Religioni devianti e culti digitali come si ripete il meccanismo psicologico che intrappola milioni di fedeli
Indice dei Contenuti:
Leader carismatici, sette e poligamia: perché tornano a sedurre l’Occidente
Chi? Gurus religiosi e leader carismatici come Samuel Rappylee Bateman, Warren Jeffs, David Koresh, Jim Jones e altri capi settari.
Che cosa? Abusi, poligamia “spirituale”, controllo totale di comunità chiuse, spesso con violenze su minori e donne.
Dove? Soprattutto negli Stati Uniti, tra Colorado City, Texas, Guyana, ma con eco globale.
Quando? Dal XVI secolo (rivolta anabattista di Münster) fino alle condanne del 2024 e alle più recenti derive online.
Perché? In una società disorientata, il bisogno di certezze spinge verso guru che promettono salvezza, identità e “verità segrete”.
In sintesi:
- La poligamia settaria è strumento di potere e abuso, non semplice dottrina religiosa.
- Le serie Netflix e Disney+ mostrano il lato oscuro di sette moderne e storiche.
- Il denominatore comune è sempre un leader assoluto, antidemocratico e manipolatorio.
- Crisi di senso e sfiducia nelle istituzioni alimentano il ritorno dei falsi profeti.
Dalla poligamia dei fondamentalisti alla gnosi politica contemporanea
Samuel Rappylee Bateman, 48 anni, autoproclamato leader della Chiesa fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, è stato condannato nel 2024 a 50 anni di carcere e libertà vigilata a vita. Per evitare pene ancora più pesanti, si è dichiarato colpevole di sequestro di persona e cospirazione per trasporto di minori a fini sessuali.
Al momento dell’arresto aveva circa venti “mogli”, comprese minorenni, alcune di appena nove anni, trasferite oltre confine statale per essere abusate. Si colloca nella stessa scia del guru poligamo Warren Jeffs, oggi all’ergastolo in Texas, protagonista del documentario Netflix Keep Sweet: pregare e obbedire e predecessore di Bateman, raccontato in Trust me: il falso profeta.
L’universo dei fondamentalisti mormoni, già narrato da Jon Krakauer in In nome del cielo (diventato serie su Disney+), mostra come la poligamia, formalmente ripudiata dalla Chiesa mormone dal 1890, venga riproposta in chiave pseudo-spirituale per giustificare harem privati.
Il meccanismo, però, è antico. Nel 1534, a Münster, gli anabattisti guidati da Jan Matthys e poi da Jan Bockelson di Leida instaurarono una teocrazia radicale: abolizione della proprietà privata, stato di polizia religiosa, poligamia di fatto obbligatoria per le donne, costrette a soddisfare i capi in nome della fede, come ricostruisce Friedrich Reck-Malleczewen ne Il re degli anabattisti.
Il tratto comune è l’antinomismo: il leader rifiuta le leggi esistenti, proclama corrotto il mondo, si presenta come unico depositario della salvezza e chiede obbedienza assoluta. Da qui discendono abusi fisici, psicologici e sessuali strutturali, non accidentali.
Dal Tempio del Popolo alla radicalizzazione online dei più giovani
Sulle principali piattaforme video, da Netflix a HBO e Prime Video, abbonda la ricostruzione di questi casi. La setta dei Davidiani di David Koresh, asserragliata a Waco in Texas nel 1993, ne è un esempio estremo: harem interno, possibili rapporti con minorenni, arsenale enorme, assedio di 51 giorni finito con l’incendio di Mount Carmel e circa ottanta morti, molti bambini.
Ancora più devastante la tragedia del Tempio del Popolo di Jim Jones. Nella comunità di Jonestown, in Guyana, concepita come “nuova Gerusalemme”, oltre 900 adepti morirono in un suicidio di massa per sottrarsi all’intervento delle autorità statunitensi.
Altri culti come Syanon, fondato in California da Charles E. Dederich, hanno mostrato soprattutto forme di coercizione, violenza simbolica e controllo delle vite dei membri, pur senza gli stessi numeri di vittime. Il filo rosso resta la concentrazione di potere su un guru che diventa padrone dei corpi e delle coscienze.
Per interpretare questa deriva, il politologo Eric Voegelin, ne Il mito del mondo nuovo (edizioni Settimo sigillo), ha indicato nella “visione gnostica” una chiave di lettura decisiva: la convinzione che il mondo sia irrimediabilmente corrotto e che solo una “conoscenza segreta” – posseduta da pochi – possa salvare l’umanità attraverso la distruzione dell’ordine esistente.
Questo schema non riguarda solo le sette religiose, ma anche movimenti rivoluzionari e derive politiche che polarizzano il conflitto tra “bene assoluto” e “male assoluto”. Lo stesso meccanismo di ricatto e manipolazione emerge nel caso Jeffrey Epstein e nelle recenti indagini su minorenni italiani radicalizzati da gruppi neonazisti e satanisti online, pronti a progettare stragi e omicidi.
Crisi di senso, rischio guru e sfida al pensiero critico
Nella società occidentale iperconnessa, dove grandi narrazioni – religiose, culturali, nazionali – sono in frantumi, la domanda di sicurezza e identità cresce. In questo vuoto avanzano affabulatori, guru e falsi profeti: capi di sette, ma anche influencer ideologici e leader politici che ripropongono schemi gnostici, semplificando il reale in scontri assoluti e delegittimando ogni dissenso come eresia.
Le storie raccontate da libri, documentari e serie non sono solo cronaca nera o intrattenimento: mostrano quanto sia fragile il nostro presidio di pensiero critico. La sfida, oggi, è riconoscere per tempo i segnali di leaderismo settario – culto della personalità, promessa di salvezza totale, richiesta di obbedienza cieca – prima che si trasformino in nuove forme di dipendenza collettiva, online e offline.
FAQ
Perché la poligamia ritorna spesso nelle sette religiose?
Avviene perché la poligamia diventa strumento di controllo. Garantisce al leader accesso privilegiato ai corpi, consolidando potere psicologico, economico e gerarchico sull’intero gruppo, soprattutto sulle donne più vulnerabili.
Cosa distingue una setta pericolosa da un gruppo religioso legittimo?
Incidono tre elementi: culto della personalità del leader, isolamento sociale dei membri, richiesta di obbedienza assoluta. Quando compaiono insieme, aumentano drasticamente rischi di abuso e radicalizzazione.
Come riconoscere i segnali precoci di manipolazione settaria?
Si riconoscono da linguaggio “noi contro loro”, demonizzazione del mondo esterno, pressione per troncare legami familiari, richiesta di segreti condivisi e sacrifici crescenti, spesso economici o sessuali.
Che ruolo hanno le piattaforme streaming nel far capire il fenomeno?
Svolgono un ruolo importante perché documentari e serie forniscono ricostruzioni dettagliate, testimonianze dirette e contesto storico, aiutando il pubblico a identificare dinamiche manipolatorie ricorrenti nelle comunità chiuse.
Quali sono le fonti principali su cui si basa questo articolo?
Deriva da una elaborazione congiunta e rielaborata di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

