Meloni esclude intervento militare e propone nuove tasse anti speculazione nella replica alla Camera

Meloni sfida Pd e M5S sulla crisi Iran-USA-Israele
Chi: la premier Giorgia Meloni, le opposizioni guidate da Elly Schlein e Giuseppe Conte, con interventi di Enrico Borghi, Nicola Fratoianni e Matteo Renzi.
Cosa: scontro politico sulla gestione italiana della crisi in Iran e sui rapporti con USA e Israele, tra appelli alla coesione e accuse di propaganda.
Dove: in Senato, a Palazzo Madama, e alla Camera dei deputati, a Montecitorio.
Quando: dodicesimo giorno del conflitto legato all’uccisione del generale iraniano Soleimani nel contesto della nuova escalation con Teheran e i Paesi del Golfo.
Perché: definire la linea italiana tra diritto internazionale, alleanze con Washington e Tel Aviv, sicurezza energetica e ruolo delle missioni all’estero.
In sintesi:
- Meloni propone tavolo con le opposizioni, ma Pd e M5S la accusano di appello tardivo.
- Il governo condanna l’intervento unilaterale USA-Israele ma rifiuta un Iran armato nuclearmente.
- Roma resta fuori dal conflitto e valuta con prudenza navi nello Stretto di Hormuz.
- Scontro acceso anche su carburanti, ETS europei, CPR in Albania e uso delle basi USA.
Le posizioni del governo e lo strappo con l’opposizione
In Senato la premier apre invocando *coesione nazionale* e annunciando un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi. In Camera, però, rivendica di essere *“contenta di essere diversa da voi”*, accusando Pd e M5S di *“propaganda a buon mercato”* sul precedente caso Soleimani.
L’opposizione liquida l’offerta come tardiva. Per Giuseppe Conte sarebbe stata solo *“una sfilata a Palazzo Chigi”*; Elly Schlein attacca: *“Ci ha messo 12 giorni… posi la clava, l’Italia non merita la lotta nel fango”*. I toni restano alti nonostante la cornice di emergenza internazionale.
Nel merito, Meloni definisce l’azione di USA e Israele un *“intervento unilaterale fuori dal perimetro del diritto internazionale”*, pur ribadendo che *“non possiamo permetterci l’Iran con l’arma nucleare”*. Sottolinea che l’Italia non è coinvolta nel conflitto e *“non vuole entrarvi”*, poiché la crisi sarebbe fondata su *“decisioni altrui”* di cui il governo *“non è complice”*.
Le opposizioni radicalizzano le critiche: per Enrico Borghi (Iv) *“Trump rischia di essere la sua kriptonite”*, mentre Nicola Fratoianni (Avs) parla di governo *“succube dell’amministrazione Trump”*. Il Pd giudica l’esecutivo *“non all’altezza della gravità della crisi”*.
Diplomazia, sicurezza energetica e fronti interni ancora aperti
Nella replica alla Camera, Meloni prende le distanze dalla *“democrazia esportata con le bombe”*, ma accusa il Pd di *“strabismo”* verso gli USA. Conferma che l’appello alla coesione è stato respinto dalle opposizioni e sostiene che *“a qualcuno è dispiaciuto che la condanna del governo sia stata chiara e ferma”*.
La premier chiede a Teheran di fermare gli *“attacchi ingiustificati”* ai Paesi confinanti, ma sollecita USA e Israele a operazioni che *“preservino l’incolumità dei civili”*. Condanna la strage di bambine a Minab e le vittime civili in Libano, incluso il parroco di Qlayaa. A Benjamin Netanyahu ha espresso *“contrarietà a qualunque escalation”* e chiede maggior tutela per i soldati Unifil in Libano, legando la proroga della missione alla revisione delle regole d’ingaggio.
Sul fronte economico, plaude allo svincolo da parte dell’Aie di 400 milioni di barili di petrolio come *“mitigazione immediata”* sull’aumento dei carburanti. Minaccia di *“aumentare le tasse a chi specula sui carburanti”* e prende una settimana per valutare le accise mobili. Lo scontro con Matteo Renzi verte sull’accusa di aver *“aumentato le accise”*, che lei definisce semplice *“allineamento”*.
In sede di Consiglio europeo, Meloni chiederà la sospensione degli ETS sul termoelettrico. Sullo Stretto di Hormuz il governo resta prudente: inviare navi italiane comporterebbe rischi di coinvolgimento diretto. È *“in corso un dibattito”* sugli strumenti per difendere la libertà di navigazione, con promessa di confronto parlamentare anche per eventuali richieste USA sull’uso delle basi oltre gli accordi bilaterali.
Alle pressioni del Pd per un no preventivo a qualunque supporto ad attacchi ritenuti illegali, la premier replica che *“sarebbe poco serio”* vincolarsi oggi, data la possibile rapida evoluzione dello scenario. Schlein ribatte: *“Il contesto può cambiare, il diritto internazionale no”*. Sul piano interno, Meloni difende i CPR in Albania e attacca sentenze che impediscono il rimpatrio anche di stupratori di minori che presentano richieste di protezione ritenute strumentali.
Scenari futuri per il ruolo internazionale dell’Italia
La linea di estrema prudenza rivendicata da Meloni apre una fase in cui il peso dell’Italia dipenderà dalla capacità di incidere nei consessi multilaterali, a partire da G7 e Consiglio europeo.
La proposta di un dialogo strutturato con il Consiglio di cooperazione del Golfo può rafforzare l’influenza italiana nel Mediterraneo allargato, a condizione di coerenza tra condanna delle azioni unilaterali, tutela dei civili e difesa delle alleanze tradizionali con USA e partner europei.
Sul fronte interno, restano aperti i nodi di credibilità: governance energetica, gestione delle missioni Unifil e delle basi NATO, contenziosi su migranti e CPR. La partita si giocherà tra stabilità di governo, pressioni sociali per il caro-energia e verifica, nei prossimi mesi, della reale efficacia diplomatica dell’esecutivo.
FAQ
Qual è oggi la posizione ufficiale dell’Italia sulla crisi in Iran?
L’Italia conferma di non essere coinvolta militarmente, condanna l’intervento unilaterale USA-Israele, rifiuta un Iran nucleare e privilegia soluzioni diplomatiche attraverso G7, UE e dialogo con i Paesi del Golfo.
L’Italia invierà navi militari nello Stretto di Hormuz?
Al momento il governo è prudente: riconosce l’esigenza di tutelare la libertà di navigazione ma considera troppo alto il rischio di coinvolgimento diretto nel conflitto.
Cosa propone il governo per contenere l’aumento dei carburanti?
Il governo punta sullo svincolo di 400 milioni di barili da parte dell’Aie, valuta accise mobili entro una settimana e minaccia incrementi fiscali contro presunte speculazioni sui prezzi dei carburanti.
Come cambierà la missione Unifil con la nuova crisi in Medio Oriente?
L’esecutivo vuole prorogare la missione Unifil in Libano ma chiede di rivedere le regole d’ingaggio per garantire maggiore sicurezza ai militari italiani dispiegati nell’area.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento sulla crisi in Iran?
Questo contenuto deriva da una elaborazione redazionale basata congiuntamente su informazioni fornite da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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