Milano tram deragliato, indagine sulle cause e sui presunti ritardi sicurezza

Tram deragliato a Milano: cosa è successo davvero in cinque secondi
Due passeggeri, Ferdinando Favia e Abdou Karim Toure, sono morti e circa cinquanta persone sono rimaste ferite nel deragliamento del tram della linea 9 a Milano, tra piazza Repubblica e Porta Venezia, avvenuto giovedì in viale Vittorio Veneto. Secondo la prima ricostruzione, in pochi secondi il convoglio Tramlink di nuova generazione non avrebbe effettuato la fermata e avrebbe affrontato una curva come fosse un rettilineo, dopo un presunto malore del conducente.
La Procura di Milano indaga per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime: al centro degli accertamenti ci sono il sistema frenante, il dispositivo automatico di sicurezza che controlla la vigilanza del tranviere e la velocità effettiva del mezzo.
L’obiettivo è stabilire se il sistema di monitoraggio abbia funzionato correttamente, perché non sarebbe scattato alcun allarme in centrale Atm e se la tragedia potesse essere evitata.
In sintesi:
- Indagine della Procura di Milano su freni, sicurezza automatica e velocità del tram 9 deragliato.
- Due morti e circa cinquanta feriti, ipotesi di reato: omicidio colposo e lesioni colpose plurime.
- Autista sessantenne riferisce un malore, negativo a test alcolemici e tossicologici.
- Città e istituzioni vicine alle vittime, chiesti sistemi di controllo video più evoluti a bordo.
Indagini su freni, dispositivo di vigilanza e ruolo del conducente
Il punto chiave degli accertamenti riguarda il dispositivo di monitoraggio della vigilanza del conducente installato sui tram della linea 9. Il sistema, riferisce Azienda Trasporti Milanesi, è attivo oltre i 3 km/h e richiede che il tranviere prema un pulsante ogni 2,5 secondi.
Se il comando non viene impartito, scatta un allarme sonoro; trascorsi altri 2,5 secondi senza risposta, viene attivata automaticamente la frenata fino all’arresto del mezzo, che però necessita di uno spazio minimo di sicurezza per fermarsi.
Secondo le prime verifiche, in centrale operativa Atm non risulterebbe alcun allarme successivo al presunto malore dell’autista, un sessantenne con oltre trent’anni di servizio, ora indagato ma non ancora formalmente iscritto nel registro. A evitare il ribaltamento totale del convoglio sarebbe stato un grande platano contro cui il tram ha impattato, arrestando in parte la corsa.
Il conducente, ascoltato subito dopo l’incidente, ha dichiarato di aver accusato un malore alla guida ed è risultato negativo a test alcolemici e tossicologici. Sarà nuovamente interrogato dopo l’analisi del dossier della Polizia Locale, coordinata dalla pm Elisa Calanducci.
Gli inquirenti hanno sequestrato il telefono dell’autista e acquisito le immagini delle telecamere interne per ricostruire secondo-per-secondo la dinamica, inclusa la mancata fermata e l’ingresso anomalo in curva.
Nel frattempo verrà disposta l’autopsia sui corpi di Ferdinando Favia e Abdou Karim Toure, schiacciati dal Tramlink di nuova generazione da poco in servizio sui binari cittadini, mentre prosegue l’identificazione completa dei passeggeri presenti a bordo al momento dell’impatto.
Feriti, reazioni istituzionali e possibili sviluppi per la sicurezza
Sul fronte sanitario, la situazione dei feriti è in miglioramento. All’ospedale Fatebenefratelli sono stati trasportati dodici pazienti: un codice rosso, cinque arancioni e sei blu; la metà è già stata dimessa.
Il paziente in codice rosso è ricoverato in chirurgia, altri quattro restano in osservazione in pronto soccorso, mentre l’unico minore coinvolto è stato dimesso. La struttura ha attivato tre psicologhe per assistere vittime e familiari, colpiti anche da uno shock definito dagli operatori sanitari “di entità mai vista prima”.
Al Sacco, i cinque codici verdi sono stati tutti dimessi dopo le cure. Intanto Atm ha ribadito la piena collaborazione con la magistratura per chiarire ogni responsabilità tecnica e gestionale.
In viale Vittorio Veneto, nel punto in cui è ripresa la circolazione, sono stati deposti fiori bianchi con la scritta *«Il cordoglio di Atm»*.
Il sindaco Giuseppe Sala ha fatto visita ai feriti al Policlinico, dove due pazienti in Neurorianimazione restano in prognosi riservata ma stabili. Ha ringraziato medici, infermieri e soccorritori per la rapidità dell’intervento.
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, giunto sul luogo dell’incidente, ha invitato alla prudenza: *«Non è il momento di cercare colpe o responsabilità, poi si approfondirà tutto»*. Ha annunciato la disponibilità dei tecnici del ministero per affiancare gli inquirenti e ha rilanciato l’ipotesi di sistemi di registrazione video continua rivolti anche sul conducente, non solo attivati in caso di allarme.
Gli esiti degli accertamenti tecnico-ingegneristici e medico-legali potrebbero incidere sulle future norme di sicurezza dei trasporti pubblici urbani, dalla taratura dei dispositivi di vigilanza alla progettazione dei nuovi convogli.
FAQ
Quali reati ipotizza la Procura dopo il deragliamento del tram 9?
La Procura di Milano procede ipotizzando omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Le contestazioni definitive dipenderanno dagli esiti delle perizie tecniche e medico-legali.
Il sistema di sicurezza del tram milanese è risultato funzionante?
Al momento non è certo: formalmente è sempre attivo oltre i 3 km/h, ma in centrale Atm non risulta alcun allarme dopo il presunto malore.
In quali condizioni cliniche si trovano attualmente i feriti più gravi?
Secondo gli ospedali Fatebenefratelli e Policlinico, i pazienti più gravi sono stabili; due restano in Neurorianimazione con prognosi riservata ma non in imminente pericolo di vita.
Cosa rischia l’autista del tram coinvolto nell’incidente?
L’autista sessantenne, con oltre trent’anni di servizio, potrebbe rispondere di omicidio colposo e lesioni, qualora venissero accertate condotte colpose o omissioni nella gestione dell’emergenza.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
L’analisi è stata sviluppata elaborando congiuntamente notizie provenienti dalle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, poi rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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