La notizia in sintesi:
- Intesa Sanpaolo aumenta a 30 milioni il Fondo di Beneficenza per il 2026, +25% sul 2025.
- Ogni euro erogato dal Fondo genera 4,16 euro di valore sociale, secondo ALTIS – Università Cattolica.
- Dal 2016 al 2025 distribuiti oltre 154 milioni, sostenuti circa 8.500 progetti in tutta Italia.
- Nel 2025 raggiunti 1,6 milioni di beneficiari, con il 99% delle iniziative rivolte alle fasce più vulnerabili.
(Riassunto generato con AI).
Intesa Sanpaolo aumenta il Fondo di Beneficenza per il 2026
Il gruppo bancario Intesa Sanpaolo annuncia per il 2026 un aumento del 25% della dotazione del proprio Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale. Le risorse saliranno a 30 milioni di euro, rispetto ai 24 milioni stanziati per il 2025, a favore di enti del Terzo settore attivi sull’intero territorio nazionale. L’iniziativa, decisa dalla Presidenza della banca, si inserisce nel quadro del Piano di Impresa 2026‑2029 e mira a rafforzare l’impatto sociale del Gruppo. Il Fondo è riconosciuto come uno dei principali strumenti filantropici privati in Italia e si concentra soprattutto sulle categorie più fragili, in risposta all’inasprimento delle disuguaglianze economiche e sociali.
Impatto economico, numeri chiave e aree di intervento del Fondo
Una valutazione indipendente di ALTIS – Università Cattolica attribuisce al Fondo un indice di impatto pari a 4,16: ogni euro erogato genera oltre quattro euro di valore economico e sociale per le comunità beneficiarie. Dal 2016 al 2025 sono stati distribuiti oltre 154 milioni di euro, sostenuti circa 8.500 progetti sociali e culturali e raggiunte più di 10 milioni di persone, in prevalenza famiglie in difficoltà, giovani e donne.
Nel solo 2025, il Fondo di Beneficenza ha allocato 24,3 milioni di euro, in crescita del 6% sul 2024, a favore di circa 1,6 milioni di beneficiari. Gli interventi hanno coperto tutte le regioni: 37% al Nord, 30% al Centro, 33% al Sud e Isole, con il 99% delle iniziative rivolte alle fasce più vulnerabili della popolazione, coerentemente con le priorità sociali nazionali.
Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, sottolinea che il Fondo ha sviluppato la capacità di leggere le trasformazioni sociali e di allocare le risorse *“tenendo conto delle necessità di volta in volta emergenti”*, con *“rigore metodologico in tutte le fasi procedurali e piena trasparenza”*.
Prospettive future per la filantropia e il Terzo settore
L’incremento a 30 milioni nel 2026 consentirà al Fondo di ampliare il supporto alle organizzazioni del Terzo settore, favorendo progetti innovativi in ambito sociale, culturale e assistenziale. La scelta di concentrare le risorse sulle fragilità strutturali del Paese – povertà, disuguaglianze generazionali e di genere, divari territoriali – indica un crescente ruolo sistemico di Intesa Sanpaolo nella filantropia nazionale. Nei prossimi anni, l’integrazione del Fondo nel Piano di Impresa 2026‑2029 potrà tradursi in partenariati più stabili con enti locali, reti del volontariato e soggetti dell’economia sociale, contribuendo a rafforzare la resilienza delle comunità italiane.
FAQ
Che cos’è il Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo?
È lo strumento filantropico principale di Intesa Sanpaolo, dedicato al sostegno di progetti sociali, culturali e assistenziali promossi dal Terzo settore italiano.
Quanti fondi destinerà il Fondo di Beneficenza nel 2026?
Nel 2026 il Fondo destinerà 30 milioni di euro, con un incremento del 25% rispetto ai 24 milioni allocati nel 2025.
Qual è l’impatto sociale generato dal Fondo di Beneficenza?
L’impatto è significativo: secondo ALTIS – Università Cattolica, ogni euro erogato produce 4,16 euro di valore economico e sociale complessivo.
Come sono distribuiti territorialmente i contributi del Fondo?
Nel 2025 i contributi sono stati distribuiti così: 37% Nord, 30% Centro, 33% Sud e Isole, con copertura di tutte le regioni italiane.
Quali sono le fonti utilizzate per la realizzazione di questo articolo?
Il contenuto deriva da una elaborazione giornalistica basata su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.



