Meloni avverte sull’Iran crisi delicata e critica Usa e Israele per azioni fuori dal diritto internazionale

Meloni al Senato sulla crisi in Medio Oriente, energia e Ucraina
Chi: la premier Giorgia Meloni, davanti a Senato e forze politiche. Cosa: comunicazioni in vista del Consiglio europeo su crisi in Medio Oriente, Ucraina, energia e sicurezza. Dove: a Roma, in Parlamento. Quando: oggi, alla vigilia del Consiglio Ue. Perché: per definire la linea italiana su guerra, rischio escalation regionale, impatto economico (carburanti, energia), ruolo delle basi Usa, stabilità dell’Unione europea e sicurezza dei contingenti italiani, in particolare in Libano, in un quadro di crescente frattura dell’ordine internazionale e di interventi militari unilaterali fuori dal diritto internazionale.
L’intervento punta a ribadire che l’Italia non è in guerra, non vuole entrarvi, rifiuta la logica dei “complici” e rivendica centralità del Parlamento, tutela dei civili, contrasto alla speculazione e difesa del principio di unanimità Ue sulle decisioni di bilancio.
In sintesi:
- L’Italia non è in guerra, nessuna richiesta Usa sulle basi e ruolo centrale del Parlamento.
- Meloni: no a polarizzazione interna, Italia non complice né isolata in Europa.
- Avvertimento contro speculazioni sui carburanti e possibili tasse straordinarie sugli extraprofitti.
- Su Ucraina e energia, difesa dell’unanimità Ue e richiesta sospensione ETS sul termoelettrico.
La linea del governo tra Medio Oriente, Libano, Ucraina ed energia
Giorgia Meloni ha chiarito che l’Italia “non è in guerra e non vuole entrare in guerra”, precisando che l’uso delle basi concesse agli Usa discende da accordi storici, aggiornati da governi di ogni colore. Eventuali richieste statunitensi, ad oggi mai pervenute, sarebbero comunque valutate dal governo ma la decisione finale, ha insistito, spetterebbe al Parlamento.
La premier ha respinto l’immagine di un “governo complice di decisioni altrui, isolato in Europa o responsabile delle conseguenze economiche” della crisi. Ha chiesto un confronto parlamentare “costruttivo e coeso”, sottratto alla polarizzazione, inserendo l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano nel contesto di un sistema internazionale in crisi, segnato da azioni militari “fuori dal perimetro del diritto internazionale”.
Meloni ha evocato la “strage delle bambine nel Sud dell’Iran”, chiedendo accertamento delle responsabilità e tutela di civili e minori. Sui carburanti ha lanciato un avvertimento a chi specula sull’aumento dei prezzi: il governo è pronto, se necessario, a “recuperare i proventi della speculazione” tramite maggiore tassazione delle aziende responsabili.
Libano, difesa europea e rischi economici futuri
Sulla crisi in Libano, definita “delicata”, Meloni ha bollato come “scellerata” l’ipotesi di una nuova guerra contro Israele, ribadendo al premier Benjamin Netanyahu la contrarietà italiana a ogni escalation, pur riconoscendo il diritto israeliano a difendersi dagli attacchi di Hezbollah.
Con oltre mille militari italiani nella missione Unifil, Roma chiede con forza che la sicurezza del contingente sia garantita in ogni momento da Israele. Sul fronte est europeo, la premier ha avvertito che un “eventuale collasso finanziario di Kiev” avrebbe “danni incalcolabili” per la stabilità Ue, ma ha escluso scorciatoie sull’unanimità per la revisione del bilancio, anche nel braccio di ferro con Ungheria e Slovacchia sull’oleodotto Druzhba.
In ambito energetico, il governo chiede di sospendere con urgenza l’ETS sulla produzione elettrica da fonti termiche, almeno finché i prezzi internazionali dei combustibili fossili non torneranno ai livelli pre-crisi mediorientale. Per Meloni, la “prontezza” della difesa europea va rafforzata sul fianco est e sul fianco sud, troppo spesso trascurato.
FAQ
L’Italia è coinvolta militarmente nella crisi in Medio Oriente?
Sì, ma solo in termini di presenza in missioni internazionali come Unifil in Libano. L’Italia, ha ribadito Meloni, non è in guerra e non intende entrarvi.
Chi decide sull’eventuale uso delle basi militari italiane da parte degli Usa?
Sì, l’uso delle basi è regolato da accordi bilaterali, ma Meloni ha chiarito che un’eventuale decisione finale spetterebbe al governo con mandato politico del Parlamento.
Cosa farà il governo contro le speculazioni sui prezzi dei carburanti?
Sì, il governo valuterà misure di controllo e, se necessario, una maggiore tassazione sugli extraprofitti delle aziende che lucrazzero sulla crisi energetica a danno di cittadini e imprese.
Perché l’Italia chiede la sospensione dell’ETS sul termoelettrico?
Sì, la sospensione è ritenuta urgente per contenere i costi dell’energia elettrica, finché i prezzi globali dei combustibili fossili non si stabilizzeranno su livelli pre-crisi mediorientale.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo di analisi politica?
Sì, il contenuto deriva da una elaborazione congiunta di informazioni diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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