Pensione, nuove attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione 730

Attestazioni fiscali INPS 2025: cosa sono, a chi servono, come scaricarle
Le attestazioni fiscali dei pagamenti 2025 per riscatto, ricongiunzione e rendita sono disponibili online sul portale INPS dal 19 marzo 2026, come precisato nel messaggio n. 965. Si tratta di documenti fondamentali per chi, in tutta Italia, deve presentare il modello 730 o Redditi Persone Fisiche nel 2026 e vuole sfruttare correttamente deduzioni o detrazioni legate agli oneri previdenziali versati.
Le attestazioni indicano gli importi pagati, la pratica interessata e il relativo regime fiscale applicabile, distinguendo tra diverse finestre temporali di domanda. Il rilascio digitale consente un recupero rapido e tracciabile senza richieste cartacee, ma impone anche un controllo puntuale dei dati. L’obiettivo dell’Istituto è semplificare gli adempimenti e ridurre gli errori dichiarativi che possono generare controlli e contestazioni future.
In sintesi:
- Attestazioni fiscali INPS 2025 online per riscatto, ricongiunzione e rendita, utili per 730 e Redditi PF.
- Accesso tramite Portale dei Pagamenti con codice fiscale e numero pratica oppure SPID, CNS, CIE, eIDAS.
- Domande pace contributiva: dal 2024 deduzione; fino al 2021 detrazione del 50% in 5 anni.
- Regole specifiche per ex ENPALS ed ex INPDAP; possibili verifiche e rettifiche presso le sedi territoriali.
Come accedere alle attestazioni fiscali INPS e cosa controllare
Il canale ordinario è il Portale dei Pagamenti INPS, raggiungibile dall’area “Pensione e Previdenza”. Qui l’utente trova la sezione con i pagamenti effettuati nel 2025 e la funzione di stampa della certificazione fiscale.
Con codice fiscale e numero pratica (8 cifre) si visualizza la singola attestazione collegata a uno specifico versamento. È la soluzione più immediata quando occorre recuperare una ricevuta isolata, ad esempio per un solo riscatto laurea o una sola ricongiunzione.
L’accesso con identità digitale – SPID livello 2, CNS, CIE 3.0 o credenziale eIDAS – consente invece una vista complessiva di tutte le pratiche attive o concluse. Questa modalità è particolarmente utile per professionisti, consulenti fiscali e contribuenti con più domande di riscatto o ricongiunzione presentate in anni diversi.
Una volta scaricato il documento, vanno verificati: codice fiscale, numero pratica, importo totale pagato, anno di competenza e indicazione del regime fiscale (deduzione o detrazione). Eventuali incongruenze devono essere segnalate tempestivamente all’INPS per evitare errori nella dichiarazione dei redditi.
Deduzione o detrazione: il diverso impatto fiscale dei versamenti INPS
Il messaggio INPS n. 965/2026 chiarisce il nodo centrale: non tutti gli oneri di riscatto, ricongiunzione e rendita generano lo stesso beneficio fiscale. Per la cosiddetta pace contributiva, cioè il riscatto di periodi senza contribuzione, le domande presentate dal 1° gennaio 2024 dal diretto interessato, dai superstiti o dai parenti entro il secondo grado danno diritto alla deduzione dal reddito complessivo.
In questo schema, l’importo versato riduce direttamente la base imponibile IRPEF, con un effetto più marcato per chi ha redditi medio‑alti. Le attestazioni fiscali servono a documentare l’onere deducibile, quota per quota se è presente un piano rateale.
Per le domande presentate entro il 31 dicembre 2021, invece, continua ad applicarsi la detrazione d’imposta del 50% dell’onere versato, da ripartire in cinque rate annuali di pari importo, a partire dall’anno di spesa. La certificazione fiscale aiuta a ricostruire correttamente le singole quote residue da indicare ogni anno in dichiarazione.
Una lettura errata del documento può portare a utilizzare la deduzione al posto della detrazione (o viceversa), con possibili rilievi dell’Agenzia delle Entrate. Per questo la distinzione temporale della domanda è uno degli elementi da controllare per primi.
Categorie particolari, verifiche e possibili rettifiche INPS
Per gli iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo e al Fondo Sportivi, riconducibili all’area ex ENPALS, l’assenza del file nel Portale dei Pagamenti non esclude il diritto alla certificazione. In tali casi l’INPS indica la possibilità di richiedere l’attestazione tramite posta elettronica alle strutture competenti.
Per i dipendenti pubblici delle gestioni ex INPDAP lo scenario cambia: se i versamenti rateali sono stati effettuati dal datore di lavoro, che agisce da sostituto d’imposta, il beneficio fiscale viene riconosciuto direttamente in busta paga e non compare tra le attestazioni del portale ordinario.
Quando invece il pagamento è stato sostenuto direttamente dal lavoratore, la consultazione avviene tramite l’area “Gestione Dipendenti Pubblici”. In presenza di differenze tra somme effettivamente versate e importi riportati sulle attestazioni, l’INPS invita espressamente a rivolgersi alla struttura territoriale per l’allineamento dei dati.
Un controllo sistematico delle attestazioni fiscali, soprattutto per chi ha carriere frammentate tra settore privato, spettacolo, sport e pubblica amministrazione, diventa quindi un passaggio cruciale per massimizzare il legittimo risparmio d’imposta e prevenire contestazioni documentali negli anni successivi.
FAQ
Quando sono disponibili le attestazioni fiscali INPS dei pagamenti 2025?
Le attestazioni risultano disponibili dal 19 marzo 2026, come indicato dal messaggio INPS n. 965/2026, e possono essere scaricate direttamente online dal Portale dei Pagamenti.
Quali credenziali servono per consultare più pratiche INPS insieme?
È necessario accedere con identità digitale: SPID livello 2, CNS, CIE 3.0 oppure credenziali eIDAS, così da visualizzare e gestire contestualmente più posizioni contributive.
Come si distingue se spetta deduzione o detrazione per il riscatto contributivo?
Conta la data di domanda: dal 1° gennaio 2024 in genere è prevista la deduzione; per istanze entro il 31 dicembre 2021 opera la detrazione del 50% in cinque rate.
Cosa fare se l’attestazione fiscale INPS non è visibile online?
È opportuno verificare la corretta gestione (ordinaria, ex ENPALS, ex INPDAP) e, se il file manca, richiedere l’invio tramite posta elettronica o rivolgersi alla sede territoriale.
Da quali fonti è stata elaborata questa analisi sulle attestazioni INPS?
Il contenuto deriva da un’elaborazione congiunta delle informazioni ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, successivamente rielaborate dalla nostra Redazione secondo criteri giornalistici.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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