Hartono domina la Serie A, il patrimonio del proprietario del Como supera tutti i rivali

Como, l’era Hartono tra lutto familiare e rivoluzione della Serie A
I fratelli indonesiani Michael Bambang Hartono e Robert Budi Hartono, miliardari a capo del gruppo Djarum e della banca BCA, hanno trasformato il Como in un progetto d’élite della Serie A.
Dal 2019, tramite SENT Entertainment Ltd con sede a Londra, controllano il club lombardo, promosso nel 2024 e oggi in corsa per le posizioni europee con Cesc Fabregas in panchina.
Nel 2026 la morte, a 86 anni, di Michael Bambang Hartono segna il passaggio di consegne al solo Robert Budi Hartono, che guida ora uno degli imperi economici privati più solidi del pianeta, con pesanti implicazioni strategiche per il futuro del Como e del calcio italiano.
In sintesi:
- Hartono, primi in Indonesia, sono oggi la proprietà più ricca del calcio italiano.
- Dal 2019 il Como è al centro di un progetto industriale-sportivo globale.
- Investiti circa 300 milioni tra rosa, infrastrutture, stadio e centro sportivo.
- Dopo la morte di Michael, il controllo passa al solo Robert Budi Hartono.
Dall’impero Djarum al Como: come nasce un unicum nel calcio
Le radici del potere economico degli Hartono affondano negli anni ’50, quando Oei Wie Gwan rileva una fabbrica di sigarette in crisi e la trasforma in Djarum.
Michael Bambang Hartono (1939-2026) e Robert Budi Hartono (1941) consolidano l’azienda nel tabacco – sigarette ai chiodi di garofano – e poi compiono il salto decisivo nella finanza con la quota di controllo in BCA, oggi principale banca privata indonesiana.
Segue una diversificazione aggressiva: elettronica con Polytron (che nel 2025 entra nei veicoli elettrici), immobiliare di lusso a Giacarta (Grand Indonesia, Hotel Indonesia), piattaforme digitali come Mola Tv ed e-commerce Blibli, quotata nel 2022 con una delle IPO più importanti del Paese.
Parallelamente, Michael Hartono coltiva il bridge professionistico e la filantropia attraverso la Fondazione Djarum, attiva in educazione, sport e ambiente.
L’ingresso nel calcio avviene nel 2019 con l’acquisizione del Como tramite SENT Entertainment Ltd. Inizialmente pensato come piattaforma di contenuti per il mercato indonesiano, il club diventa rapidamente un asset strategico: dopo la promozione in Serie B, il progetto viene rifinito su basi industriali, con un piano pluriennale.
Gli investimenti, stimati in circa 300 milioni di euro, privilegiano giovani profili internazionali, infrastrutture, sviluppo del centro sportivo e restyling dello stadio. La scelta di affidare la panchina a Cesc Fabregas completa il posizionamento: il Como si propone come realtà moderna, sostenuta da capitale stabile e visione globale.
La forza patrimoniale di Robert Hartono e l’effetto sul calcio italiano
Secondo Forbes, dalla metà degli anni 2000 gli Hartono occupano stabilmente il vertice dei patrimoni indonesiani.
Nel 2026 la ricchezza complessiva è stimata in circa 43,8 miliardi di dollari, in leggero calo rispetto ai circa 50 miliardi degli anni precedenti, ma sufficiente a mantenere la famiglia al primo posto nazionale.
Prima del decesso di Michael, i due fratelli disponevano rispettivamente di 22,7 e 21,8 miliardi: una ripartizione quasi paritaria, coerente con una governance condivisa del conglomerato.
La solidità patrimoniale deriva innanzitutto dalla partecipazione in BCA e dalla redditività costante di Djarum, a cui si aggiungono immobili premium, partecipazioni tecnologiche, progetti nell’e‑mobility e asset media.
Con la morte di Michael Bambang Hartono, il baricentro del gruppo converge su Robert Budi Hartono, che diventa l’interlocutore unico per il sistema Como, pur all’interno di una struttura familiare che coinvolge le nuove generazioni, tra cui il figlio Victor.
Nel contesto della Serie A, il divario è evidente: alle sue spalle, Dan Friedkin (Roma) si attesta attorno agli 11,4 miliardi, la famiglia Saputo (Bologna) a 6,4 miliardi, la famiglia Commisso (Fiorentina) a 5,6 miliardi e Renzo Rosso (Vicenza) a circa 4,5 miliardi.
Il patrimonio di Hartono vale quindi diverse volte quello dei principali competitor italiani, rendendo il Como un laboratorio unico di investimento paziente e potenzialmente di lungo periodo.
Prospettive future: il Como come piattaforma globale di sport business
La scomparsa di Michael Bambang Hartono apre una nuova fase, ma non mette in discussione la continuità del progetto Como, legato a logiche industriali e di brand più che a operazioni speculative di breve periodo.
La combinazione fra capitale stabile, infrastrutture in crescita e guida tecnica di Cesc Fabregas può trasformare il club in un hub europeo per giovani talenti, contenuti digitali e sinergie con l’ecosistema Djarum–BCA–Polytron–Blibli.
Nel medio termine, il Como appare candidato naturale a rafforzare la propria presenza nelle competizioni UEFA, con potenziali ricadute su attrattività della Serie A, interessi televisivi nel Sud‑Est asiatico e nuovi modelli di partnership commerciali.
FAQ
Chi è oggi il proprietario del Como e quanto è ricco?
Attualmente il Como fa capo a Robert Budi Hartono, la cui ricchezza familiare è stimata in circa 43,8 miliardi di dollari.
Quanto hanno investito gli Hartono nel Como finora?
Gli Hartono hanno investito complessivamente circa 300 milioni di euro, tra rosa, infrastrutture, centro sportivo e ammodernamento dello stadio cittadino.
Perché il Como è considerato un caso unico in Serie A?
Lo è perché dispone della proprietà economicamente più forte del campionato, con patrimonio multiplo rispetto a Friedkin, Saputo, Commisso e Rosso.
Che ruolo ha Cesc Fabregas nel progetto tecnico del Como?
Cesc Fabregas è l’allenatore e riferimento tecnico del progetto, incaricato di valorizzare giovani profili e consolidare il club in Serie A.
Da quali fonti provengono le informazioni su Hartono e sul Como?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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