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Influencer italiani, numeri reali e impatto economico dopo il nuovo codice Ateco
In Italia, a un anno dall’introduzione del codice Ateco specifico per gli influencer, il settore mostra numeri lontani dai luoghi comuni. Chi sono? Circa 40mila professionisti, per il 66% uomini, età media 32 anni, attivi soprattutto in relazioni personali, moda-beauty, fitness e food. Dove operano? Prevalentemente su Instagram, seguiti da TikTok, YouTube, Facebook e LinkedIn. Quando? I dati si riferiscono ai bilanci 2024-2025. Che cosa emerge? Fatturati medi annui fra 21mila e 24mila euro per i singoli influencer, più elevati (quasi 40mila) per chi lavora con codici legati ad agenzie e content creation. Perché è rilevante? Solo il 2,5% ha migrato al nuovo codice, rivelando un mercato ancora ibrido, fiscalmente poco strutturato ma in forte crescita, dove engagement e fiducia contano più del numero di follower.
In sintesi:
- Solo il 2,5% degli influencer italiani ha adottato il nuovo codice Ateco dedicato.
- Fatturato medio influencer: 24.038 euro nel 2025, in crescita dell’11,8% sul 2024.
- Nano e micro-influencer rappresentano il 74% del mercato, con engagement più alto.
- Le sponsorizzazioni sono appena il 3,1% dei contenuti, dominano le storie su Instagram.
Secondo l’analisi di Fiscozen su oltre 5mila Partite Iva, nel 2024 il fatturato medio degli influencer italiani era di 21.502 euro: 20.378 per le donne (34% del totale, età media 34 anni) e 22.627 per gli uomini (età media 32 anni). Nel 2025 il dato medio sale a 24.038 euro, +11,8%: 21.840 euro per le donne e 26.237 per gli uomini.
Le attività registrate nei codici Ateco per influencer marketing, agenzie e content creator raggiungono nel 2025 un fatturato medio di 39.947 euro, +23% sul 2024, la crescita più alta tra tutti i codici considerati. Eppure solo il 2,5% dei professionisti ha effettuato la migrazione al nuovo codice, in lieve prevalenza donne (51%), con età media di 31 anni e fatturato medio di 34.521 euro (31.649 per le donne, 37.393 per gli uomini).
“Non deve stupire che i fatturati medi siano più bassi rispetto all’immaginario collettivo”, spiega la commercialista Elena Battistini di Fiscozen, sottolineando come molti creator svolgano l’attività in modo secondario e come il quadro normativo sia ancora in fase di assestamento.
Struttura del mercato, nicchie attive e piattaforme preferite dai brand
La componente qualitativa e professionale viene approfondita dall’analisi di Kolsquare, che ha monitorato 5.377 influencer italiani sponsorizzati almeno 12 volte nell’ultimo anno, per un totale di 6.689.721 contenuti. Il 74% appartiene alle fasce “nano” (1.000-10.000 follower) e “micro” (10.000-100.000), con engagement rate medi rispettivamente del 7,7% e 4,6%, superiori alle altre categorie: un segnale chiaro che le nicchie ristrette generano interazioni più autentiche e frequenti.
I creator “celebrity” oltre 1 milione di follower restano però i più sfruttati dai brand in termini di volumi: 52,5 sponsorizzazioni medie l’anno. Le community più attive si concentrano in tre grandi aree: relazioni, amici e famiglia (25,8%), abbigliamento e accessori (22,8%), sport e fitness (21,1%), seguite da food e ristoranti (12,9%).
Su Instagram l’ecosistema dei contenuti è fortemente polarizzato: i reel garantiscono reach elevata grazie all’algoritmo, i post raccolgono interazioni più intenzionali, mentre le storie – l’83,6% dei contenuti – assicurano continuità quotidiana ma con reach media più bassa; tuttavia, sponsorizzazioni e branded content restano solo il 3,1% del totale.
“Questo rapporto dimostra che i creator devono mantenere una forte presenza organica”, osserva Giovanni Spinelli, country manager di Kolsquare Italia. Le aziende chiedono soprattutto fidelizzazione, autenticità, etica e costanza nella pubblicazione, orientandosi verso relazioni di lungo periodo e trasformando gli influencer in veri ambasciatori.
Lo studio mappa anche 16.753 brand attivi con sponsorizzazioni in Italia nell’ultimo anno. Il social preferito è Instagram (93% dei brand), seguito da TikTok (79%), YouTube (69%), Facebook (54%) e LinkedIn (34%). I contenuti più richiesti sono video brevi e UGC (user generated content), per presidiare feed e formati verticali a forte impatto visivo.
Nel fashion e nel beauty dominano i grandi player globali: Shein ha sponsorizzato 41.398 contenuti con 1.084 creator, seguita da Prozis (11.925 contenuti, 624 creator) e YesStyle (5.900 contenuti, 834 creator). Completano la top list Sheglam, Volgo Italia, Aboca, Degusta Box, Temu, FGM04 e Koro.
Prospettive future e opportunità nascoste per creator e brand
Un dato inatteso riguarda il turismo: i contenuti sponsorizzati nel settore viaggi registrano engagement fino al 19,2%, contro una media del 3,9% (4,4% per l’organico), segnalando un’area ad altissimo potenziale per le strategie di influencer marketing.
Il ritardo nell’adozione del nuovo codice Ateco e la frammentazione tra influencer, content creator, agenzie e altre attività digitali indicano un ecosistema ancora fluido, dove molti professionisti operano ibridando più competenze. Nel medio periodo è probabile un consolidamento: maggiore chiarezza fiscale, standard etici più stringenti e selezione basata su dati di performance reali, non solo sui follower totali.
Per chi entra oggi nel mercato, i numeri fotografano un’opportunità concreta ma non facile: costruire fatturati sostenibili passa da nicchie ingaggiate, contenuti costanti e relazioni continuative con i brand più che da singole campagne virali.
FAQ
Quanto guadagna in media un influencer italiano nel 2025?
Nel 2025 gli influencer italiani analizzati da Fiscozen registrano un fatturato medio annuo di 24.038 euro, con 21.840 euro per le donne e 26.237 per gli uomini.
Quanti influencer hanno adottato il nuovo codice Ateco dedicato?
Nel 2025 solo il 2,5% dei professionisti ha migrato al nuovo codice Ateco per influencer, con una leggera prevalenza femminile (51%) e fatturati medi più elevati.
Quali settori offrono oggi più opportunità agli influencer italiani?
Attualmente risultano più attivi relazioni, amici e famiglia (25,8%), abbigliamento e accessori (22,8%), sport e fitness (21,1%), seguiti da food e ristoranti con il 12,9%.
Qual è il social network più usato dai brand per le sponsorizzazioni?
In Italia il 93% dei 16.753 brand analizzati utilizza principalmente Instagram per le collaborazioni con influencer, seguito da TikTok (79%), YouTube (69%), Facebook (54%) e LinkedIn (34%).
Da quali fonti provengono i dati e le informazioni di questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati e notizie di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

