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I sei principi naturali che salveranno il mondo

14 Febbraio 2019

I 6 PRINCIPI NATURALI NELL’IMPRESA E NELLA SOCIETA’ CIVILE – PAOLO RICOTTI
di Letizia Dehò
Una grande occasione per discutere di economia, politica, cultura e società è stata la presentazione del nuovo libro di Paolo Ricotti dal titolo: “ I 6 Principi naturali nell’impresa e nella società civile” presso la sede della casa editrice SEM (Società Editrice Milanese).

IL LIBRO

La presentazione è stata proposta al pubblico in una modalità particolare e intelligente: l’autore non ha simulato una lezione frontale stimolato dalle domande di un giornalista, ma è stato inserito in una discussione, moderata da Emanuele Plata, presidente PLEF, e che ha visto la partecipazione di Filippo Barberis, consigliere comunale della Città Metropolitana di Milano e Marco Rossi, Assessore all’Economia del Comune di Casale Monferrato.
Un dibattito con il comune obiettivo di provare a cogliere la concreta applicazione dei principi esposti nel libro , rivelandosi un terreno molto fertile di confronto.

I 6 principi naturali 

Paolo Ricotti definisce i principi naturali come una “soluzione al tutto”. Esistendo ormai da qualche miliardo di anni, hanno fatto da garanzia al costante sviluppo della civiltà, dimostrando la loro indiscutibilità e validità universale. Ma è soprattutto in questi tempi che il loro ruolo diventa fondamentale : devono fungere da guida e punto di riferimento per percorrere la strada di rigenerazione e superamento del caos attuale dominato dalla logica di conflitto in cui ognuno dice la sua.
I principi naturali prevedono infatti per loro natura il raggiungimento di un’armonia e per questa ragione diventa necessario tenerli in considerazione non solo per la singola impresa, ma soprattutto per l’intera società. Eppure, secondo Ricotti, una rigenerazione ci sarà solo quando le piccole realtà saranno valorizzate e da questo piccolo si partirà per ricostruire il tutto.
Il principio naturale fondamentale: “dal piccolo al grande”, dalla famiglia alla comunità, alla nazione, al mondo.

Il bene comune

L’idea di “bene comune” che emerge dall’opinione dell’autore è quella di un bene che non deve essere lasciato alla gestione della pubblica amministrazione: “la gente comune si deve riappropriare dei propri beni comuni”.
In questo senso si giustifica l’inefficacia dello Stato sul territorio perché i migliori risultati si hanno quando la cittadinanza è coinvolta in prima persona nella gestione del proprio bene comune. È lecito ammettere anche la posizione contraria emersa dal dibattito per cui il ruolo primario del cittadino è possibile solo in un sistema di regole o in una forma organizzata in cui il cittadino stesso si esprime: le istituzioni.

Autosufficienza e felicità

Come in ogni organismo l’equilibrio stabile del proprio ecosistema si raggiunge attraverso l’autosufficienza, cosi l’equilibrio dell’ecosistema-territorio deve essere trovato nell’autosufficienza delle risorse disponibili sul territorio stesso.
Nella grande pressione per cui tutti devono essere uguali, forse è bene considerare che ogni territorio ha proprie caratteristiche e quindi anche i modelli di benessere devono essere distinti di zona in zona e scelti dal cittadino. La felicità non è legata alla ricchezza o a modelli omologati imposti da gruppi di potere che sovrastano queste logiche, ma ognuno trova il proprio equilibrio e la propria autosufficienza in modi e tempi diversi.

LA VISIONE

Una visione (forse) utopica che ci viene proposta, difficilmente realizzabile sotto l’aspetto politico a meno che non ci sia un cambiamento sociale globale. Ma Paolo Ricotti rimane fermo nella sua ottimistica posizione prestando fede,ancora una volta, ad uno dei 6 principi naturali: il tempo regola l’eccellenza dell’evoluzione. Non importa quando questo cambiamento accadrà, ma prima o poi sarà inevitabile per le necessarie logiche naturali.
Letizia Dehò

Paolo Ricotti e PLEF

Paolo Ricotti

Paolo Ricotti è stato Amministratore Delegato di Perugina-Nestlè, CEO del gruppo Heineken Italia e CEO del gruppo Coin. Un esperto uomo d’azienda che nel 2003 ha dato vita alla fondazione PLEF (Planet Life Economy Foundation), una libera organizzazione senza scopo di lucro che si propone non solo di sviluppare sempre di più una solida base scientifica e culturale su cui improntare nuove e più sostenibili politiche industriali di sviluppo, ma anche orientare le strategie aziendali nel rispetto dei vincoli di sostenibilità.

Planet Life Economy Foundation

è una libera Fondazione senza scopo di lucro che si occupa di dare concretezza ai principi della Sostenibilità al fine di includerli nelle dinamiche gestionali dell’impresa (strategie, competitività, valore aggiunto, finanza, processi produttivi, ecc.) facendo attenzione alle reali aspettative dei cittadini/consumatori (qualità di vita, emozione, piacere, divertimento).

PLEF promuove la realizzazione di un nuovo modello economico e sociale (Renaissance Economy) in grado di creare vero “Valore” (economico, sociale, ambientale, umano) superando le tesi contrapposte della “Crescita” o della “Decrescita”.

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PLEF – Viale Beatrice D’Este, 4 – 20122 Milano
Telefono: 02 395 64 687
e-mail: info@plef.org


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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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