Martina Colombari rompe il silenzio: il segreto che ha trasformato il rapporto con il figlio Achille

Martina Colombari rompe il silenzio: il segreto che ha trasformato il rapporto con il figlio Achille

17 Gennaio 2026

17 Gennaio 2026/Home/SPETTACOLI & CINEMA/Martina Colombari rompe il silenzio: il segreto che ha trasformato il rapporto con il figlio Achille

Colombari rompe il silenzio sul rapporto con Achille

Martina Colombari, 50 anni, è tornata in tv e ha raccontato con lucidità come è evoluto il legame con il figlio Achille. Ospite di Verissimo su Canale 5, ha ripercorso gli anni più complessi del ragazzo, segnati da uso di sostanze, TSO, psicofarmaci e ricoveri terapeutici. Oggi descrive un rapporto più stabile, frutto di lavoro, ascolto e consapevolezza.

L’ex Miss Italia, attualmente impegnata tra “Ballando con le Stelle” e il film “Buen Camino” di Checco Zalone, ha respinto le accuse di chi ha messo in dubbio la sua maternità e le sue scelte professionali. Ha chiarito che la crisi familiare non ha incrinato la coppia con Billy Costacurta, anzi li ha resi più coesi nel sostenere il figlio.

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Colombari ha ammesso di aver abbandonato l’illusione del controllo totale: “Ho capito che non sempre puoi decidere, devi affidarti a chi è più esperto”. Nessun vittimismo, nessun rimpallo di colpe: il focus resta su strumenti concreti e sull’accettazione di una complessità che riguarda molte famiglie, senza puntare il dito né su genitori né su figli.

Dalla diagnosi di ADHD al corso genitori: cosa è cambiato

La diagnosi tardiva di ADHD per Achille ha fornito la chiave per leggere anni di difficoltà, ma il vero salto è arrivato con un percorso formativo dedicato ai genitori. Martina Colombari e Billy Costacurta hanno seguito un corso specifico che ha introdotto tecniche pratiche di comunicazione, gestione degli impulsi e definizione dei confini.

Secondo il videomessaggio inviato da Achille dall’Australia, l’effetto è stato immediato: meno parole superflue, interventi mirati, più ascolto. Piccoli aggiustamenti quotidiani hanno trasformato l’interazione, riducendo attriti e fraintendimenti.

Colombari parla di un “libretto di istruzioni” che aiuta a riconoscere i momenti in cui fermarsi, aspettare e sostenere senza sostituirsi. L’approccio ha consolidato la fiducia reciproca, favorendo autonomia e stabilità emotiva per il figlio, e maggiore serenità in casa.

Il percorso ha anche ridimensionato il tema del controllo: non è vigilanza continua, ma competenza nell’intervenire. Il cambio di paradigma ha sciolto sensi di colpa improduttivi e messo al centro evidenze cliniche, contesto e fattori individuali, in linea con le dinamiche di molte famiglie che affrontano la neurodivergenza.

Il messaggio è operativo: formarsi funziona. Non una ricetta universale, ma un set di strumenti replicabili che, nel caso della famiglia Costacurta-Colombari, ha reso il rapporto più chiaro, rispettoso e sostenibile nel tempo.

Basta sensi di colpa: un nuovo equilibrio in famiglia

Martina Colombari rifiuta l’idea del dito puntato: non cerca colpevoli, lavora sui fatti. Ha archiviato i sensi di colpa come ostacolo alla lucidità e alla cura, riconoscendo che il percorso di Achille è il risultato di fattori multipli: genetica, contesto, incontri, tempi della diagnosi.

La scelta è stata pragmatica: abbandonare il ruolo del “controllore” e adottare strumenti verificabili. “Fare il carabiniere” non preveniva le crisi, formarsi sì. L’unità con Billy Costacurta ha fatto il resto: il fronte comune ha trasformato la pressione esterna in coesione interna.

L’equilibrio attuale è fatto di confini chiari, pause strategiche e ascolto attivo. Intervenire meno, ma meglio. Accettare ciò che non si governa, valorizzare ciò che si può allenare: linguaggio, tempi, supporto. Una postura adulta che tutela l’autonomia del figlio e riduce l’attrito in casa.

Le critiche ricevute per la carriera non scalfiscono la rotta: la vita professionale prosegue, la maternità non si misura in presenza ossessiva. La testimonianza è netta: ci sono molte famiglie con storie simili, e non dipendono solo dall’educazione. “Basta puntare il dito” è indicazione di metodo, non slogan.

Nel nuovo assetto, preoccupazione e orgoglio convivono. Colombari ammette il timore per la distanza di Achille in Australia, ma riconosce i progressi: meno reattività, più fiducia. Un equilibrio operativo, costruito sul lungo periodo.

FAQ

  • Qual è il punto centrale della posizione di Martina? Rifiutare il colpevolismo e concentrarsi su strumenti concreti di supporto.
  • Cosa ha cambiato il rapporto con Achille? Un corso per genitori di ragazzi con ADHD che ha migliorato comunicazione e gestione dei conflitti.
  • Il controllo rigido ha funzionato? No, ha lasciato spazio a un approccio basato su ascolto, tempi giusti e confini chiari.
  • La coppia Colombari-Costacurta è stata scossa? No, le difficoltà li hanno resi più uniti nel sostegno al figlio.
  • Che ruolo hanno avuto le critiche pubbliche? Hanno messo in discussione la maternità di Colombari, ma non hanno cambiato la strategia familiare.
  • La diagnosi tardiva di ADHD è stata rilevante? Sì, ha spiegato molte difficoltà e orientato interventi più mirati.
  • Qual è la fonte giornalistica citata? Le dichiarazioni sono state rilasciate da Martina Colombari a Verissimo su Canale 5.

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