Sala conferma il gemellaggio Milano Tel Aviv, esplode il dissenso di Pd e Verdi sul sindaco
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Milano conferma il gemellaggio con Tel Aviv: la decisione di Beppe Sala
Il sindaco di Milano Beppe Sala ha deciso di non sospendere il gemellaggio con Tel Aviv, nonostante le richieste di revoca avanzate da parte della sua stessa maggioranza. La scelta è maturata a Palazzo Marino dopo un confronto telefonico con il sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, giovedì 16 aprile. La decisione arriva mentre il conflitto a Gaza e le politiche del governo di Benjamin Netanyahu spaccano l’opinione pubblica e i partiti, e ha l’obiettivo dichiarato di mantenere uno spazio istituzionale di dialogo con l’area israeliana critica verso l’esecutivo in carica.
In sintesi:
- Beppe Sala mantiene il gemellaggio Milano–Tel Aviv nonostante le pressioni di Pd ed Europa Verde.
- Telefonata con Ron Huldai e lettera pro-dialogo al centro della decisione politica.
- Europa Verde e parte del Pd contestano contenuti e forma della lettera del sindaco di Tel Aviv.
- Attilio Fontana plaude alla scelta di Sala e definisce antisemite le richieste di revoca.
Pressioni politiche, telefonata con Huldai e il caso della lettera contestata
Il dibattito sul gemellaggio Milano–Tel Aviv era esploso già nell’ottobre scorso, quando i consiglieri di Europa Verde avevano presentato in Consiglio comunale una mozione per sospendere la collaborazione. Parte del Partito Democratico e della maggioranza aveva votato a favore, ma il testo era stato respinto.
La questione è riemersa nelle ultime settimane grazie all’iniziativa del Pd milanese, guidata dalla capogruppo Beatrice Uguccioni, sostenuta tra gli altri da Pierfrancesco Majorino e dal segretario metropolitano Alessandro Capelli, favorevoli allo stop. La linea ha messo in difficoltà figure come Emanuele Fiano, spinte di fatto verso l’uscita dal partito.
Giovedì 16 aprile Beppe Sala ha parlato al telefono con Ron Huldai. Il sindaco di Milano ha spiegato che Tel Aviv chiede di *“mantenere vivo uno spazio di dialogo e riflessione”* in una fase definita “particolarmente critica”. Sala ha ribadito *“la fermissima condanna delle politiche di Benjamin Netanyahu”* e annunciato la volontà di rafforzare le iniziative concrete su Gaza, in particolare tramite MM, a sostegno delle comunità colpite.
Nella lettera inviata a Milano, Ron Huldai sottolinea che *“Tel Aviv e Milano hanno scelto il dialogo al posto del silenzio, una partnership invece del boicottaggio, e ponti invece che muri”*, presentando la città come impegnata a difendere *“la sua anima democratica”*.
La missiva è però al centro di un caso politico. I consiglieri di Europa Verde Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini denunciano un’“apparente anomalia”: il file sarebbe un documento Word modificabile, la cui ultima modifica risulta attribuita a una persona dipendente del Comune di Milano.
Una versione in parte confermata dal dem Michele Albiani, che su Facebook ha definito l’atto una *“letterina non ufficiale, senza firma digitale o a mano, condivisa in Word”*, accusandola di non citare mai Gaza, né *“guerra, pace, morti, bambini, bombe, Netanyahu, Libano, Cisgiordania, coloni”*.
Per Cucchiara e Gorini, la lettera *“è assolutamente irricevibile”* e non affronta i nodi politici: niente riferimenti al presunto genocidio a Gaza, alle violazioni al cessate il fuoco, all’occupazione nel sud del Libano o alla guerra a bassa intensità in Cisgiordania. I Verdi accusano Sala di voler eludere una richiesta chiara del Consiglio comunale e dei due maggiori partiti di maggioranza, Pd ed Europa Verde.
Durissimo anche il giudizio di Sinistra Italiana Milano, secondo cui solo Sala non vedrebbe come *“il mondo intero”* e importanti istituzioni internazionali chiedano la fine dell’impunità israeliana e l’avvio di sanzioni, citando il milione di firme europee alla petizione popolare per bloccare il trattato di associazione economica Ue–Israele.
Sul fronte opposto, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana aveva bollato come “antisemite” le richieste di sospensione avanzate da Pd e Verdi e ora approva la scelta di Sala: *“Sono molto contento, è una scelta che apprezzo e condivido. In caso contrario, sarebbe sembrata una cosa contro il popolo di Israele”*.
Conseguenze politiche a Milano e possibili sviluppi sul dossier Medio Oriente
La decisione di Beppe Sala colloca Milano in una posizione intermedia tra sostegno al dialogo con Tel Aviv e critica radicale alla linea del governo Netanyahu. Nel breve periodo, il caso rischia di accentuare la frattura nel campo progressista milanese, già in fermento verso le amministrative del prossimo anno, con figure come Pierfrancesco Majorino considerate possibili candidati sindaci alternativi.
Sul piano internazionale, la vicenda mostra come i gemellaggi urbani diventino strumenti di pressione simbolica sul conflitto in Medio Oriente, incrociando richieste crescenti di sanzioni e campagne come la petizione europea contro il trattato Ue–Israele. Una futura evoluzione del conflitto a Gaza o nuove decisioni di organismi internazionali potrebbero costringere la giunta milanese a riaprire formalmente il dossier, rendendo il gemellaggio un terreno di scontro permanente tra dialogo istituzionale e strategie di boicottaggio.
FAQ
Perché il Comune di Milano non ha sospeso il gemellaggio con Tel Aviv?
La giunta di Beppe Sala mantiene il gemellaggio per preservare un canale di dialogo con le componenti israeliane critiche verso il governo Netanyahu e rafforzare iniziative umanitarie su Gaza.
Chi chiede la sospensione del gemellaggio Milano–Tel Aviv?
La sospensione è richiesta dai consiglieri di Europa Verde Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini e da una parte del Partito Democratico milanese.
Cosa viene contestato nella lettera del sindaco di Tel Aviv a Sala?
Secondo Europa Verde e parte del Pd, la lettera è ufficiosa, modificabile, priva di firma e non cita Gaza, guerra, morti, né Netanyahu.
Qual è la posizione della Regione Lombardia sul gemellaggio con Tel Aviv?
Il presidente Attilio Fontana sostiene la linea di Beppe Sala e giudica le richieste di sospensione del gemellaggio come potenzialmente antisemite e ostili al popolo israeliano.
Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

