Petrolio supera quota cento dollari e affonda i listini azionari

Crisi nello Stretto di Hormuz, petrolio in volo e mercati sotto pressione
La chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz, epicentro del traffico petrolifero mondiale, sta innescando in questi giorni una nuova crisi energetica globale. Il Brent vola oltre 110 dollari al barile, mentre le tensioni militari tra Stati Uniti, Israele e Iran minacciano la stabilità macroeconomica internazionale, alimentando timori di nuova ondata inflazionistica.
Gli scontri nel Medio Oriente e la riduzione della produzione da parte di grandi esportatori come Kuwait, Iraq ed Emirati Arabi Uniti stanno già colpendo borse, valute e rendimenti obbligazionari in Europa e in Asia.
I governi del G7 valutano contromisure di emergenza, mentre in Italia il governo lavora a un intervento sulle accise per contenere il caro-carburanti alla pompa.
In sintesi:
- Blocco di Hormuz, tagli OPEC del Golfo e petrolio sopra 110 dollari destabilizzano i mercati globali.
- Escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran, con attacchi a infrastrutture energetiche e idriche regionali.
- Euro debole, rendimenti di Bund e BTP in rialzo, borse europee e asiatiche in forte correzione.
- Roma studia accise mobili sui carburanti; inflazione in ripresa in Cina dopo il boom energetico.
Petrolio verso 120 dollari e rischio nuova fiammata inflazionistica globale
Il greggio Brent tratta intorno a 111 dollari al barile, in rialzo di circa il 18% in pochi giorni, con gli operatori che prezzano uno scenario di possibile salita verso quota 120.
I principali produttori mediorientali, tra cui Kuwait, Iraq ed Emirati Arabi Uniti, hanno ridotto la produzione, aggravando gli effetti operativi della chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz.
Dal fronte geopolitico, il capo del Pentagono Pete Hegseth ha avvertito alla Cbs che quanto visto finora “è solo l’inizio”, mentre l’ex presidente Donald Trump ha definito prezzi del petrolio oltre 100 dollari “un piccolo prezzo da pagare per la pace e la sicurezza degli Usa e del mondo”.
Secondo il Financial Times, i ministri delle Finanze del G7 discuteranno lunedì un possibile rilascio coordinato di scorte strategiche, in raccordo con l’Agenzia internazionale per l’energia.
La guerra in Medio Oriente non mostra segnali di de-escalation dopo gli attacchi statunitensi e israeliani all’Iran, mentre il rischio percepito dagli investitori è quello di una nuova crisi inflazionistica guidata da energia e materie prime.
In Europa i future indicano aperture in netto ribasso (Dax -2,2/-2,5%), mentre si rafforza il dollaro e si indebolisce l’euro, sceso ai minimi di quattro mesi in area 1,158.
I rendimenti del decennale tedesco Bund sono risaliti intorno al 2,85%, quelli del BTP a circa il 3,61%, segnalando aspettative di inflazione più persistente e premio per il rischio in aumento.
Sui mercati asiatici lo yen si indebolisce fino a 158,8 contro dollaro, l’indice Kospi di Seul perde circa il 6%, le borse cinesi arretrano fino a -1,7% e l’India registra cali intorno al 2,3%.
Il quadro internazionale indica un ritorno della “stagflazione da shock energetico” come scenario di rischio centrale per analisti e banche centrali.
Nuova leadership iraniana, guerra ibrida e risposta economica italiana
In Iran la Tv di Stato ha annunciato la nomina di Mojtaba Khamenei a terzo leader della Repubblica islamica, decisione formalizzata dall’Assemblea degli Esperti.
L’ayatollah, 56 anni, figura di medio rango ma influente e considerata intransigente, era da tempo indicato come successore del padre, forte del sostegno delle Guardie Rivoluzionarie.
Nella dichiarazione ufficiale, l’Assemblea afferma che, *“dopo un’attenta e approfondita revisione”*, Mojtaba Hosseini Khamenei è designato “terza guida del sacro sistema della Repubblica Islamica dell’Iran”.
Parallelamente, Teheran ha proseguito gli attacchi colpendo un impianto idrico in Bahrein, mentre Israele ha bombardato depositi di carburante nell’area di Teheran e minacciato la rete elettrica iraniana.
Gli Stati del Golfo Persico (tra cui Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Arabia Saudita e Bahrein) riferiscono di aver intercettato missili e droni lanciati dall’Iran, che sostiene di poter prolungare il conflitto per mesi.
La Mezzaluna Rossa segnala anche il rischio di piogge acide tossiche dopo i raid israeliani, evidenziando un crescente impatto ambientale e umanitario del conflitto.
