Mutui in forte rincaro, Taeg al 3,87 per cento: come cambiano rate, prestiti e nuovi finanziamenti

Mutui e credito al consumo, perché i tassi tornano a salire a gennaio
A gennaio 2026 i tassi su mutui casa e credito al consumo in Italia sono tornati a salire, secondo le nuove statistiche della Banca d’Italia. L’analisi riguarda i prestiti concessi a famiglie e imprese sul territorio nazionale, con un focus sul Taeg applicato ai nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni. L’aumento, seppur contenuto, rappresenta il livello più alto da un anno e mezzo e preoccupa le associazioni dei consumatori, in particolare l’Unione Nazionale Consumatori guidata da Massimiliano Dona. Le tensioni internazionali sui prezzi dell’energia e le attese sulle decisioni della Bce spiegano in parte perché il costo del credito stia mostrando nuove pressioni al rialzo, con possibili ripercussioni sul potere d’acquisto delle famiglie italiane.
In sintesi:
- Prestiti al settore privato in crescita del 2,2% annuo a gennaio 2026.
- Taeg sui nuovi mutui casa al 3,87%, massimo da agosto 2024.
- Famiglie e imprese vedono costi del credito in lieve ma costante aumento.
- Consumatori chiedono interventi fiscali su energia e carburanti, non solo stretta monetaria.
Come stanno cambiando mutui e prestiti per famiglie e imprese
I dati di Banca d’Italia indicano che a gennaio i prestiti complessivi al settore privato sono aumentati del 2,2% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,0% di dicembre. La crescita coinvolge sia le famiglie sia le società non finanziarie, con dinamiche diverse per tipologia di clientela.
I finanziamenti alle famiglie crescono del 2,5%, sostanzialmente stabili rispetto al mese precedente. Dentro questa categoria rientrano mutui per l’acquisto di abitazioni, prestiti personali, finanziamenti finalizzati e altre forme di credito al consumo.
Per le imprese, ossia le società non finanziarie attive nei vari comparti produttivi, l’incremento dei prestiti è pari all’1,7% annuo, in lieve rallentamento rispetto all’1,8% di dicembre, segnalando una domanda di credito più prudente.
Il dato più sensibile per le famiglie riguarda il Tasso Annuo Effettivo Globale (Taeg) sui nuovi mutui casa: a gennaio si è attestato al 3,87%, in aumento rispetto al 3,81% di dicembre. Questo livello, sottolinea l’Unione Nazionale Consumatori, rappresenta il picco più alto dall’agosto 2024, rendendo più oneroso l’accesso alla proprietà immobiliare e incidendo sul budget mensile di chi si indebita oggi.
Le ricadute future su famiglie italiane, inflazione ed energia
L’Unione Nazionale Consumatori giudica questo rialzo dei tassi una pessima notizia per chi sta programmando l’acquisto di una casa. Massimiliano Dona evidenzia come il nuovo livello del Taeg rischi di frenare sia la domanda di mutui sia il mercato immobiliare residenziale.
Nel suo commento, Dona collega l’evoluzione dei tassi al quadro internazionale, alle prossime decisioni della Bce e alle possibili nuove pressioni inflazionistiche legate ai prezzi dell’energia. Le spinte sui costi energetici, spiegano i consumatori, alimentano un’inflazione “importata”, generata da tensioni sul lato dell’offerta e da dinamiche speculative.
Per questo, secondo l’associazione, *la via maestra non è la politica monetaria ma la politica fiscale*: servono misure mirate, dallo scudo sui prezzi dei carburanti a interventi selettivi sulle accise, per contenere l’inflazione senza gravare ulteriormente sui tassi e quindi sul costo dei finanziamenti alle famiglie.
FAQ
Qual è il livello attuale dei tassi sui nuovi mutui casa?
Attualmente il Taeg medio sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni in Italia è pari al 3,87%, dato riferito a gennaio 2026 secondo le statistiche ufficiali della Banca d’Italia.
Di quanto sono cresciuti i prestiti al settore privato a gennaio?
A gennaio 2026 i prestiti al settore privato in Italia sono aumentati del 2,2% su base annua, in leggera accelerazione rispetto al +2,0% registrato nel mese di dicembre 2025.
Come stanno evolvendo i prestiti alle famiglie italiane?
I prestiti alle famiglie italiane, inclusi mutui e credito al consumo, registrano una crescita annua del 2,5%, con andamento stabile rispetto al mese precedente secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia.
Cosa cambia per le imprese con l’attuale livello dei tassi?
Per le società non finanziarie i prestiti crescono dell’1,7% annuo, leggermente meno dell’1,8% precedente, segnalando condizioni di credito ancora accessibili ma con costi in progressivo, seppur moderato, irrigidimento.
Da quali fonti sono state elaborate queste informazioni sui tassi?
Queste informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati e dispacci di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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