Meloni spiazza a Crans Montana e propone squadra investigativa comune, cosa cambia davvero per le indagini europee

Indice dei Contenuti:
Crans Montana, Meloni: istituire una squadra investigativa comune
Nuova pressione diplomatica
La premier Giorgia Meloni ha chiesto l’istituzione immediata di una squadra investigativa comune tra Italia e Svizzera dopo la scarcerazione di Jacques Moretti nel procedimento sulla tragedia di Crans Montana. La decisione delle autorità elvetiche viene descritta come una ferita ulteriore per i parenti delle vittime e per i numerosi feriti coinvolti nell’incidente. La richiesta punta a superare ogni resistenza politica e burocratica alla cooperazione giudiziaria transnazionale.
Secondo la presidente del Consiglio, soltanto un coordinamento operativo diretto tra forze di polizia italiane e svizzere può garantire una ricostruzione completa dei fatti. La linea del governo mira a trasformare il caso in un banco di prova per i meccanismi europei di giustizia penale. L’obiettivo è evitare nuovi ritardi istruttori e dare un segnale di fermezza sul fronte della tutela dei cittadini italiani all’estero.
Famiglie, giustizia e responsabilità
Meloni ha espresso “profonda indignazione e sconcerto” per una decisione giudiziaria ritenuta distante dal sentimento delle famiglie colpite dalla tragedia. Il governo italiano riafferma la volontà di accompagnare passo dopo passo i parenti delle vittime nel percorso di ricerca della verità. L’esecutivo assicura che il sostegno sarà costante, non soltanto simbolico ma anche sul piano legale e istituzionale.
La premier insiste sulla necessità di evitare che il caso venga percepito come un fallimento della cooperazione internazionale. La narrazione ufficiale punta a difendere la credibilità delle istituzioni italiane e a respingere qualsiasi ipotesi di disinteresse o di abbandono dei connazionali coinvolti. L’azione diplomatica e giudiziaria si intreccia così con una forte dimensione emotiva e politica interna.
Criticità nelle indagini elvetiche
Nel merito dell’inchiesta condotta dalle autorità svizzere, Meloni ha ricordato che l’Italia ha offerto fin dall’inizio la piena collaborazione della propria polizia giudiziaria. Secondo la presidente del Consiglio, la disponibilità a condividere competenze tecniche e investigative non è stata adeguatamente accolta. Vengono segnalati ritardi, incertezze e lacune nella gestione delle prove e nell’analisi delle cause dell’incidente.
Particolare rilievo assume la mancata esecuzione delle autopsie su alcuni giovani deceduti che non presentavano ustioni, elemento ritenuto cruciale per una ricostruzione accurata dei fatti. Da qui la spinta verso una squadra investigativa comune capace di uniformare standard, metodologie e tempi delle indagini. Sullo sfondo resta il tema della fiducia reciproca tra sistemi giudiziari nazionali e la necessità di rafforzare gli strumenti UE e bilaterali di cooperazione penale.
FAQ
D: Perché l’Italia chiede una squadra investigativa comune?
R: Per ottenere un’inchiesta condivisa con la Svizzera che sfrutti le competenze della polizia giudiziaria italiana e riduca ritardi e lacune nelle indagini.
D: Chi ha avanzato ufficialmente la richiesta?
R: La richiesta è stata avanzata dalla premier Giorgia Meloni in un colloquio con il Corriere della Sera.
D: Qual è il caso giudiziario al centro della polemica?
R: Si tratta delle indagini sulla tragedia avvenuta a Crans Montana, che ha causato morti e numerosi feriti.
D: Perché la scarcerazione di Jacques Moretti è contestata?
R: Viene ritenuta una decisione che aumenta il dolore delle famiglie delle vittime e alimenta dubbi sulla severità dell’inchiesta.
D: Come giudica Meloni il lavoro delle autorità svizzere?
R: Evidenzia incertezze, ritardi e lacune, in particolare sulla gestione delle autopsie e della raccolta delle prove.
D: Che ruolo avrebbe la polizia italiana nelle nuove indagini?
R: Metterebbe a disposizione esperienza consolidata in investigazioni complesse e supporto tecnico-specialistico.
D: Le famiglie delle vittime come vengono coinvolte?
R: Il governo promette assistenza costante, sostegno legale e presenza istituzionale nel percorso verso verità e giustizia.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: La ricostruzione è basata su dispacci di agenzia, in particolare sul lancio di askanews citato dal Corriere della Sera.




