotibile presso una banca convenzionata.
Durante le operazioni, gli scrutatori svolgono compiti chiave: identificano gli elettori verificando documenti e tessere elettorali, registrano affluenza e votanti sui registri, assistono il presidente di seggio e partecipano allo scrutinio delle schede. In tutte queste fasi assumono la qualifica di pubblico ufficiale, con responsabilità penali in caso di irregolarità o falsificazioni.
Come diventare scrutatore e cosa cambia negli altri ruoli di seggio
Per essere nominati scrutatori in occasione del referendum o di future consultazioni è necessario essere iscritti all’albo degli scrutatori del proprio Comune di residenza. L’iscrizione è gratuita e permanente, salvo cancellazione o perdita dei requisiti. La domanda si presenta all’ufficio elettorale comunale tramite apposito modulo, di solito entro termini fissati annualmente; molti Comuni consentono l’invio via PEC o attraverso piattaforme di servizi online.
Un seggio elettorale ordinario è normalmente composto da 5 membri: un presidente, un segretario e tre scrutatori, uno dei quali svolge anche le funzioni di vicepresidente senza compenso aggiuntivo. Il presidente di seggio percepisce circa 149,50 euro, il segretario un rimborso pari a quello degli scrutatori, ossia circa 119,60 euro. Nei seggi speciali gli importi sono ridotti: al presidente spettano circa 90,85 euro, al segretario circa 60,95 euro. Queste differenze riflettono l’impegno orario e organizzativo richiesto nelle diverse tipologie di sezione elettorale.
FAQ
Lo scrutatore al referendum 2026 paga tasse sul compenso ricevuto?
Sì, è vero che il compenso di scrutatore è esentasse: è qualificato come rimborso forfettario e non va dichiarato in dichiarazione dei redditi.
Quanto tempo passa di solito prima che lo scrutatore venga pagato?
Sì, mediamente trascorrono da due a otto settimane, a seconda dell’organizzazione del singolo Comune e delle procedure di tesoreria.
Posso rifiutare la nomina a scrutatore dopo la chiamata del Comune?
Sì, è possibile rinunciare motivando per iscritto, ma solo per giustificati motivi documentabili; in caso contrario si rischia una sanzione amministrativa.
Serve un titolo di studio specifico per iscriversi all’albo scrutatori?
Sì, è necessario almeno il diploma di scuola dell’obbligo, essere elettori del Comune e non ricoprire incarichi incompatibili come dipendenti di forze di polizia.
Qual è la fonte delle informazioni sui compensi degli scrutatori?
Sì, le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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