Integratori omega 3 per il cuore sotto accusa aumentano rischio di ictus e aritmie secondo nuovo studio

Integratori di omega-3 e cuore: cosa rivela il nuovo studio UK Biobank
Gli integratori alimentari, in particolare quelli a base di olio di pesce ricco di omega-3, sono assunti in tutto il mondo da milioni di persone sane per “proteggere il cuore”.
Un’analisi su oltre 415mila adulti tra 40 e 69 anni, arruolati nella banca dati britannica UK Biobank e seguiti per quasi 12 anni, ha però collegato l’uso regolare di questi prodotti a un aumento del 13% di fibrillazione atriale e del 5% di ictus in soggetti senza malattie cardiovascolari note all’inizio dello studio.
Al contrario, nello stesso dataset, in persone già affette da cardiopatie, la supplementazione con olio di pesce è risultata associata a un minor rischio di infarto e mortalità cardiovascolare. Lo studio, di tipo osservazionale e non randomizzato, riapre il dibattito scientifico sul reale rapporto rischio-beneficio degli integratori cardioprotettivi e sulla loro prescrizione in prevenzione primaria.
In sintesi:
- Olio di pesce quotidiano: +13% fibrillazione atriale e +5% ictus in soggetti sani.
- Possibile beneficio in pazienti già cardiopatici su infarto e mortalità cardiovascolare.
- Mancano grandi studi randomizzati su molti integratori per il cuore.
- Gli esperti indicano stile di vita e dieta come vera prevenzione cardiovascolare.
Secondo il professor Antonio Rebuzzi, cardiologo dell’Università Cattolica di Roma, esiste una discreta evidenza per alcuni integratori – come creatina per i muscoli, omega-3 e riso rosso fermentato per il controllo dei grassi – ma la base di prove deriva spesso da studi limitati e non sempre randomizzati.
Questa carenza di sperimentazioni rigorose rende l’uso routinario di tali prodotti meno sicuro rispetto ai farmaci sottoposti a iter regolatori stringenti, in particolare per la prevenzione degli eventi cardiovascolari maggiori.
Lo studio su UK Biobank, pur non potendo provare un nesso causale, suggerisce che assumere olio di pesce in assenza di indicazioni cliniche precise potrebbe non essere neutrale sul rischio aritmico e cerebrovascolare, imponendo una valutazione personalizzata.
Cosa dicono i cardiologi su omega-3, calcio e integratori “naturali”
Il professor Antonio Rebuzzi sottolinea che gli omega-3 sono “in genere ben tollerati”, ma ricorda che dosi elevate possono interferire con la coagulazione e che *“qualsiasi sostanza, anche benefica, può dare danni se assunta in quantità incongrua”*.
Rispetto all’ipotesi che possano facilitare la fibrillazione atriale, l’esperto invita alla prudenza: *“al momento occorrono altri studi per confermarla”*. Lo stesso vale per integratori come calcio o altri prodotti proposti per il benessere cardiovascolare in popolazioni sane.
Sulla diffusa convinzione che “naturale” significhi “sicuro”, Rebuzzi replica in modo netto: *“Ricordo che la cicuta è assolutamente naturale ma non credo che prenderla sia salutare”*. Secondo il cardiologo, si registra una tendenza a demonizzare gli effetti collaterali dei farmaci (per esempio le statine, che colpiscono una minoranza di pazienti) e, al tempo stesso, a sottovalutare i possibili rischi degli integratori assunti senza controllo.
Prevenzione cardiovascolare: priorità a dieta, attività fisica e valutazione medica
Se una persona sana, senza patologie cardiovascolari diagnosticate, chiede se assumere un integratore “per proteggere il cuore”, la risposta di Antonio Rebuzzi è netta: *“In genere, se non si hanno patologie, prendere un farmaco – e ancora di più un integratore – lo ritengo del tutto inutile”*.
Il cardiologo indica come strategia realmente efficace una dieta bilanciata, attività fisica regolare, stop al fumo, controllo di pressione, colesterolo e glicemia, e monitoraggio medico personalizzato, soprattutto in presenza di familiarità o fattori di rischio.
Lo scenario che emerge per i prossimi anni è di una maggiore selettività nell’uso degli integratori: possibili indicazioni circoscritte in pazienti già cardiopatici, con dosi e durata definite da studi clinici, e forte ridimensionamento dell’impiego “preventivo” autonomo in popolazioni sane, anche alla luce di potenziali rischi aritmici.
FAQ
Gli omega-3 in capsule fanno bene al cuore di tutti?
Sì e no: nello studio UK Biobank l’olio di pesce è associato a benefici solo nei già cardiopatici, mentre nei sani aumenta fibrillazione atriale e ictus.
La fibrillazione atriale da integratori di olio di pesce è confermata?
Al momento no: esiste un’associazione osservata (+13%), ma servono grandi studi randomizzati per stabilire un nesso causale e identificare i soggetti più a rischio.
Posso sostituire le statine con riso rosso fermentato o integratori naturali?
Non dovresti: le statine hanno solide prove di riduzione di infarti e ictus, mentre riso rosso e integratori hanno evidenze più deboli e variabili tra i prodotti.
Un adulto sano dovrebbe assumere integratori per prevenire l’infarto?
Generalmente no: in assenza di patologie note, gli esperti indicano dieta equilibrata, esercizio, stop fumo e controllo dei fattori di rischio come prevenzione prioritaria.
Da dove sono tratte le informazioni principali di questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti e dati provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
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