Procura di Milano indaga sugli investigatori del fascicolo P destinato al magistrato Sempio
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Nuove ombre sull’indagine di Garlasco: cosa emerge e perché ora
Nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, la Procura di Pavia sta verificando presunte omissioni e falsità di ufficiali dei Carabinieri e dell’allora procuratore capo Mario Venditti.
Le contestazioni riguardano le indagini su Andrea Sempio, potenziale sospettato per l’omicidio di Chiara Poggi, e l’originaria concentrazione esclusiva su Alberto Stasi, poi condannato in via definitiva.
La vicenda si sviluppa tra il 2016 e il 2017 negli uffici giudiziari e nei reparti investigativi pavesi, ma le sue conseguenze si riflettono oggi sulla credibilità dell’intero impianto accusatorio e su dieci anni di carcere scontati da Stasi.
Secondo l’attuale procuratore aggiunto Stefano Civardi, sarebbero emersi atti sottratti alla regolare catena di custodia, forzature nelle trascrizioni delle intercettazioni e valutazioni tecniche ritenute non veritiere.
In sintesi:
- Contestati a carabinieri e magistrati comportamenti su indagini relative a Andrea Sempio.
- Scoperte foto clandestine e una bozza di archiviazione nelle carte dell’Arma.
- Contestata la gestione del Dna di Sempio e la perizia di Francesco De Stefano.
- Le anomalie avrebbero contribuito a mantenere Alberto Stasi in carcere per dieci anni.
Indagini interne, carte segrete e legami tra Arma e Procura
Il primo segnale di rottura arriva con la condanna per falsa testimonianza di Francesco Marchetto, allora comandante della stazione di Garlasco.
Nei giorni scorsi è stato iscritto per lo stesso reato il suo superiore, Gennaro Cassese, per presunte omissioni nell’interrogatorio a Andrea Sempio. Cassese, al Tg1, replica: «Di quell’interrogatorio non cambierei nulla e comunque non ho ricevuto avvisi di garanzia».
L’appunto del procuratore aggiunto Stefano Civardi descrive un quadro più ampio che coinvolge l’allora procuratore capo Mario Venditti, oggi indagato per corruzione anche in relazione al caso Garlasco.
Dalle analisi sul telefono dell’ex comandante del Nucleo investigativo di Pavia, Maurizio Pappalardo, emerge che il 24 dicembre 2016 l’ufficiale fotografa, sul tavolo verde del procuratore aggiunto Venditti, atti ancora segreti dell’indagine su Sempio.
A convocarlo in Procura è il maresciallo Antonio Scoppetta, anch’egli poi condannato per corruzione.
Quando Civardi, nell’ottobre scorso, chiede conto di quelle immagini, negli archivi ufficiali dell’Arma non ne resta traccia. Spunta però un “fascicolo P” intestato a Sempio (2017), contenente una bozza della richiesta di archiviazione lampo firmata da Venditti, con annotazioni manoscritte di autore ignoto.
La Procura di Brescia, titolare dell’indagine su Venditti, sta verificando la provenienza di quelle note. Un carabiniere addetto alle trascrizioni delle intercettazioni su Sempio riferisce infine di “buchi” dovuti alla fretta del procuratore di chiudere il fascicolo con archiviazione.
Dna, perizie contestate e conseguenze giudiziarie future
Sul fronte scientifico, la nuova inchiesta contesta a Venditti di non aver disposto ulteriori analisi sul Dna attribuito a Andrea Sempio trovato sotto le unghie di Chiara Poggi.
Anziché nuovi accertamenti, il magistrato si limita a sentire il perito Francesco De Stefano, già protagonista del processo terminato con la condanna di Alberto Stasi.
Secondo la ricostruzione di Stefano Civardi, la dichiarazione di De Stefano ai pm «non è rispondente al vero», ma viene accolta da Venditti «senza alcuna contestazione».
Questo tassello, unito alle lacune nelle intercettazioni e alla gestione irregolare degli atti, avrebbe contribuito a consolidare il quadro accusatorio originario, lasciando Stasi in carcere per altri dieci anni.
Le nuove verifiche su indagini, rapporti tra Arma e Procura e uso delle perizie potrebbero aprire sia alla revisione di parti del caso Garlasco, sia a procedimenti disciplinari e penali interni. Sul piano sistemico, la vicenda alimenta il dibattito sulla trasparenza delle catene decisionali in indagini a forte impatto mediatico.
FAQ
Chi è oggi indagato nell’indagine su Garlasco oltre ad Alberto Stasi?
Sono indagati, tra gli altri, l’ex procuratore capo Mario Venditti, l’ex comandante Maurizio Pappalardo e vari appartenenti all’Arma per corruzione e falsa testimonianza.
Che ruolo ha avuto Andrea Sempio nelle nuove indagini di Pavia?
Andrea Sempio è stato oggetto di una nuova indagine, poi archiviata rapidamente, per possibili collegamenti al Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi.
Cosa contesta la Procura alla gestione delle intercettazioni su Sempio?
La Procura segnala ampi “buchi” nelle trascrizioni, attribuiti alla fretta di chiedere l’archiviazione del fascicolo a carico di Sempio.
Perché è contestata la perizia di Francesco De Stefano sul Dna?
La dichiarazione di De Stefano è giudicata non veritiera da Stefano Civardi, ma fu accettata senza obiezioni dall’allora procuratore Venditti.
Da quali fonti è stata ricostruita la vicenda giudiziaria di Garlasco?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



