Iran, corsa al dopo Khamenei: profili dei cinque possibili leader

Morte di Ali Khamenei: cosa succede ora al vertice dell’Iran
La morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, confermata dai media israeliani alle 5 locali del 28 febbraio 2026, apre una fase politica senza precedenti a Teheran. In un Paese sotto attacco militare di Stati Uniti e Israele, la domanda cruciale è chi guiderà l’Iran e con quali poteri. La Costituzione affida la scelta finale all’Assemblea degli Esperti eletta nel 2024, ma nell’immediato la leadership è trasferita a un triumvirato istituzionale. Sullo sfondo, almeno cinque candidati interni al sistema si contendono la successione, mentre un presunto testamento politico di Khamenei, citato da fonti interne, indicherebbe una soluzione diversa e più pragmatica per garantire continuità al regime.
In sintesi:
- Un triumvirato guida l’Iran nella transizione dopo la morte di Ali Khamenei.
- L’Assemblea degli Esperti dovrà scegliere la nuova Guida Suprema tra diversi candidati.
- Un testamento politico indicherebbe Ali Larijani come Rahbar provvisorio.
- La decisione potrebbe arrivare “in un giorno o due”, secondo Abbas Araghchi.
La transizione di potere e il ruolo decisivo dell’Assemblea degli Esperti
Alla notizia della morte di Ali Khamenei, in Iran sono scattati quaranta giorni di lutto e sette giorni festivi, mentre l’apparato istituzionale ha attivato il meccanismo costituzionale di emergenza.
La guida temporanea dello Stato è stata affidata a un triumvirato composto dal presidente riformista Massoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i e dall’ayatollah Alireza Arafi, giurista del Consiglio dei Guardiani e membro dell’Assemblea degli Esperti.
Queste tre figure eserciteranno congiuntamente le prerogative della Guida Suprema sino all’elezione del nuovo Rahbar da parte dell’Assemblea degli Esperti, organo di 88 religiosi sciiti eletto nel 2024.
Il contesto rende la scelta particolarmente sensibile: il Paese è sotto pressione militare esterna e attraversa forti tensioni interne.
Secondo il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, intervistato da Al Jazeera, il nome del successore potrebbe emergere già “tra un giorno o due”, segnale di un processo decisionale accelerato per evitare vuoti di potere e lotte di fazione troppo visibili all’estero.
I possibili successori e il peso del testamento politico di Khamenei
Il dossier successione ruota intorno a cinque profili interni al sistema. Il più vicino biograficamente a Khamenei è il secondogenito Mojtaba Khamenei, 56 anni, figura influente ma controversa: la successione ereditaria è malvista nel clero sciita e Mojtaba non è un alto religioso né detiene incarichi ufficiali.
Tra i candidati di peso religioso spicca l’ayatollah Alireza Arafi, 67 anni, vicepresidente dell’Assemblea degli Esperti, a capo del sistema dei seminari iraniani ed ex membro del Consiglio dei Guardiani, profilo considerato idoneo alla continuità ideologica.
Più spostato sull’ala ultraconservatrice è Mohammad Mehdi Mirbagheri, 60 anni, membro dell’Assemblea degli Esperti e direttore dell’Accademia delle Scienze islamiche di Qom.
Figura dal forte valore simbolico ma dalla limitata influenza di sicurezza è il custode del mausoleo di Khomeini, Hassan Khomeini, 50 anni, nipote del fondatore della Repubblica Islamica, privo di incarichi pubblici rilevanti.
Completa il quadro Hashem Hosseini Bushehri, alto religioso con forti legami istituzionali, primo vicepresidente dell’Assemblea degli Esperti, ben inserito nei meccanismi che gestiscono la successione.
Secondo fonti interne citate dal New York Times, Khamenei avrebbe lasciato un dettagliato testamento politico.
In esso, il nuovo Rahbar designato sarebbe Ali Larijani, generale e segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale, espressione del conservatorismo pragmatico e membro di una famiglia chiave della storia della Repubblica Islamica.
Lo stesso documento prevedrebbe una possibile guida collegiale: Ali Larijani affiancato dal presidente del Parlamento Mohammad-Bagher Qalibaf e dall’ex presidente della Repubblica Hassan Rouhani, soluzione emergenziale destinata a durare sino alla decisione definitiva dell’Assemblea degli Esperti.
Scenari futuri: continuità del sistema e rischio di fratture interne
La scelta del successore di Ali Khamenei determinerà quanto l’Iran resterà ancorato al modello attuale o imboccherà un aggiustamento pragmatico, soprattutto sul dossier nucleare e sui rapporti con Occidente e vicini regionali.
Una soluzione che privilegiasse un religioso duro come Mirbagheri rafforzerebbe l’asse ultraconservatore; un profilo come Ali Larijani, invece, aprirebbe spazi negoziali mantenendo però il controllo dei centri di potere rivoluzionari.
La rapidità dell’annuncio prevista da Abbas Araghchi indica la volontà del regime di mostrare compattezza. Tuttavia, la competizione tra apparati religiosi, sicurezza e tecnocrati del sistema resta il principale fattore di rischio per la stabilità interna e per i mercati regionali dell’energia.
FAQ
Chi guida l’Iran dopo la morte di Ali Khamenei?
Attualmente l’Iran è guidato da un triumvirato formato da Massoud Pezeshkian, Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i e l’ayatollah Alireza Arafi, incaricati fino all’elezione della nuova Guida Suprema.
Quando sarà nominato il successore di Khamenei?
Secondo il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il nome del successore potrebbe essere annunciato “tra un giorno o due”, dopo la deliberazione dell’Assemblea degli Esperti.
Chi è Ali Larijani e perché è centrale nella successione?
Ali Larijani è segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale; secondo un testamento politico attribuito a Khamenei sarebbe il Rahbar designato in via emergenziale.
Cosa prevede la Costituzione iraniana in caso di morte della Guida Suprema?
La Costituzione affida la leadership transitoria a un triumvirato e impone all’Assemblea degli Esperti di eleggere una nuova Guida Suprema in tempi rapidi.
Quali sono le fonti utilizzate per queste informazioni sulla successione in Iran?
Le informazioni derivano da un’elaborazione redazionale di contenuti provenienti congiuntamente da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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