Salvini rilancia il Ponte sullo Stretto con nuovo commissario, aumentano costi, verifiche e controlli sul progetto
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Ponte sullo Stretto, nuovo decreto, nuovi rinvii e nodo 2032
Il governo guidato da Giorgia Meloni, con il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, ha approvato il nuovo “decreto Ponte” che ridisegna governance, tempi e coperture economiche del ponte sullo Stretto di Messina. L’intervento riguarda l’intero iter amministrativo e finanziario dell’opera tra Sicilia e Calabria, spostando una parte rilevante delle risorse al periodo 2030‑2034 e fissando implicitamente l’orizzonte al 2032 per la piena attuazione del progetto. Il decreto interviene per rispondere ai rilievi della Corte dei conti sulla precedente delibera Cipess, imponendo una nuova istruttoria presso il Mit, ulteriori pareri tecnici e ambientali e il coinvolgimento di più autorità regolatorie. L’obiettivo dichiarato è mettere in sicurezza giuridica ed economica un’opera considerata strategica dal governo, ma gravata da costi lievitati del 248% e da un impianto progettuale vecchio di oltre trent’anni.
In sintesi:
- Il “decreto Ponte” riscrive l’iter del collegamento stabile sullo Stretto di Messina.
- Nuova istruttoria Mit, pareri tecnici rafforzati e verifiche ambientali aggiuntive.
- Spesa complessiva a 14,442 miliardi, con fondi spostati al 2030‑2034.
- Nominato commissario straordinario ferroviario il numero uno di Rfi, Aldo Isi.
Il nuovo decreto riporta il progetto sul tavolo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che dovrà riscrivere il Piano economico finanziario della società Stretto di Messina spa, aggiornando costi, coperture e stime di ricavi, oltre alle future tariffe di pedaggio.
La misura punta a superare il rigetto della delibera Cipess da parte della Corte dei conti, che aveva censurato lacune su sostenibilità finanziaria, ruolo delle autorità di regolazione e completezza delle valutazioni tecniche.
Parallelamente, il governo inserisce un commissario straordinario per coordinare gli interventi ferroviari complementari e aggiorna il quadro ambientale, imponendo una nuova analisi di incidenza sui siti Natura 2000 interessati dal tracciato.
Nuova istruttoria Mit, pareri rafforzati e commissario straordinario
Con il decreto, il dossier ponte torna ufficialmente al Mit per una nuova istruttoria completa, preliminare a un’ulteriore delibera Cipess. Il ministero dovrà dimostrare la sostenibilità economico‑finanziaria dell’opera, rivedendo il Pef di Stretto di Messina spa in ogni dettaglio: costi aggiornati, struttura delle coperture pubbliche, tariffe ipotizzate, canoni, proiezioni dei flussi di traffico e rischio di squilibri economici.
Su richiesta della Corte dei conti, entra in campo l’Autorità di regolazione dei trasporti, chiamata a esprimersi sulle tariffe di pedaggio stradale. Il Pef dovrà poi passare al vaglio del Nars, il Nucleo di consulenza per la regolazione dei servizi di pubblica utilità, per una verifica indipendente delle ipotesi economiche.
Il Consiglio superiore dei lavori pubblici è investito dei profili tecnici “di particolare complessità e rilevanza”, compresi quei punti progettuali che, nelle stesse carte, hanno sollevato dubbi sulla concreta fattibilità dell’opera sospesa a campata unica.
Il decreto nomina commissario straordinario per gli interventi ferroviari il numero uno di Rete ferroviaria italiana, Aldo Isi. Il suo mandato riguarda tre snodi: i collegamenti lato Calabria verso la Battipaglia‑Reggio Calabria, quelli lato Sicilia tra la galleria Santa Cecilia e la linea Messina‑Catania, e la nuova stazione di Messina Gazzi.
Il commissario opera con i poteri derogatori previsti dallo “Sblocca cantieri”, può nominare subcommissari interni a Rfi e avvalersi di amministrazioni statali e enti territoriali, senza compensi aggiuntivi.
Sul fronte ambientale, il Mit e le amministrazioni coinvolte dovranno rifare le verifiche di incidenza secondo la direttiva europea “Habitat” per i siti Natura 2000, valutando alternative e impatti sulla salute e sulla sicurezza pubblica. È prevista una nuova deliberazione del Consiglio dei ministri sui cosiddetti Iropi, i “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico” che, in casi eccezionali, consentono di procedere nonostante significativi effetti ambientali negativi.
Intanto, il quadro finanziario viene aggiornato: l’appalto originario, fermo a vent’anni fa, ha visto i costi stimati crescere del 248%, portando la dote complessiva a 14,442 miliardi di euro.
Le leggi di bilancio 2024 e 2025 avevano fissato 13,162 miliardi (6,962 miliardi su bilancio statale e 6,2 miliardi a carico del Fondo per lo sviluppo e la coesione), cui la legge di bilancio 2026 ha aggiunto 780 milioni.
A queste somme vanno aggiunti 500 milioni per opere connesse e la dotazione di 370 milioni della società Stretto di Messina, i cui costi di personale – 116 addetti – hanno toccato 11,8 milioni nell’ultimo anno.
Scenari futuri tra iter complesso, costi crescenti e incognite politiche
L’iter delineato dal decreto è lungo e multilivello: aggiornamento del Pef, pareri di Art, Nars e Consiglio superiore dei lavori pubblici, nuova valutazione ambientale, nuova delibera Cipess e successivo controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti.
Solo dopo questi passaggi il Mit potrà firmare con Stretto di Messina spa un nuovo atto aggiuntivo alla convenzione, a sua volta sottoposto alla Corte.
In prospettiva, l’orizzonte al 2032 rende il ponte uno dei dossier infrastrutturali più esposti a cicli politici, contenziosi e variabili macroeconomiche. Mentre il governo rivendica l’opera come scelta strategica, il rialzo dei costi e la necessità di nuove garanzie ambientali e finanziarie mantengono aperto il dibattito pubblico su rischi, benefici e possibili penali in caso di mancata realizzazione.
FAQ
Quando potrebbero realisticamente iniziare i cantieri del Ponte sullo Stretto?
È verosimile che i cantieri possano avviarsi solo dopo il completamento di Pef, pareri tecnici, valutazioni ambientali e controlli della Corte dei conti, con orizzonte spostato verso il prossimo decennio.
Quanti soldi pubblici sono oggi stanziati per il Ponte sullo Stretto?
Sono complessivamente stanziati 14,442 miliardi di euro, tra bilancio dello Stato, Fondo per lo sviluppo e la coesione, risorse aggiuntive e dotazione della società Stretto di Messina.
Chi controlla la sostenibilità economica del nuovo Piano finanziario del Ponte?
La sostenibilità è verificata da Mit, Cipess, Autorità di regolazione dei trasporti, Nars e, in ultima istanza, sottoposta al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti.
Quali sono i principali rischi ambientali legati al Ponte sullo Stretto?
I rischi riguardano l’impatto sui siti Natura 2000 dello Stretto, la fauna, gli ecosistemi marini, oltre a potenziali criticità per salute umana e sicurezza pubblica.
Da quali fonti ufficiali provengono i dati riportati nell’articolo?
I contenuti derivano da una elaborazione congiunta di informazioni tratte da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