In Italia, il governo sta lavorando a un adattamento del decreto 2023 sulle accise mobili in vista del prossimo Consiglio dei ministri.
I tecnici del Mef valutano l’uso del meccanismo introdotto nel 2007 dall’allora ministro Pier Luigi Bersani, che consente di utilizzare l’extra gettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti per tagliare le accise.
Consumatori e associazioni di impresa chiedono riduzioni immediate di 10-15 centesimi al litro, denunciando prezzi record: fino a 2,6 euro per il gasolio servito in autostrada e fra 1,8 e 2 euro per la benzina.
Lo strumento non è automatico e richiede una modifica puntuale rispetto all’attuale formulazione triennale, ma rappresenta l’opzione più rapida per mitigare l’impatto dello shock energetico su famiglie e imprese.
Intanto, sul fronte macro asiatico, i dati dell’Ufficio nazionale di statistica cinese mostrano un’accelerazione dell’inflazione al consumo all’1,3% annuo a febbraio, oltre le attese, con l’IPC core all’1,8%, massimo dal 2019.
I prezzi alla produzione restano in calo (-0,9% annuo, 41° mese consecutivo di deflazione), ma la dinamica energetica e la forte spesa delle famiglie per il Capodanno Lunare indicano pressioni sui margini industriali.
In Europa, sullo sfondo della crisi energetica, proseguono i movimenti politici e societari.
Nel Land tedesco del Baden-Wuerttemberg, i Verdi mantengono per un soffio il governo dopo 15 anni, deludendo le aspettative del leader CDU Friedrich Merz e del candidato Manuel Hagen, mentre si afferma la figura di Cem Oezdemir come futuro governatore.
Nel settore energetico, Plenitude (controllata di Eni nelle rinnovabili e retail energia) potrebbe avviarsi verso maggiore autonomia tramite un’uscita dal perimetro di consolidamento, operazione allo studio da Mediobanca.
Nel credito, CF+ prepara un’opa obbligatoria sul 29,3% di Banca Sistema non ancora posseduto, offrendo fino a 1,89 euro per azione, di cui 1,432 euro in contanti e fino a 0,458 euro in titoli Kruso Kapital.
CF+ ha precisato di non puntare al delisting, segnale di una strategia di rafforzamento senza uscita dal mercato regolamentato.
In questo scenario di volatilità elevata, gli analisti istituzionali monitorano con attenzione l’intreccio tra rischio geopolitico, prezzi dell’energia e stabilità finanziaria, in vista delle prossime decisioni di BCE e Federal Reserve.
Prospettive: energia, transizione green e nuovi equilibri geopolitici
La crisi nello Stretto di Hormuz accelera la consapevolezza sulla vulnerabilità delle filiere energetiche globali e sul ruolo strategico delle riserve.
Nel medio periodo, la combinazione di shock petrolifero, rialzo dei rendimenti e tensioni geopolitiche potrebbe spingere governi e grandi utility a rafforzare investimenti in rinnovabili, infrastrutture di stoccaggio e sicurezza energetica.
Per l’Europa, l’episodio rappresenta un ulteriore stress test sulla transizione green, sul coordinamento fiscale (accise, IVA energia) e sul ruolo delle politiche comuni di approvvigionamento, mentre i mercati già anticipano una fase più lunga di volatilità e premi di rischio strutturalmente più elevati.
FAQ
Perché il blocco dello Stretto di Hormuz fa salire il prezzo del petrolio?
Perché lo Stretto di Hormuz convoglia circa un quinto del petrolio mondiale; il suo blocco riduce l’offerta, alimentando timori di scarsità e spingendo in alto le quotazioni internazionali.
Come inciderà il caro-petrolio sui prezzi di benzina e gasolio in Italia?
Inciderà rapidamente, poiché i listini recepiscono le quotazioni internazionali: sono già segnalati picchi fino a 2,6 euro/litro per il gasolio servito.
Cosa prevede il meccanismo delle accise mobili sui carburanti?
Prevede che lo Stato usi l’extra gettito IVA generato dai rincari dei carburanti per ridurre temporaneamente le accise, attenuando l’effetto finale sui prezzi alla pompa.
Quali effetti ha lo shock energetico sui mercati obbligazionari europei?
Ha effetti rialzisti sui rendimenti: il Bund decennale è intorno al 2,85% e il BTP vicino al 3,61%, riflettendo maggior premio per il rischio inflazionistico.
Quali sono le principali fonti utilizzate per questo articolo di analisi?
Sono derivate congiuntamente da elaborazioni su contenuti e dispacci ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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