Israele avanza in Libano, missili iraniani su ambasciata Usa a Riad

Quarto giorno di guerra tra Iran, Israele e Usa: escalation regionale
Nel quarto giorno di guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti, il Medio Oriente entra in una fase di escalation critica. A Teheran e Beirut l’Idf colpisce obiettivi considerati nevralgici del regime iraniano e di Hezbollah, mentre due droni iraniani centrano l’ambasciata Usa a Riad. Le operazioni si concentrano tra Iran, Libano, Arabia Saudita, Emirati e area del Golfo. L’offensiva è in corso oggi, nel pieno di un conflitto che ha già causato centinaia di vittime e almeno 30.000 sfollati in Libano. La guerra si allarga perché ciascun attore cerca di ridefinire gli equilibri regionali, impedire il consolidamento del programma nucleare iraniano e proteggere le proprie infrastrutture strategiche e diplomatiche.
In sintesi:
- Raid israeliani colpiscono Teheran e Beirut, centrato il “quartier generale degli ayatollah”.
- Due droni iraniani contro l’ambasciata Usa a Riad, chiusure e allerta diplomatica.
- L’Idf entra nel Libano meridionale, almeno 30.000 sfollati secondo l’Onu.
- Trump e Netanyahu parlano di obiettivo: fermare l’arma nucleare iraniana.
Attacchi incrociati, minacce diplomatiche e rischio allargamento del conflitto
Le Forze di difesa israeliane annunciano di aver colpito nella notte, con circa 100 caccia e 250 bombe, il complesso considerato il principale quartier generale del regime degli ayatollah nel cuore di Teheran, inclusi edifici di sicurezza e il centro di comunicazione e propaganda.
Parallelamente, raid israeliani si intensificano su Beirut, in particolare nei quartieri di Dahiyeh e Haret Hreik, mentre viene ordinato lo sfollamento di aree come Al Hadath. Hezbollah rivendica attacchi con droni contro le basi israeliane di Ramat David e Meron e un bombardamento di razzi sulle Alture del Golan.
L’Idf conferma l’ingresso via terra nel Libano meridionale, con avanzata autorizzata dal ministro della Difesa Israel Katz e dal premier Benyamin Netanyahu per “impedire il fuoco diretto” sulle comunità israeliane. L’Onu segnala almeno 30.000 sfollati in Libano; Unifil evacua il personale non essenziale.
Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, le vittime degli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran salgono a 787. Negli Emirati Arabi Uniti si contano tre morti e 68 feriti per colpi attribuiti all’Iran. L’Onu chiede un’“indagine rapida e imparziale” sul bombardamento di una scuola femminile in Iran, definito “orribile”.
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani convoca l’ambasciatore iraniano a Roma dopo un attacco a Cipro, ribadendo che *“l’Italia non è in guerra”*. Il ministero degli Esteri di Teheran, per bocca del portavoce Esmail Baghaei, avverte che eventuali “azioni difensive” di Germania, Francia e Regno Unito contro missili iraniani sarebbero considerate “atto di guerra”.
Il ministero degli Esteri dell’Arabia Saudita definisce l’attacco iraniano all’ambasciata Usa a Riad una “mossa vile” e rivendica il pieno diritto a rispondere per difendere la propria sicurezza. Due droni provocano un incendio e danni materiali alla sede diplomatica; Washington invita i cittadini americani a rifugiarsi e ordina al personale non essenziale di lasciare Bahrein, Giordania e Iraq. Chiudono temporaneamente le ambasciate Usa in Riad e in Kuwait.
Un drone colpisce inoltre il ponte Re Fahd, snodo tra Bahrein e Arabia Saudita, possibile via di evacuazione per personale militare americano secondo fonti citate da Mehr e Tass.
Sul piano politico-strategico, il presidente americano Donald Trump afferma su Truth che gli Usa dispongono di “scorte praticamente illimitate” di munizioni di livello medio, sostenendo che la guerra potrebbe essere combattuta “per sempre” con queste risorse. In un’altra dichiarazione, promette risposta all’attacco contro l’ambasciata di Riad: *“Presto scoprirete quale sarà la ritorsione”*, escludendo per ora “interventi sul campo”.
Il vicepresidente JD Vance assicura che l’Iran “non sarà un nuovo Iraq o Afghanistan”, sostenendo che l’obiettivo definito da Trump è impedire a Teheran di ottenere l’arma nucleare.
Netanyahu, in più interviste a Fox News riportate da Kan News, definisce il regime iraniano “fanatico e irriformabile”, accusandolo di voler “distruggere l’America” e ricordando tentativi di assassinare Trump e attentati a ambasciate Usa. Sostiene che l’Iran stia costruendo “nuovi siti e bunker sotterranei” per rendere immuni i programmi di missili balistici e bombe atomiche, parlando di decisione “ora o mai più” per colpire, dopo il fallimento dei negoziati e dell’“Operazione Midnight Hammer”.
Trump, riferisce Axios, ha contattato telefonicamente i leader curdi in Iraq per discutere del ruolo delle forze curde lungo il confine con l’Iran, area potenzialmente decisiva se il conflitto dovesse estendersi.
Scenari futuri: rischio contagio europeo e nuova architettura di sicurezza
Le minacce di Teheran agli Stati europei – considerare “atto di guerra” ogni partecipazione a operazioni difensive contro missili iraniani – aprono uno scenario di possibile coinvolgimento diretto di capitali come Berlino, Parigi e Londra. Il messaggio è chiaro: qualsiasi sostegno attivo alle basi Usa nel Golfo può trasformare l’Europa in teatro di ritorsioni ibride o convenzionali.
La chiusura di ambasciate, lo spostamento di personale americano e la vulnerabilità di infrastrutture strategiche – come il ponte Re Fahd o i complessi urbani di Riad e Beirut – segnalano che la guerra non è più confinata a siti militari, ma lambisce la rete diplomatica e logistica globale.
In parallelo, l’appoggio esplicito di Trump alla linea dura israeliana e la narrazione esistenziale di Netanyahu sull’arma nucleare iraniana delineano la possibilità di una nuova architettura di sicurezza regionale centrata sull’asse Washington–Tel Aviv–monarchie del Golfo, con Hezbollah e Teheran come bersagli prioritari e il rischio concreto di uno scontro prolungato a intensità variabile.
FAQ
Quante vittime si contano finora in Iran secondo fonti locali?
Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, il bilancio provvisorio degli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran è salito a 787 morti.
Quanti sfollati ha causato il conflitto in Libano secondo l’Onu?
L’Unhcr riferisce che in Libano ci sono già almeno 30.000 sfollati, concentrati nel sud del paese, nella Bekaa e nella periferia sud di Beirut.
Quali ambasciate Usa risultano chiuse o ridotte nelle attività?
L’ambasciata Usa a Kuwait City è chiusa fino a nuovo avviso, mentre quelle di Riad, Bahrein, Giordania e Iraq operano con personale ridotto e forti restrizioni.
Cosa ha colpito Israele a Teheran secondo l’Idf?
L’Idf afferma di aver colpito il principale quartier generale della leadership iraniana a Teheran, inclusi edifici di sicurezza e il centro di comunicazione e propaganda del regime.
Qual è la fonte originaria delle informazioni su questa crisi?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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