Isee, nuove disparità tra città italiane più ricche tra Nord e Sud

Isee 2025, Italia spaccata: dove si dichiara di più e dove di meno
L’Inps ha diffuso i dati sugli Isee presentati nel 2025, fotografando una frattura netta tra le aree del Paese. Il divario principale riguarda chi presenta la dichiarazione: al Nord gli indicatori crescono in modo robusto, al Sud e nelle Isole restano molto più bassi.
La rilevazione nazionale mostra un aumento medio dell’8%, con punte eccezionali in alcune città del Settentrione, mentre nel Mezzogiorno i valori stagnano.
Questi dati, raccolti in tutta Italia nel corso del 2025, sono cruciali perché l’Isee è la chiave di accesso a bonus, agevolazioni e servizi sociali. Tuttavia non misura la ricchezza complessiva del Paese: racconta soprattutto dove e quanto si chiede aiuto al welfare pubblico.
In sintesi:
- Isee medio in crescita dell’8% nel 2025, ma con forti divari territoriali.
- Nord in forte accelerazione, Centro in recupero, Sud e Isole molto indietro.
- Lecco, Bolzano e Trento ai vertici per Isee medio più elevato.
- Crotone, Napoli e Palermo in coda con indicatori molto bassi.
Cosa misura davvero l’Isee e come leggere il divario Nord‑Sud
L’Isee è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e sintetizza redditi e patrimoni dei nuclei familiari. Si compone di due pilastri: l’Indicatore della Situazione Reddituale (Isr) e l’Indicatore della Situazione Patrimoniale (Isp).
Prende in considerazione gli ultimi due anni fiscali e serve quasi esclusivamente per ottenere bonus, riduzioni tariffarie, borse di studio, agevolazioni su affitti, asili nido, mense e altri servizi sociali nazionali e locali.
Questa funzione selettiva spiega perché l’Isee non sia un termometro affidabile della ricchezza complessiva: chi ha redditi e patrimoni elevati non trae vantaggi dall’attestazione e spesso non la presenta affatto. La statistica quindi è fortemente concentrata sulle famiglie che cercano sostegno pubblico.
Nel 2025 l’Isee medio è cresciuto di circa l’8% su base nazionale, ma con accelerazioni molto diverse: in alcuni territori del Nord, come la provincia di Modena, l’indicatore risulta in aumento di circa il 90%, evidenziando nuclei dichiaranti mediamente più forti, maggiore emersione o una combinazione dei due fattori.
Le province più “ricche” e quelle più fragili secondo gli Isee
Le differenze territoriali emergono chiaramente osservando le province. In testa alla graduatoria 2025 degli Isee medi più elevati si collocano aree a forte occupazione e ben radicate nel manifatturiero e nei servizi avanzati.
Le province con l’Isee medio più alto sono:
1. Lecco, 23.465 euro;
2. Bolzano, 23.409 euro;
3. Trento, 22.978 euro;
4. Firenze, 22.542 euro;
5. Belluno, 22.513 euro.
All’estremo opposto della classifica si concentrano province caratterizzate da forte disoccupazione, lavoro irregolare e redditi familiari bassi.
Le province con gli Isee medi più bassi risultano:
1. Crotone, 11.834 euro;
2. Napoli, 12.771 euro;
3. Palermo, 12.940 euro;
4. Catania, 13.026 euro;
5. Reggio Calabria, 13.086 euro.
Il solco tra queste aree supera spesso i 10 mila euro di Isee medio, confermando la persistenza di un’Italia a velocità diverse, sia nella capacità reddituale sia nella propensione a utilizzare gli strumenti del welfare.
Quali scenari per bonus, welfare locale e politiche di coesione
Il quadro che emerge dai dati Isee 2025 è cruciale per la programmazione delle politiche pubbliche. Le province con valori elevati mostrano una platea di beneficiari mediamente più solida, ma anche una maggiore capacità amministrativa nel raggiungere i cittadini.
Al contrario, le province con Isee medio molto basso segnalano un intreccio di criticità: redditi limitati, possibile area grigia di sommerso e un utilizzo meno intenso degli strumenti di welfare per barriere informative, burocratiche o di fiducia nelle istituzioni.
Per il prossimo biennio ciò potrebbe tradursi in una revisione mirata delle soglie Isee per bonus nazionali e locali, in campagne di emersione del disagio economico e in incentivi specifici per rafforzare cohesione territoriale e servizi sociali nel Mezzogiorno.
FAQ
Cosa significa avere un Isee medio più alto in una provincia
Significa che i nuclei che chiedono agevolazioni presentano, in media, redditi e patrimoni più elevati rispetto ad altre aree.
L’Isee è obbligatorio per accedere a tutti i bonus nazionali
Sì, nella maggioranza dei casi l’Isee è richiesto per bonus, sconti tariffari, servizi sociali e borse di studio pubbliche.
Perché il Sud ha Isee più bassi rispetto al Nord
Perché registra redditi familiari più bassi, maggiore disoccupazione, lavoro irregolare diffuso e una domanda di welfare spesso più frammentata.
Come incidono i dati Isee sulle politiche dei Comuni
Incidono direttamente: i Comuni usano l’Isee per calibrare soglie di accesso, graduatorie, tariffe agevolate e piani di intervento sociale.
Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per questi dati sull’Isee
I dati derivano da una elaborazione redazionale su notizie e dispacci Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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