Guido Bertolaso annuncia dimissioni vicine da Crans Montana e parla di recuperi clinici definiti miracolosi

Migliorano i feriti lombardi dell’incendio di Crans Montana ricoverati al Niguarda
I cinque giovani lombardi feriti nel rogo di Crans Montana, in Svizzera, restano ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, dove le loro condizioni stanno progressivamente migliorando. Lo ha confermato oggi, mercoledì 18 marzo, l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, a margine di un evento presso l’Istituto neurologico Besta.
Secondo l’assessore, due pazienti potrebbero essere dimessi entro una o due settimane, con la prospettiva di trascorrere la Pasqua in famiglia.
Gli altri tre restano invece in un percorso clinico più complesso, che richiederà tempi lunghi di cura e riabilitazione, ma con segnali clinici comunque in miglioramento rispetto ai giorni immediatamente successivi all’incendio.
In sintesi:
- Cinque feriti dell’incendio di Crans Montana sono ancora ricoverati al Niguarda di Milano.
- Due giovani potrebbero rientrare a casa entro una o due settimane, forse per Pasqua.
- Altri tre pazienti affrontano un decorso più lungo, ma con progressi clinici evidenti.
- Bertolaso parla di “piccolo miracolo” per i miglioramenti osservati negli ultimi giorni.
I progressi clinici e il ruolo dell’ospedale Niguarda
L’assessore Guido Bertolaso ha definito i cinque giovani ancora ricoverati come “lo zoccolo duro delle situazioni più critiche”, ricordando come rappresentino i casi più complessi tra i feriti rientrati in Lombardia dopo il rogo di Capodanno a Crans Montana.
Due di loro potrebbero lasciare il Niguarda nell’arco di una o due settimane, mentre per gli altri tre il percorso clinico resta articolato, tra gestione delle ustioni, supporto respiratorio e stabilizzazione generale.
Bertolaso ha sottolineato il lavoro dei team multidisciplinari del Niguarda, parlando apertamente di un “piccolo miracolo” per i progressi registrati in pochi giorni, sia sul piano fisico sia su quello della reattività e dello stato di coscienza.
L’assessore ha spiegato di non aver visto alcuni dei ragazzi per cinque giorni e di averli ritrovati “quasi irriconoscibili”: “Erano aumentati di peso, stavano molto meglio ed erano molto più svegli”.
Il riferimento all’aumento ponderale, dopo la fase acuta in cui spesso prevale il catabolismo, è un indicatore clinico di recupero, così come la maggiore vigilanza neurologica.
La struttura milanese conferma così il proprio ruolo di centro di riferimento per la gestione delle grandi ustioni e delle politraumatologie complesse, in stretta collaborazione con le autorità sanitarie svizzere che hanno gestito la primissima emergenza.
Dalla dimissione alla lunga riabilitazione, il vero banco di prova
Pur riconoscendo i progressi clinici, Guido Bertolaso ha richiamato l’attenzione sulla fase successiva alla dimissione ospedaliera.
Il ritorno a casa non coincide infatti con la fine del percorso di cura: i feriti dovranno affrontare lunghi programmi di riabilitazione fisica, supporto psicologico e rientro graduale alla vita quotidiana e scolastica o lavorativa.
L’assessore ha rimarcato come il sistema sanitario lombardo sia chiamato ad assicurare continuità assistenziale sul territorio, con percorsi personalizzati che tengano conto dell’età dei ragazzi, delle lesioni riportate e dell’impatto emotivo di un evento traumatico come l’incendio di Crans Montana.
FAQ
Quanti feriti dell’incendio di Crans Montana sono ancora ricoverati?
Attualmente sono ricoverati cinque giovani feriti nell’incendio di Crans Montana, tutti seguiti presso l’ospedale Niguarda di Milano con monitoraggio costante.
Quando potrebbero essere dimessi i primi feriti dal Niguarda?
Secondo quanto dichiarato da Guido Bertolaso, due pazienti potrebbero essere dimessi nell’arco di una o due settimane, compatibilmente con l’evoluzione clinica.
Quali miglioramenti clinici sono stati osservati dai medici?
I medici hanno rilevato aumento di peso, maggiore vigilanza e reattività, oltre a un generale miglioramento dei parametri vitali, segnale di uscita dalla fase più critica.
Cosa succede ai feriti dopo la dimissione dall’ospedale Niguarda?
Dopo la dimissione è prevista una lunga riabilitazione multidisciplinare, con fisioterapia, supporto psicologico, follow-up ambulatoriali e programmi personalizzati di reinserimento sociale e lavorativo.
Da quali fonti è stata ricostruita questa notizia sanitaria?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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