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Rapporto AGI/Censis 2018 sulla cultura dell’innovazione e l’utilizzo della rete

24 Luglio 2018

L’indagine, realizzata nel maggio del 2018, analizza i comportamenti degli utenti internet nei più diversi utilizzi della rete: frequenza di utilizzo dei servizi digitali, rischi che si corrono in rete, meccanismi di protezione, privacy e trattamento dei dati. L’indagine rileva inoltre le eventuali forme di arbitraggio individuale nell’uso di internet e i casi di pseudo-dipendenza, fino a definire i diversi profili degli utenti internet italiani.

ENORME POTENZIALITA’

Le tecnologie digitali, i social network, l’enorme potenzialità raggiunta dai sistemi di intelligenza
artificiale, la facilità di connessione immediata e a grandi distanze hanno affermato, da almeno un
quindicennio, il fatto che l’informazione è la cosa più economicamente, socialmente e politicamente
concreta.

Il 73,4% degli utenti internet dichiara un uso ininterrotto durante il corso della giornata della messaggistica istantanea o che il 34,1% di loro usa abitualmente lo smartphone anche quando è seduto a tavola (tra i giovani il dato cresce fino al 49,7%); che un utente ogni 5 di internet con meno di 35 anni dichiara che naviga o scambia messaggi mentre guida.

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QUALCHE PROBLEMA

La diffusione delle fake news, i finti account, le false identità, i comportamenti scorretti protetti
dall’anonimato infastidiscono la maggior parte degli utenti internet. Si assiste a una certa contraddizione tra l’utilizzo massiccio dei social media e dei motori di ricerca e la diffusa mancanza di fiducia rispetto alla gestione dei dati di profilo e di navigazione (69,6% degli utenti per ciò che riguarda i social e 60,5% per i motori); per circa 2/3 degli utenti internet, la tracciabilità viene ritenuta il prezzo inevitabile della rete globale; il 79% degli utenti preferisce servizi gratuiti consapevole di pagarli indirettamente
attraverso la messa a disposizione dei propri dati di navigazione o di profilo.

Spesso l’utente internet si comporta in rete come se il suo profilo digitale fosse disgiunto da quello reale. Ma è evidente che per questa sorta di “sdoppiamento” ci sarà sempre meno spazio in futuro.

LE ANSIE

L’ansia da attacchi informatici colpisce direttamente il 12,5% degli utenti (che addirittura autolimitano per paura l’accesso a servizi di loro interesse). Per il restante 87,5% degli utenti i rischi della rete non sono tali da incidere sui comportamenti di utilizzo. Al massimo ci si lamenta dei costi da sostenere per alzare il livello di protezione (25,2%) o del fatto di dover mantenere un certo livello di vigilanza (46,4%).

Ma nel concreto, quanti utenti internet hanno adottato efficaci misure difensive? Guardando
all’universo degli internauti la quota di coloro che cercano attivamente di mettersi in sicurezza non è bassa e varia dal 55% all’85% in base al tipo di accortezza adottata. Questo significa però che esiste almeno un quarto degli utenti che non si difende efficacemente e almeno un 15% di utenza che non adotta neppure le cautele minimali.

LE ABITUDINI

La gran parte degli utenti Internet si collega alla rete anche la sera tardi (77,7%) e di primo mattino (63,0%). Il 61,7% utilizza i dispositivi anche a letto (tra i giovani si arriva al 79,7%). Il 34,1% usa lo smartphone anche quando è seduto a tavola (ma tra i giovani il dato è del 49,7%).
La maggior parte degli utenti è ben consapevole dei lunghi periodi nei quali risulta attivo in rete.
Il 22,7% ha spesso la sensazione che Internet gli induca una sorta di dipendenza. L’11,7% vive con ansia l’eventuale impossibilità di connettersi. L’11,2% entra spesso in collisione con i propri familiari per ragioni collegate al suo utilizzo della rete. Ma se il 60,7% degli utenti dichiara di aver riflettuto sull’uso eccessivo di Internet, solo il 28,6% è intervenuto concretamente con dei correttivi o delle regole di autolimitazione.

IN PROFILI

I profili che ne scaturiscono sono 6:
1. Gli «iperconnessi»(10,7%)
Usano massivamente la rete in tutte le forme possibili e per tutte le tipologie di servizi (social,
video, e.commerce, ecc.). Più del 50% usa lo smartphone a tavola, il 34% usa la rete anche
mentre guida, il 65% usa i social anche al lavoro. L’81,5% si connette la sera prima di addormentarsi.
Il 70,6% vorrebbe ridurre l’uso di internet, ma non ci riesce o lo trova complicato.
2. Gli «internauti standard» (51,1%)
Usano assiduamente tutti i servizi che supportano la dimensione relazionale in tutte le sue possibili declinazioni. Presentano valori di utilizzo medio alti per tutti i servizi internet.
3. I «social network-addicted» (14,3%)
Usano prevalentemente (e intensivamente) i social network e la messaggistica (il 57,2% anche
per lavoro). Sono gli utenti meno propensi a ridurre l’uso di internet in autolimitazione.
4. I «global-no social» (6,3%)
Usano intensamente tutti i servizi con l’eccezione di tutte le attività tipicamente social. Non si
connettono mentre guidano, partecipano poco ai gruppi di messaggistica.
5. Gli utenti di «vecchia scuola» (8,6%)
Usano prevalentemente gli strumenti e le funzionalità più datati (email e ricerche con motori).
Usano poco lo smart-phone e il tablet a letto. Il 46% ha deciso di ridurre l’uso di Internet e ci è
riuscito.
6. Gli utenti deboli (9,0%)
Internet come un’opportunità tra le altre. Usano la rete in modo occasionale o mono-pourpose.
Si collocano in basso per intensità di utilizzo di tutte le tipologie di servizi. Tendono a non
usare la messaggistica nei rapporti di lavoro.


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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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