La denuncia per abuso di posizione dominante per Google in Europa: 11 internet company denunciano BigG all’Antitrust dell’Unione Europea ed Almunia indaga.
25 Marzo 2013
Secondo le 11 società denuncianti, tra cui TripAdvisor, Expedia, e Twengao, i rimedi proposti sarebbero inefficaci e pertanto inutili. ‘Google deve essere imparziale e sottoporre tutti i servizi, compresi i propri, agli stessi algoritmi’.
“La Commissione Ue ha aperto l’indagine più di due anni fa e da più parti si teme che le trattative in atto puntino a chiudere il dossier senza trovare soluzioni efficaci e definitive”, si legge nella missiva che porta la firma delle undici società interessate.
Al momento gli uomini di Almunia stanno analizzando le ‘soluzioni’ proposte da Google lo scorso gennaio nell’ambito dell’inchiesta a fronte delle numerose denunce ricevute, tra cui quella del portale Ciao, rilevato da Microsoft nel 2008.
In seguito se ne sono aggiunte altre, tra cui quella del gruppo di Redmond nel 2011.
Un fatto è certo; qualora l’Ue considereri insoddisfacenti le contromisure presentate, Google rischia una multa che potrebbe arrivare fino al 10% del suo fatturato globale annuo, che per il 2012 ammonta a 50 miliardi di dollari.
Le aziende si auspicano un atteggiamento solerte da parte di Bruxelles, anche alla luce della recente sanzione comminata a Microsoft da 561 milioni di euro, per mancato rispetto degli impegni presi nell’ambito dell’inchiesta per abuso di posizione dominante sul mercato dei browser.
Molti rumors che girano nel mondo digitale sostengono che i rimedi offerti da Google siano piuttosto annacuati e generici; peraltro molto simili a quelli accolti dalla statunitense Federal Trade Commission, che aveva aperto un dossier simile a quello europeo riguardante sempre il mercato dei motori di ricerca. Un accordo considerato all’acqua di rose.
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