Luca Tommassini denuncia diete estreme imposte ai vip, esplode la polemica

Luca Tommassini denuncia diete estreme imposte ai vip, esplode la polemica

6 Aprile 2026

Diete imposte ai vip, il caso sollevato da Luca Tommassini

Chi è al centro del dibattito? Il coreografo e direttore artistico Luca Tommassini, affiancato da Paola Perego e dalla modella curvy Elisa D’Ospina.
Che cosa è successo? Una discussione televisiva sulle diete imposte ai vip da manager, case discografiche e dirigenti tv, con percorsi di dimagrimento talvolta “contro voglia”.

Dove e quando? Il confronto nasce in studio a La Vita in Diretta su Rai1, pochi giorni dopo le indiscrezioni sul dimagrimento del cantante Olly.
Perché fa discutere? Le rivelazioni di Tommassini mostrano pressioni strutturali sull’immagine fisica di cantanti, conduttori e celebrity, mentre D’Ospina contesta la narrazione sugli sponsor, riaccendendo il tema del body shaming nell’intrattenimento italiano.

In sintesi:

  • Secondo Luca Tommassini, manager e discografiche impongono diete rigide a cantanti e conduttori.
  • Paola Perego sostiene che l’aumento di peso riduca sponsor e disponibilità di abiti.
  • Elisa D’Ospina replica: brand e sponsor per taglie oltre la 40 esistono eccome.
  • Il caso riapre il dibattito su body shaming, salute mentale e standard estetici tv.

Pressioni estetiche su cantanti e conduttori: cosa ha detto Tommassini

In studio a La Vita in Diretta, Luca Tommassini ha ricostruito dall’interno le logiche dell’industria. Ha spiegato che, per molte popstar, il corpo è parte integrante del “racconto” artistico.
Ha dichiarato di aver “cambiato il fisico” a numerose cantanti perché “le case discografiche e i management lo chiedevano”, arrivando a seguirle personalmente tra yoga e diete: “soffrivo con loro”.

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Il coreografo ha sottolineato che la magrezza, nel sistema dello spettacolo, spesso “paga di più” perché funzionale a danza, performance live e canoni visivi dominanti. Ma ha anche rivelato un passaggio più critico: “Vogliono diete anche molto rigide, anche per i presentatori. Questo è accaduto anche a conduttori molto noti, che hanno dovuto fare percorsi di dimagrimento anche contro voglia”.

Paola Perego ha aggiunto un tassello economico: “Poi non ti danno i vestiti se ingrassi. Se ingrassi non trovi gli sponsor e non entri”. Un legame diretto tra taglia, accesso ai brand e visibilità tv che molti utenti hanno giudicato allarmante.

La replica di Elisa D’Ospina e le possibili conseguenze per la tv

La reazione più strutturata è arrivata da Elisa D’Ospina, storica modella curvy e attivista contro i disturbi alimentari. Su X ha contestato l’idea che sponsor e abiti non esistano per le taglie oltre la 40.

Ha ricordato di aver realizzato “dieci anni di tv facendo sfilare donne di tutte le taglie”, trovando personalmente i brand per vestirle. E ha lanciato una provocazione diretta: “Se Rai o Mediaset non riesce a vestire donne oltre la taglia 40, fatemi una telefonata che vi propongo un migliaio di brand”.

La modella ha poi messo in discussione la definizione stessa di “grasso”: “Una 44-46 è grasso? E anche se ci fosse qualche obeso talentuoso è un problema?”. Il dibattito apre scenari potenziali per l’industria: linee guida etiche su diete e contratti, maggiore inclusività di taglie nei costumi di scena, più attenzione agli impatti psicologici delle richieste di dimagrimento sulle carriere dei volti televisivi e musicali.

FAQ

Cosa ha rivelato esattamente Luca Tommassini sulle diete dei vip?

Ha affermato che manager, case discografiche e produttori pretendono diete rigide, anche per conduttori noti, con percorsi di dimagrimento talvolta contro la loro volontà.

Perché le parole di Paola Perego sugli sponsor hanno fatto discutere?

Perché collega direttamente l’aumento di peso alla perdita di sponsor e abiti, suggerendo un sistema che penalizza chi non rientra in precisi canoni fisici.

Qual è stata la posizione di Elisa D’Ospina sul tema sponsor e taglie?

Ha smentito difficoltà strutturali: sostiene di aver sempre trovato brand per tutte le taglie e offre migliaia di contatti a Rai e Mediaset.

Questo dibattito può influenzare le politiche delle tv italiane sul body shaming?

Sì, può spingere emittenti, manager e case discografiche a introdurre linee guida più inclusive su immagine, salute e pressioni estetiche.

Da quali fonti è stata rielaborata questa ricostruzione giornalistica?

Il contenuto deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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