Martina Colombari rompe il silenzio: il segreto che ha trasformato il rapporto con il figlio Achille

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Colombari rompe il silenzio sul rapporto con Achille
Martina Colombari, 50 anni, è tornata in tv e ha raccontato con lucidità come è evoluto il legame con il figlio Achille. Ospite di Verissimo su Canale 5, ha ripercorso gli anni più complessi del ragazzo, segnati da uso di sostanze, TSO, psicofarmaci e ricoveri terapeutici. Oggi descrive un rapporto più stabile, frutto di lavoro, ascolto e consapevolezza.
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L’ex Miss Italia, attualmente impegnata tra “Ballando con le Stelle” e il film “Buen Camino” di Checco Zalone, ha respinto le accuse di chi ha messo in dubbio la sua maternità e le sue scelte professionali. Ha chiarito che la crisi familiare non ha incrinato la coppia con Billy Costacurta, anzi li ha resi più coesi nel sostenere il figlio.
Colombari ha ammesso di aver abbandonato l’illusione del controllo totale: “Ho capito che non sempre puoi decidere, devi affidarti a chi è più esperto”. Nessun vittimismo, nessun rimpallo di colpe: il focus resta su strumenti concreti e sull’accettazione di una complessità che riguarda molte famiglie, senza puntare il dito né su genitori né su figli.
Dalla diagnosi di ADHD al corso genitori: cosa è cambiato
La diagnosi tardiva di ADHD per Achille ha fornito la chiave per leggere anni di difficoltà, ma il vero salto è arrivato con un percorso formativo dedicato ai genitori. Martina Colombari e Billy Costacurta hanno seguito un corso specifico che ha introdotto tecniche pratiche di comunicazione, gestione degli impulsi e definizione dei confini.
Secondo il videomessaggio inviato da Achille dall’Australia, l’effetto è stato immediato: meno parole superflue, interventi mirati, più ascolto. Piccoli aggiustamenti quotidiani hanno trasformato l’interazione, riducendo attriti e fraintendimenti.
Colombari parla di un “libretto di istruzioni” che aiuta a riconoscere i momenti in cui fermarsi, aspettare e sostenere senza sostituirsi. L’approccio ha consolidato la fiducia reciproca, favorendo autonomia e stabilità emotiva per il figlio, e maggiore serenità in casa.
Il percorso ha anche ridimensionato il tema del controllo: non è vigilanza continua, ma competenza nell’intervenire. Il cambio di paradigma ha sciolto sensi di colpa improduttivi e messo al centro evidenze cliniche, contesto e fattori individuali, in linea con le dinamiche di molte famiglie che affrontano la neurodivergenza.
Il messaggio è operativo: formarsi funziona. Non una ricetta universale, ma un set di strumenti replicabili che, nel caso della famiglia Costacurta-Colombari, ha reso il rapporto più chiaro, rispettoso e sostenibile nel tempo.
Basta sensi di colpa: un nuovo equilibrio in famiglia
Martina Colombari rifiuta l’idea del dito puntato: non cerca colpevoli, lavora sui fatti. Ha archiviato i sensi di colpa come ostacolo alla lucidità e alla cura, riconoscendo che il percorso di Achille è il risultato di fattori multipli: genetica, contesto, incontri, tempi della diagnosi.
La scelta è stata pragmatica: abbandonare il ruolo del “controllore” e adottare strumenti verificabili. “Fare il carabiniere” non preveniva le crisi, formarsi sì. L’unità con Billy Costacurta ha fatto il resto: il fronte comune ha trasformato la pressione esterna in coesione interna.
L’equilibrio attuale è fatto di confini chiari, pause strategiche e ascolto attivo. Intervenire meno, ma meglio. Accettare ciò che non si governa, valorizzare ciò che si può allenare: linguaggio, tempi, supporto. Una postura adulta che tutela l’autonomia del figlio e riduce l’attrito in casa.
Le critiche ricevute per la carriera non scalfiscono la rotta: la vita professionale prosegue, la maternità non si misura in presenza ossessiva. La testimonianza è netta: ci sono molte famiglie con storie simili, e non dipendono solo dall’educazione. “Basta puntare il dito” è indicazione di metodo, non slogan.
Nel nuovo assetto, preoccupazione e orgoglio convivono. Colombari ammette il timore per la distanza di Achille in Australia, ma riconosce i progressi: meno reattività, più fiducia. Un equilibrio operativo, costruito sul lungo periodo.
FAQ
- Qual è il punto centrale della posizione di Martina? Rifiutare il colpevolismo e concentrarsi su strumenti concreti di supporto.
- Cosa ha cambiato il rapporto con Achille? Un corso per genitori di ragazzi con ADHD che ha migliorato comunicazione e gestione dei conflitti.
- Il controllo rigido ha funzionato? No, ha lasciato spazio a un approccio basato su ascolto, tempi giusti e confini chiari.
- La coppia Colombari-Costacurta è stata scossa? No, le difficoltà li hanno resi più uniti nel sostegno al figlio.
- Che ruolo hanno avuto le critiche pubbliche? Hanno messo in discussione la maternità di Colombari, ma non hanno cambiato la strategia familiare.
- La diagnosi tardiva di ADHD è stata rilevante? Sì, ha spiegato molte difficoltà e orientato interventi più mirati.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le dichiarazioni sono state rilasciate da Martina Colombari a Verissimo su Canale 5.




