La Russa attacca ordinanza su famiglia nel bosco e rilancia il suo sì convinto al referendum

La Russa, scontro sul referendum giustizia e il caso “famiglia nel bosco”
Il presidente del Senato Ignazio La Russa, ospite a “Porta a Porta” su Rai1, ha denunciato un clima di sospetto attorno alla sua intenzione di incontrare i genitori della cosiddetta “famiglia nel bosco”, al centro di una controversa ordinanza giudiziaria. L’intervista è andata in onda ieri sera, a ridosso del referendum sulla giustizia, e riguarda le accuse politiche ricevute per un incontro mai avvenuto. La Russa ha spiegato di aver invitato la famiglia a vedersi solo “dopo il referendum”, criticando la presunta paura che un contatto diretto con i protagonisti del caso possa indebolire le argomentazioni della sinistra contro il quesito referendario. Proprio la lettura dell’ordinanza, giudicata da lui “assurda”, avrebbe consolidato la sua scelta di votare sì al referendum.
In sintesi:
- Ignazio La Russa contesta le accuse per un incontro mai tenuto con la “famiglia nel bosco”.
- Il presidente del Senato critica l’ordinanza giudiziaria definendola “assurda” e sproporzionata.
- La Russa denuncia la “paura” della sinistra di un confronto con le presunte vittime.
- La vicenda rafforza il suo orientamento per il sì al referendum sulla giustizia.
Le parole di La Russa e il nodo politico-giudiziario
Nel corso della trasmissione, La Russa ha ricostruito la sequenza dei fatti: “Mi hanno accusato senza che io avessi detto niente di voler incontrare i genitori della ‘famiglia nel bosco’”. Ha poi ammesso di aver effettivamente parlato con loro, precisando di aver detto: “Venite quando volete dopo il referendum”.
Secondo il presidente del Senato, le perplessità interne e le critiche pubbliche sarebbero legate al timore che un confronto con chi si considera vittima dell’ordinanza possa “inficiare gli argomenti speciosi della sinistra sul referendum”. Al centro della polemica c’è in particolare il riferimento, contenuto nell’atto giudiziario, alla madre dei due bambini, accusata – ha detto La Russa – di un vero e proprio “reato di speranza” per aver affermato: “Spero che duri poco” riguardo alla misura disposta.
La Russa ha definito l’ordinanza “assurda” e ha spiegato che proprio la lettura integrale del provvedimento lo avrebbe “confermato nel suo sì” al referendum sulla giustizia, trasformando un caso individuale in simbolo delle criticità del sistema.
Le possibili ricadute sul dibattito sulla giustizia
La presa di posizione di Ignazio La Russa apre un fronte ulteriore nel confronto politico sulla riforma della giustizia, legando in modo diretto una vicenda giudiziaria concreta alla campagna referendaria. Il richiamo al presunto “reato di speranza” e alla definizione di ordinanza “assurda” rilancia il tema dell’equilibrio tra poteri dello Stato e dell’impatto umano delle decisioni dei magistrati.
Nei prossimi giorni la “famiglia nel bosco” potrebbe diventare un caso-simbolo utilizzato da entrambi gli schieramenti: da un lato come esempio di eccesso di potere giudiziario, dall’altro come terreno di scontro sulla legittimità delle critiche provenienti dalle istituzioni politiche di vertice. L’eventuale incontro dopo il referendum, se confermato, rischia di alimentare nuove tensioni tra maggioranza e opposizione, mantenendo il dossier giustizia al centro dell’agenda pubblica.
FAQ
Chi è Ignazio La Russa e quale ruolo istituzionale ricopre oggi?
Ignazio La Russa è attualmente presidente del Senato della Repubblica italiana, seconda carica dello Stato, ed esponente di primo piano della maggioranza di governo.
Cosa si intende per “famiglia nel bosco” nel dibattito sulla giustizia?
Si indica una famiglia coinvolta in un provvedimento giudiziario discusso, descritta mediaticamente come isolata in un’area boschiva, divenuta simbolo di possibili eccessi delle misure adottate.
Perché La Russa collega questo caso al referendum sulla giustizia?
Lo fa perché ritiene l’ordinanza sproporzionata e la usa come esempio concreto delle criticità del sistema, motivando pubblicamente la sua scelta di votare sì.
Perché l’incontro con la famiglia è stato rinviato a dopo il referendum?
È stato rinviato, secondo La Russa, per evitare strumentalizzazioni immediate in campagna referendaria, pur criticando il clima di sospetto generato attorno a quell’ipotesi di confronto.
Quali sono le fonti originarie delle informazioni su questa vicenda?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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