Raffaele Pernasetti ex boss della Banda della Magliana arrestato: il falso cuoco che gestiva il narcotraffico
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Chi è Raffaele Pernasetti e cosa svela l’arresto a Testaccio
Un cuoco settantacinquenne ai fornelli del ristorante «Oio A Casa Mia», nel cuore di Testaccio, è stato identificato dai carabinieri come Raffaele Pernasetti, detto «Er Palletta», storico colonnello della Banda della Magliana. L’operazione, coordinata dalla DDA di Roma e conclusa questa mattina, ha portato al suo arresto e allo smantellamento di una presunta struttura criminale che, secondo gli inquirenti, avrebbe alimentato il traffico di droga nella Capitale.
Nel locale, considerato dagli investigatori un quartier generale occulto, si sarebbero definiti accordi con gruppi emergenti e fornitori legati alla ’ndrangheta. L’inchiesta riapre così, in pieno 2026, la questione dell’eredità operativa lasciata dalla vecchia criminalità organizzata romana e della sua capacità di adattarsi nei nuovi equilibri del narcotraffico.
In sintesi:
- Arrestato a Roma Raffaele Pernasetti, ex colonnello della Banda della Magliana.
- Il ristorante di Testaccio sarebbe stato la base logistica per traffico di droga.
- Contestati traffico di stupefacenti, armi, estorsioni e tentato omicidio con metodo mafioso.
- Ruolo di broker tra mala romana e fornitori legati alla ’ndrangheta di Platì.
Dal mito della Magliana al ruolo di broker del narcotraffico
Nato nel 1950, Raffaele Pernasetti è indicato dagli atti giudiziari come storico braccio destro di Enrico “Renatino” De Pedis, vertice della Banda della Magliana. Su di lui hanno gravato nel tempo accuse per sette omicidi e una condanna all’ergastolo, poi superata con il ritorno in libertà. Gli inquirenti sostengono che il suo capitale criminale – relazioni, reputazione, capacità di mediazione – non sia mai stato davvero dismesso.
Secondo la DDA, «Er Palletta» avrebbe assunto il ruolo di vero e proprio broker del narcotraffico: un intermediario di alto profilo, in grado di garantire forniture ingenti di cocaina e hashish, negoziando prezzi, quantità e canali di consegna. Nel mirino degli investigatori c’è il presunto collegamento tra il gruppo emergente del Trullo, guidato da Manuel Severa, e contatti riconducibili alla ’ndrangheta di Platì, con il ristorante di Testaccio utilizzato come luogo sicuro per incontri e definizione di accordi.
L’indagine non si limita però alla droga. L’impianto accusatorio comprende detenzione di armi da guerra, estorsioni, rapine e un tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. In questa ricostruzione, Pernasetti non sarebbe solo un mediatore, ma il garante di un sistema di violenza necessario a mantenere disciplina e credibilità nell’ambiente criminale romano, confermando la persistenza di logiche tipiche dell’epoca della Banda della Magliana.
Cosa cambia ora per la criminalità organizzata a Roma
L’arresto di Raffaele Pernasetti mette in crisi l’idea di una netta cesura tra la stagione della Banda della Magliana e il presente. La fitta rete di relazioni costruita negli anni d’oro di “Renatino” De Pedis riemerge come infrastruttura ancora spendibile per gestire affari nel narcotraffico contemporaneo.
Per gli investigatori, il caso conferma come figure carismatiche del passato possano ancora fungere da cerniera tra vecchie famiglie criminali, nuove bande di quartiere e organizzazioni di stampo mafioso esterne a Roma, in particolare la ’ndrangheta. Nei prossimi mesi l’attenzione si concentrerà sulla tenuta degli equilibri tra i gruppi emergenti della Capitale e sull’eventuale riassetto dei canali di approvvigionamento di droga, dopo la caduta di un intermediario ritenuto centrale nella gestione dei rapporti e nella prevenzione di conflitti armati.
FAQ
Chi è Raffaele Pernasetti e perché è stato arrestato?
È un 75enne, ex colonnello della Banda della Magliana, arrestato a Roma per presunto traffico di droga, armi e altri reati gravi.
Quale ruolo avrebbe avuto il ristorante di Testaccio nell’indagine?
Secondo gli inquirenti, il ristorante «Oio A Casa Mia» sarebbe stato un quartier generale occulto per incontri, accordi e gestione logistica degli affari.
Quali legami emergono tra Roma e la ’ndrangheta in questa inchiesta?
L’indagine ipotizza che Pernasetti facesse da tramite tra gruppi romani e fornitori riconducibili alla ’ndrangheta di Platì, per grandi forniture di droga.
Cosa significa l’aggravante del metodo mafioso contestata agli indagati?
Indica, secondo l’accusa, l’uso di intimidazione, violenza e controllo del territorio tipici delle organizzazioni mafiose, con sanzioni penali più pesanti.
Da quali fonti è stata ricostruita questa notizia di cronaca?
È stata elaborata in modo autonomo dalla Redazione, partendo da una sintesi congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

