Partite Iva, scadenza ravvedimento speciale: cosa fare entro metà marzo

Ravvedimento speciale 2019-2023 per chi aderisce al concordato biennale
Le partite IVA soggette agli ISA che hanno aderito al concordato preventivo biennale 2025-2026 possono sanare le violazioni fiscali relative agli anni d’imposta dal 2019 al 2023.
La finestra straordinaria, valida su tutto il territorio nazionale, si chiude lunedì 16 marzo 2026.
Non è richiesta alcuna domanda formale: l’adesione al ravvedimento speciale avviene esclusivamente tramite pagamento, in unica soluzione o a rate fino a 10 mesi.
La misura nasce per ridurre il contenzioso, incentivare la compliance spontanea e blindare, per il passato, gli anni oggetto di regolarizzazione con un’imposta sostitutiva ridotta e regole di calcolo semplificate.
In sintesi:
- Possono aderire solo partite IVA ISA che hanno scelto il concordato 2025-2026.
- Si sanano le annualità 2019-2023 con imposta sostitutiva ridotta e calcolo forfettario.
- Termine ultimo di pagamento, o prima rata, fissato a lunedì 16 marzo 2026.
- Stop accertamenti sulle annualità regolarizzate, salvo decadenza dal concordato.
Come funziona la sanatoria legata al concordato biennale
Il ravvedimento speciale è una sanatoria dedicata alle partite IVA soggette agli ISA che hanno formalmente aderito al concordato preventivo biennale 2025-2026.
Consente di regolarizzare redditi d’impresa, redditi di lavoro autonomo e basi imponibili IRAP per gli anni 2019, 2020, 2021, 2022 e 2023.
L’adesione è facoltativa e può riguardare anche solo alcune annualità, lasciandone escluse altre. Non occorrono istanze o comunicazioni preventive: il contribuente effettua autonomamente il calcolo e versa l’importo dovuto tramite modello F24, indicando gli appositi codici tributo.
Tra i benefici principali figura lo stop agli accertamenti sulle annualità interessate, purché siano rispettati gli obblighi del concordato e le scadenze di pagamento.
In caso di decadenza dal concordato o di mancato versamento delle rate, le protezioni cessano e l’Agenzia delle Entrate può riattivare i controlli ordinari sulle annualità oggetto di sanatoria, recuperando imposte, sanzioni e interessi.
Calcolo, scadenze e opportunità strategiche per le partite IVA
L’importo dovuto con il ravvedimento speciale si determina partendo dal reddito dichiarato in ciascun anno da regolarizzare e applicando un incremento percentuale collegato al punteggio ISA.
Più il punteggio ISA è elevato, minore è la maggiorazione del reddito: chi ha indici di affidabilità alti può limitarsi ad aumenti intorno al 5%, mentre chi presenta punteggi bassi può arrivare fino al 50%.
Sulla sola differenza tra reddito “rivalutato” e reddito originario si applica un’imposta sostitutiva con aliquote ridotte, generalmente comprese tra il 10% e il 15%, commisurate al livello di affidabilità fiscale. A questa si somma l’IRAP, calcolata con aliquota fissa del 3,9%.
Per gli anni 2020 e 2021, condizionati dall’emergenza Covid, è previsto un abbattimento del 30% della base di calcolo. Rimane comunque una soglia minima di mille euro per anno sanato.
Il pagamento va effettuato entro il 16 marzo 2026, in unica soluzione oppure in un massimo di 10 rate mensili: la prima scade il 16 marzo, le successive il 15 di ogni mese (ad agosto il 20), con interessi legali sulle rate successive alla prima.
FAQ
Chi può accedere al ravvedimento speciale collegato al concordato biennale?
Possono accedere esclusivamente i contribuenti con partita IVA, soggetti agli ISA, che hanno aderito al concordato preventivo biennale 2025-2026, nel rispetto dei relativi requisiti formali.
È obbligatorio sanare tutti gli anni dal 2019 al 2023?
No, è possibile aderire selettivamente. Il contribuente può scegliere di regolarizzare solo alcune annualità, valutando convenienza economica, rischio accertamenti e disponibilità di liquidità.
Come si effettua il pagamento dell’importo dovuto con ravvedimento speciale?
Il pagamento avviene tramite modello F24 entro il 16 marzo 2026, in unica soluzione oppure tramite rate mensili, applicando i codici tributo indicati dall’Agenzia delle Entrate.
Cosa succede se non rispetto le rate del ravvedimento speciale?
In caso di mancato pagamento delle rate o di decadenza dal concordato, si perdono i benefici: tornano possibili accertamenti ordinari, con recupero integrale di imposte, sanzioni e interessi.
Quali sono le fonti informative utilizzate per questo approfondimento?
Le informazioni sono state elaborate sulla base delle comunicazioni ufficiali e da una rielaborazione redazionale congiunta di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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