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7 Maggio 2026

Alzheimer, perché l’Italia frena sui nuovi anticorpi monoclonali

In Italia, la rimborsabilità dei nuovi anticorpi monoclonali contro l’Alzheimer è al centro della valutazione di Aifa.
Il nodo non riguarda l’efficacia clinica, giudicata favorevole, ma il rapporto tra costi elevati e benefici sociali.
Il dibattito coinvolge clinici, istituzioni e centri specialistici, mentre altri Paesi europei hanno già adottato decisioni restrittive sulla copertura pubblica.

La questione è urgente perché questi farmaci possono rallentare di circa due anni il decorso della malattia nelle fasi iniziali.
Capire chi trarrà il massimo beneficio e come organizzare i percorsi di cura sarà decisivo per il futuro dei pazienti italiani.
Il confronto in corso definirà modello assistenziale, sostenibilità economica e criteri di accesso alle terapie.

In sintesi:

  • Nuovi monoclonali contro l’Alzheimer rallentano la malattia ma hanno costi elevati.
  • Aifa valuta rimborsabilità e criteri di accesso in un quadro europeo prudente.
  • Serve definire il “paziente ideale” e ridurre i rischi di effetti avversi gravi.
  • La scelta dei centri abilitati sarà decisiva per equità e qualità delle cure.

La sfida tra efficacia clinica, costi e selezione dei pazienti

Secondo Camillo Marra, direttore della clinica della memoria del Policlinico A. Gemelli e docente di Neurologia all’Università Cattolica di Roma, i nuovi anticorpi monoclonali offrono un guadagno temporale di circa due anni sull’evoluzione dell’Alzheimer nelle fasi iniziali.
Questo beneficio ha un impatto potenzialmente enorme sui costi sociali, economici e istituzionali della lunga assistenza, ma si scontra con il prezzo molto elevato dei farmaci.
In Inghilterra l’uso clinico è approvato, ma il Nice ha negato il rimborso da parte del servizio sanitario; decisioni analoghe, con varianti, si registrano in Francia, Olanda e Germania.

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La traiettoria regolatoria è stata complessa: l’aducanumab fu autorizzato negli Stati Uniti sulla base di un endpoint surrogato, la riduzione della beta-amiloide cerebrale.
I successivi lecanemab e donanemab, approvati da Fda e poi da Ema, hanno invece dimostrato il raggiungimento dell’endpoint clinico primario in 72 settimane.
L’Ema ha dato via libera nel 2025: prima ad aducanumab, a luglio, poi a donanemab, a ottobre, aprendo la strada alle decisioni nazionali su rimborsabilità e accesso.

Resta irrisolta la definizione del profilo dei pazienti “responder”.
Sono meglio noti, sottolinea Marra, i gruppi a rischio di eventi avversi: età avanzata, pregressi eventi ischemici cerebrali, terapie anticoagulanti e omozigosi Apoe4, in cui il trattamento è sconsigliato per l’alto rischio emorragico.
Il concetto di “paziente ideale” si appoggia oggi alla “fase 4 di compromissione cognitiva” e alle scale come il Cdr: pazienti oltre 1 non vengono considerati trattabili, tra 0,5 e 1 sì, ma si tratta di strumenti ancora grossolani.

Per ottimizzare beneficio e sostenibilità servirebbero studi di popolazione su migliaia di persone (2.000-5.000 pazienti) seguite per 3-6 anni, in grado di intercettare i soggetti in fase preclinica o molto precoce, portatori di beta-amiloide e fosfo-tau patologiche, quando l’impatto della terapia potrebbe massimizzarsi nel lungo termine.

Centri, percorsi di cura e scenari futuri per i pazienti italiani

Un altro nodo critico per Aifa riguarda l’organizzazione concreta delle cure.
Occorre decidere modalità di somministrazione, protocolli di monitoraggio e requisiti minimi dei centri autorizzati.
In Italia esistono oltre 500 centri cognitivi, ma non tutti dispongono di diagnostica avanzata, infrastrutture per infusioni endovenose e monitoraggio intensivo.

Per Marra, l’identificazione di una rete selezionata di strutture con competenze integrate – neurologiche, radiologiche, laboratoristiche – sarà parte essenziale del lavoro regolatorio e amministrativo.
Dalle scelte sui centri dipenderanno equità di accesso, gestione dei rischi e capacità del Servizio sanitario nazionale di reggere l’impatto organizzativo ed economico di queste terapie.
L’esito del dossier Aifa potrebbe diventare un modello di riferimento europeo su come conciliare innovazione, sostenibilità e tutela dei pazienti fragili.

FAQ

Qual è il beneficio clinico stimato dei nuovi anticorpi monoclonali anti-Alzheimer?

Il beneficio è documentato: negli studi a medio termine si osserva un rallentamento del decorso clinico pari a circa due anni nelle fasi iniziali.

Perché alcuni Paesi europei negano la rimborsabilità di questi farmaci?

La scelta è motivata dal rapporto costi-benefici: prezzo elevato, benefici limitati a sottogruppi selezionati e forte impatto sui bilanci sanitari nazionali.

Chi è maggiormente esposto agli effetti avversi dei monoclonali per Alzheimer?

Sono più esposti anziani molto fragili, pazienti con recenti eventi ischemici cerebrali, soggetti in terapia anticoagulante e portatori omozigoti dell’allele Apoe4.

Quali centri italiani potranno somministrare i nuovi trattamenti anti-amiloide?

È probabile che vengano selezionati centri con esperienza in demenze, diagnostica avanzata, capacità di infusioni endovenose e monitoraggio radiologico strutturato.

Da quali fonti è stata derivata e rielaborata questa analisi giornalistica?

Il contenuto deriva da una elaborazione congiunta di notizie ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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