Guido Crosetto avverte rischio escalation Iran e Medio Oriente, lancia allarme sulla sicurezza internazionale

Italia sull’orlo dell’abisso geopolitico, l’allarme di Guido Crosetto
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha lanciato in Parlamento, tra Camera e Senato, uno dei moniti più duri degli ultimi decenni sul rischio di escalation globale legato alla guerra in Ucraina e al deterioramento dell’ordine internazionale.
Secondo il titolare della Difesa, mai come oggi il sistema di sicurezza euro-atlantico sarebbe “sull’orlo dell’abisso”, anche per le pressioni dei nazionalisti russi sul Cremlino per l’uso di armi nucleari tattiche.
L’intervento, pronunciato a Roma il 5 marzo 2026, tocca tre nodi chiave: il ruolo delle basi statunitensi in Italia, il perimetro della sovranità nazionale e i limiti di azione dell’Unione europea nel tentativo di fermare i conflitti in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente.
In sintesi:
- Guido Crosetto parla di situazione mondiale “sull’orlo dell’abisso” per i conflitti in corso.
- Nazionalisti russi spingono Vladimir Putin verso l’uso di armi nucleari tattiche contro l’Ucraina.
- Le basi Usa in Italia poggiano su accordi Nato settennali, senza nuove concessioni richieste.
- L’Europa, secondo Crosetto, non ha la forza per fermare guerra in Ucraina e Medio Oriente.
Escalation nucleare, basi Usa e limiti della sovranità europea
Nel suo passaggio più duro, Guido Crosetto ha spiegato che da anni “i nazionalisti russi chiedono a Putin di usare contro l’Ucraina la nucleare tattica” e che l’attuale contesto di “caos” potrebbe favorire decisioni estreme che in condizioni normali sarebbero state scartate.
Il ministro descrive così un rischio concreto di slittamento incontrollato del conflitto, con conseguenze dirette sulla sicurezza europea e italiana.
Parlando alla Camera, Crosetto ha poi affrontato il tema delle basi militari statunitensi in Italia, definendole il risultato di scelte strategiche compiute dal Paese “sin dalla metà del secolo scorso” nell’ambito della Nato. Le installazioni Usa, ha ricordato, operano su un “quadro giuridico molto preciso” fondato su accordi internazionali che “da oltre 70 anni” nessun governo ha messo in discussione, ritenendoli un equilibrio accettabile tra cooperazione alleata e sovranità nazionale.
“A oggi non c’è un tema di basi da concedere”, ha puntualizzato il ministro, chiarendo che non sono arrivate richieste formali di nuove infrastrutture o utilizzi straordinari del territorio italiano e ribadendo che “l’Italia non è in guerra e non è stata coinvolta”. Roma, ha aggiunto, mira piuttosto a “gestire e mitigare” in stretto coordinamento con i partner le ricadute di un conflitto “preoccupante e dirompente”.
Europa spettatrice armata e scenari futuri di sicurezza
Sul ruolo del continente, Guido Crosetto ha tracciato un quadro di netta debolezza strategica dell’Unione europea.
“L’Europa è impossibilitata a fermare questa guerra”, ha ammesso, sottolineando che neppure un blocco europeo perfettamente coeso riuscirebbe oggi a convincere Israele o gli Stati Uniti a interrompere i rispettivi fronti di conflitto.
L’Europa, in questa visione, resta una “spettatrice armata”: in grado di gestire sanzioni, sostegni militari e assistenza umanitaria, ma non di imporre cessate il fuoco o compromessi diplomatici vincolanti.
Questa asimmetria di potere apre scenari futuri delicati per l’Italia: dall’eventuale revisione degli accordi sulle basi Nato al rafforzamento dell’autonomia strategica europea, fino all’ipotesi di nuove pressioni militari sul territorio nazionale in caso di ulteriore escalation, inclusa quella nucleare tattica evocata dal ministro.
FAQ
Perché Guido Crosetto parla di “abisso” nella situazione internazionale?
Lo fa perché ritiene che la combinazione guerra in Ucraina, instabilità globale e ipotesi di uso nucleare tattico abbia portato la sicurezza internazionale al livello di rischio più alto degli ultimi decenni.
Le basi militari statunitensi in Italia sono state recentemente ampliate?
No. Le basi Usa in Italia operano su accordi Nato in vigore da oltre 70 anni e, secondo Crosetto, oggi non esistono nuove richieste formali di concessione o ampliamento.
L’Italia è direttamente coinvolta militarmente nella guerra in Ucraina?
No. L’Italia non è parte belligerante: sostiene Kiev in ambito Nato-Ue, ma Crosetto ribadisce che Roma punta soprattutto a contenere e gestire gli effetti del conflitto.
L’Unione europea può imporre la fine dei conflitti a Israele e Stati Uniti?
No. Crosetto sostiene che nessun singolo Paese europeo, né l’Unione nel suo complesso, possiede oggi il peso politico-militare per imporre a Israele o Stati Uniti la fine delle operazioni militari.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento giornalistico?
Questo articolo deriva da una elaborazione autonoma della Redazione su base informativa congiunta di agenzie ufficiali Ansa, Adnkronos, Asca e Agi, opportunamente rielaborate.
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