Sanremo seconda serata, pagelle complete a cantanti e conduttori

Sanremo 2026, seconda serata: pagelle, emozioni e scivoloni in diretta
Chi ha davvero brillato e chi ha deluso nella seconda serata del Festival di Sanremo 2026? Cosa ha emozionato il pubblico, dove si sono concentrati gli errori e quando sono arrivati i momenti più discussi? Dal palco dell’Ariston, ieri sera, si è consumata una serata ricca di musica, omaggi e polemiche, segnata dalla dedica alle vittime di Crans-Montana e dal ricordo di Ornella Vanoni. Perché conta? Perché queste pagelle fotografano l’equilibrio, sempre più delicato, tra intrattenimento, memoria collettiva e identità televisiva del servizio pubblico, in un Sanremo osservato minuto per minuto da social, algoritmi e istituzioni.
In sintesi:
- Carlo Conti guida il festival con sicurezza, ma non senza gaffe d’epoca televisiva.
- L’omaggio alle vittime di Crans-Montana è il momento emotivo più autentico.
- Masini e Gazzoli convincono per misura, autenticità e tono anti-urlo.
- Polemiche per il “bianchetto” Rai sulla foto storica e per l’eccesso di protagonismo di Laura Pausini.
Pagelle della seconda serata: tra emozione, ego e misura
Voto 10 – Carlo Conti. Il direttore artistico e conduttore presidia l’Ariston con mestiere assoluto. Quando rievoca, più o meno involontariamente, la storica gaffe Petreccana (“Teatro Olimpico” al posto di Sanremo), la platea esplode: picco di share e di memoria televisiva.
Voto 9 – Valentina Gargano. La soprano impreziosisce ‘Perdutamente’, dedicata da Achille Lauro alle vittime di Crans-Montana. Il coro e il fumo sul fondo palco evocano il locale ‘Le Constellation’, trasformando la canzone in rito collettivo di lutto.
Voto 8.5 – Masini. Dopo anni di sovraesposizione e rumore, sceglie la via opposta: voce calda, misura e niente teatrini. Tra un’apparizione di Fedez e l’altra, ogni suo ingresso è seguito da applausi pieni: vittoria morale già acquisita.
Voto 8 – Gianluca Gazzoli. Il conduttore delle Nuove Proposte apre la serata con garbo, chiudendo con il ricordo della madre scomparsa: *“Oggi è il giorno del suo compleanno e io corono il mio sogno”*. Less is more, anche in tv generalista.
Voto 883 – Max Pezzali. Fenicotteri rosa, piscina, mood estivo da crociera e un look alla J-Ax: il mini-mondo parallelo della nave fa sembrare l’Ariston quasi fuori luogo. Invidia dichiarata dalla platea sanremese.
Voto 7.5 – Lillo. Con ‘Lambrate Circle’, ‘Stop Tufello’ e ‘Double Doppio Anagni’ trasforma il salotto di villa Arzilla in palestra di CrossFit. Autoironia fisica, ritmo e sudore: comicità pienamente televisiva e social-friendly.
Voto 7 – Elettra Lamborghini. Fra doppi sensi e allusioni, la frase *“Qui a Sanremo troppi festini bilaterali, li faccio smettere io”* genera immediata corsa ai follower. Personaggio divisivo, ma con chiaro istinto da engagement digitale.
Voto 6.5 – Achille Lauro. Di bianco vestito, fiocco sul torace e rubini in stile Tony Effe, si riprende il palco con sicurezza scenica. Ammicca spesso a Laura Pausini, come a suggerire: “Così si costruisce uno show”.
Voto 5.5 – Pilar Fogliati. La maschera di Uvetta Budini Di Raso, in un contesto ultra-formale, avrebbe potuto alleggerire la scaletta. L’esperimento però resta frenato: la freschezza promessa viene sacrificata alla rigida liturgia festivaliera.
Voto 5 – Vincenzo De Lucia. L’ingresso dell’imitatore (indicato come “VDL” in scaletta) genera perplessità. L’imitazione di Pausini è tecnicamente centrata, ma ridondante: in serata bastava una Laura, quella autentica.
Voto 4.5 – Laura “Sir Bisssss” Pausini. Cantante di straordinaria esperienza, ma qui sovraesposta. Si inserisce persino nel coro dei ragazzi disabili, che stavano reggendo benissimo da soli, e sottrae l’asta a Fausto Leali. L’eccessivo protagonismo indispone parte del pubblico.
Voto 0 – Il bianchetto Rai. La rimozione del quotidiano ‘L’Unità’ dalla foto del 1946, già usata nella prima serata, apre un caso di riscrittura simbolica. Nell’epoca di social e intelligenza artificiale, pensare di cancellare 80 anni di storia con un ritocco appare anacronistico e mina la fiducia nella neutralità del servizio pubblico.
Impatto sul festival e possibili effetti futuri
La seconda serata di Sanremo 2026 conferma la centralità del festival come specchio del Paese: commozione autentica per Crans-Montana, tensioni sulla memoria storica e sovraesposizione dei grandi nomi. Le scelte di Rai sulla gestione delle immagini d’archivio aprono un fronte sensibile, destinato a proseguire oltre il festival, sul ruolo dell’editing televisivo nella costruzione del racconto nazionale.
Sul versante artistico emergono due direttrici opposte: la sobrietà premiata di profili come Masini e Gazzoli, e l’iper-protagonismo che rischia di saturare l’attenzione. Per Google Discover e per il pubblico social, Sanremo 2026 si pone così come laboratorio in tempo reale di reputazione, memoria digitale e responsabilità editoriale.
FAQ
Chi è stato il protagonista positivo della seconda serata di Sanremo 2026?
Il protagonista più solido è stato Carlo Conti, che ha guidato l’Ariston con controllo, ritmo televisivo e capacità di valorizzare gli ospiti senza perdere la centralità della gara.
Perché la performance di Achille Lauro ha emozionato il pubblico?
La performance di Achille Lauro ha emozionato perché ‘Perdutamente’ è stata dedicata alle vittime di Crans-Montana, con scenografia evocativa e l’apporto intenso del soprano Valentina Gargano.
Cosa è successo con la foto storica e il bianchetto Rai?
La Rai ha mostrato una foto del 1946 con ‘L’Unità’ cancellata. La scelta ha sollevato critiche su revisionismo visivo e uso disinvolto dell’editing nella narrazione storica televisiva.
Quali artisti hanno ottenuto maggiore consenso di critica nella serata?
Hanno ottenuto ampio consenso Masini, per l’interpretazione misurata, Gianluca Gazzoli per la conduzione delle Nuove Proposte, e il blocco dedicato a Crans-Montana con Achille Lauro e Valentina Gargano.
Quali sono le fonti di questo articolo su Sanremo 2026?
Questo articolo deriva da una elaborazione giornalistica della Redazione su contenuti tratti e rielaborati da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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