Maltempo insiste sull’Italia tra piogge violente, neve precoce e nuove allerte

Perturbazioni in serie sul Mediterraneo centrale
L’area del Mediterraneo centrale resta inserita in un flusso depressionario attivo che convoglia verso l’Italia fronti perturbati a ripetizione. Le strutture cicloniche transitano rapidamente, ma lasciano in eredità suolo saturo, fiumi in piena e un rischio idrogeologico in aumento, specie sulle regioni tirreniche e adriatiche centro-meridionali.
Nei prossimi giorni il contrasto tra aria mite e umida subtropicale e impulsi più freddi nord-atlantici manterrà elevata l’instabilità con piogge, rovesci e nevicate sui rilievi.
Precipitazioni diffuse e rischio idrogeologico
I modelli indicano piogge abbondanti su Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, medio-basso Adriatico e aree alpine di Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il terreno già saturo aumenta il pericolo di frane, colate detritiche e allagamenti urbani.
Le allerte gialle della Protezione Civile per rischio idraulico e idrogeologico vanno interpretate come invito alla massima prudenza, soprattutto vicino a corsi d’acqua, sottopassi e pendii instabili.
Venti di burrasca e mari molto agitati
Il gradiente barico accentuato alimenta venti di burrasca su Tirreno centro-meridionale, Ionio e Adriatico meridionale. Raffiche intense possono causare danni a infrastrutture leggere, alberature e linee elettriche.
I mari previsti fino a molto agitati comportano criticità per i collegamenti marittimi e fenomeni di mareggiata sulle coste esposte, con possibili erosioni e ingressioni marine nei tratti di litorale più vulnerabili.
Impatto del maltempo su città e infrastrutture
Le piogge persistenti mettono alla prova i sistemi di drenaggio urbano e una rete viaria spesso già congestionata. In grandi centri come Roma e nell’area del Salento si registrano allagamenti, caduta di alberi e disagi a residenti e turisti, con interventi continui da parte di vigili del fuoco e polizie locali.
La gestione dell’emergenza punta su chiusure preventive e monitoraggio dei punti critici.
Allagamenti e traffico in tilt a Roma
Nella capitale strade allagate, banchine del Tevere chiuse e code su Tangenziale Est, via Pontina e via Cristoforo Colombo evidenziano la vulnerabilità di una mobilità già satura. Un tratto di via Laurentina è stato chiuso per un esteso allagamento.
Le pattuglie della polizia locale presidiano nodi strategici per deviare i flussi e ridurre i rischi per automobilisti e pedoni in prossimità di sottopassi e incroci soggetti ad accumulo d’acqua.
Situazione critica tra Lecce e il nord Salento
Nel territorio di Lecce e nel nord Salento raffiche di vento e “bombe d’acqua” hanno provocato caduta di alberi, danni ad autovetture e segnaletica, oltre a mareggiate lungo le coste da Veglie a Porto Cesareo. Un pino crollato in via Potenza ha distrutto un’auto in sosta.
I centri operativi comunali restano attivi fino al mattino successivo per coordinare monitoraggi, chiusure mirate e operazioni di rimozione ostacoli dalla carreggiata.
Neve abbondante e pericolo valanghe sulle Alpi
Sulle aree montane del Friuli-Venezia Giulia, in particolare Prealpi Carniche, Tarvisiano e zona del Piancavallo, la Protezione Civile regionale ha emesso allerta gialla per precipitazioni intense e neve abbondante, con pericolo valanghe marcato, fino a livello 4 forte.
La combinazione tra neve fresca, vento e pioggia in quota rende il manto nevoso instabile su larga scala.
Quota neve variabile e manto instabile
La quota neve oscilla attorno ai 1000 metri, ma nelle valli interne la neve può raggiungere il fondovalle, come nel Tarvisiano, mentre sulle Prealpi meridionali tende a salire. Gli accumuli in quota risultano molto consistenti.
Il bollettino indica un aumento dei punti pericolosi, con possibilità di valanghe spontanee di grandi dimensioni in grado di mobilitare gli strati profondi del manto nevoso.
Escursioni sconsigliate e attenzione alla costa
Le autorità sconsigliano vivamente escursioni e attività fuoripista: la neve bagnata e pesante, unita a nuovi apporti, favorisce valanghe umide e scivolamenti improvvisi. Rifugi e guide alpine invitano a consultare costantemente i bollettini nivologici.
Sulla costa del Friuli-Venezia Giulia sono possibili problemi di acqua alta in concomitanza dei picchi di marea, con allagamenti di tratti litoranei e possibili disagi alla circolazione locale.
FAQ
Quali regioni italiane sono attualmente più esposte al maltempo?
Le allerte riguardano in particolare Calabria, Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Basilicata, Campania, Abruzzo, Umbria e Veneto, con rischi diversi tra piogge intense, criticità idrauliche e neve in montagna.
Come cambierà il tempo tra domani e i prossimi due giorni?
È atteso un temporaneo miglioramento con schiarite al Nord-Ovest e su parte del Centro, ma una nuova perturbazione riporterà piogge diffuse, temporali sulle tirreniche e nevicate su Alpi e Appennino oltre 1000-1200 metri.
Quali precauzioni devono adottare i cittadini nelle aree urbane?
Limitare gli spostamenti non indispensabili, evitare sottopassi allagabili, aree verdi con alberi instabili, e seguire gli aggiornamenti della Protezione Civile e dei Comuni sui social e sui canali ufficiali.
Che rischi comportano vento forte e mareggiate sulle coste?
Raffiche intense possono danneggiare strutture leggere, far cadere alberi e causare blackout; le mareggiate provocano erosione, allagamenti dei litorali bassi e possibili interruzioni dei collegamenti via mare.
Perché il pericolo valanghe è così elevato sulle Alpi Giulie?
L’alternanza di neve abbondante, pioggia e vento crea strati instabili nel manto nevoso: ciò aumenta numero e dimensione dei punti critici, con valanghe spontanee possibili anche di grandi dimensioni.
Qual è la fonte principale delle informazioni meteo e di allerta citate?
I dati provengono dai bollettini ufficiali della Protezione Civile nazionale e regionale, con particolare riferimento agli avvisi su Friuli-Venezia Giulia, Centro-Sud e grandi aree urbane come Roma e Lecce.




