Mosca accusa Parigi di creare un asse di guerra e punta all’ingresso di forze europee in Ucraina

Mosca accusa Parigi di creare un asse di guerra e punta all’ingresso di forze europee in Ucraina

10 Gennaio 2026

Reazioni di mosca e minacce dichiarate

Mosca respinge con fermezza l’ipotesi di una missione europea di peacekeeping in Ucraina formalizzata nel vertice di Parigi del 6 gennaio, bollandola come “intervento straniero” e “minaccia diretta”. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, avverte che eventuali truppe occidentali saranno considerate “obiettivi militari legittimi”.

La retorica si irrigidisce mentre avanzano le garanzie di sicurezza per Kiev, frutto dei colloqui tra USA, Ucraina e Paesi “volenterosi”. Volodymyr Zelensky segnala che il documento bilaterale con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è pronto alla finalizzazione a livello massimo.

Mosca accusa Kiev e gli alleati di costruire un “asse di guerra”, definendo i piani occidentali “sempre più pericolosi e distruttivi per il futuro del continente europeo”. Un messaggio che mira a dissuadere l’eventuale dispiegamento e a delegittimare l’unità occidentale emersa nella capitale francese.

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Il segnale politico è inequivocabile: quanto deciso a Parigi viene letto dal Cremlino come escalation, non come passo verso la de-escalation, in aperto contrasto con la narrativa dei partner euro-atlantici. La minaccia di colpire le forze europee, se schierate, alza l’asticella del rischio e rende più fragile qualsiasi opzione sul terreno.

Garanzie occidentali e ruolo degli stati uniti

Gli alleati sottolineano che l’intesa di Parigi rafforza l’ancoraggio di Kiev alla sicurezza euro-atlantica, con un impegno statunitense definito “concreto” dai negoziatori europei. Pur assente nel testo finale il riferimento esplicito al “supporto” degli USA in caso di nuovi attacchi russi, fonti coinvolte chiariscono che il cosiddetto “backstop” resta sul tavolo, segnando una discontinuità rispetto al passato.

Il pacchetto di garanzie include un meccanismo di monitoraggio guidato da Washington e la previsione di una forza multinazionale europea, attivabile solo dopo un cessate il fuoco. Le specifiche operative — dimensioni dei contingenti e regole d’ingaggio — non sono ancora definite, ma il perimetro politico è tracciato.

Secondo fonti europee citate dall’ANSA, la sostanza dell’accordo è già robusta e l’evoluzione delle bozze non altera l’impianto strategico. La cornice mira a dissuadere ulteriori offensive, a coordinare l’assistenza e a legare il dispiegamento a un quadro negoziale verificabile.

FAQ

  • Qual è il ruolo degli USA nelle garanzie? Coordinano il monitoraggio e assicurano un “backstop” politico-strategico.
  • Cosa prevede la forza multinazionale europea? Schieramento solo dopo un cessate il fuoco, con dettagli operativi da definire.
  • Il supporto USA in caso di attacchi è nel testo? Non esplicitato nella versione finale, ma confermato come impegno politico.
  • Qual è l’obiettivo delle garanzie? Dissuadere escalation, coordinare aiuti e creare basi per un cessate il fuoco verificabile.
  • Chi ha definito “concreti” gli impegni USA? Fonti europee coinvolte nel negoziato, citate dall’ANSA.
  • Quando potrebbe essere dispiegata la missione europea? Solo dopo l’accordo su una tregua e meccanismi di verifica attivi.

Scenario sul campo e prospettive di tregua

Le infrastrutture energetiche dell’Ucraina restano bersaglio quotidiano: dopo l’ultima ondata di raid notturni, oltre un milione di utenze nella regione di Dnipropetrovsk sono rimaste senza acqua ed elettricità. La campagna russa punta a logorare la resilienza civile durante l’inverno, aggravando blackout e vulnerabilità dei servizi essenziali.

Volodymyr Zelensky denuncia una strategia mirata a “spezzare” il Paese, evidenziando come Mosca affidi alla stagione fredda più che alla diplomazia il proprio vantaggio negoziale. La pressione consiste nell’aumentare i costi umani ed economici, mentre Kiev sollecita ulteriori sistemi di difesa e un meccanismo di pressione politica sulla Russia.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz esclude una tregua a breve: “non è all’ordine del giorno”, poiché la parte russa non mostra disponibilità. Il dispiegamento di una forza multinazionale europea resta subordinato a un cessate il fuoco verificabile, che oggi appare distante.

Nel frattempo, segnali di contatti informali emergono a Parigi: fonti indicano l’arrivo del negoziatore russo Kirill Dmitriev e incontri con Steve Witkoff e Jared Kushner presso l’ambasciata USA, per discutere un possibile piano di pace. Uno scambio che, se confermato, non modifica il quadro operativo sul terreno.

FAQ

  • Qual è la situazione energetica in Ucraina? Raid russi hanno causato blackout estesi, colpendo acqua ed elettricità in regioni come Dnipropetrovsk.
  • Qual è la strategia russa in inverno? Intensificare attacchi alle infrastrutture per fiaccare la resilienza civile e negoziale di Kiev.
  • La tregua è vicina? Secondo Friedrich Merz, no: manca la volontà di Mosca.
  • Quando scatterebbe la missione europea? Solo dopo un cessate il fuoco con meccanismi di verifica attivi.
  • Ci sono canali di dialogo? A Parigi sarebbero avvenuti contatti con il negoziatore Kirill Dmitriev e interlocutori statunitensi.
  • Cosa chiede Kiev agli alleati? Rafforzamento della difesa aerea e pressione politica sulla Russia per aprire uno spazio negoziale.

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