Governo rilancia stretta sui social ai minori, nuovo ddl in arrivo mentre monta la protesta dei genitori
Indice dei Contenuti:
Boris Becker analizza il duello Sinner‑Alcaraz e l’età d’oro del tennis italiano
Chi parla è Boris Becker, sei volte campione Slam e Ambassador dei Laureus World Sports Awards. Cosa analizza: il duopolio Jannik Sinner–Carlos Alcaraz, l’esplosione del tennis italiano, i nuovi talenti e i nodi etici dello sport globale.
Dove: in una lunga intervista concessa in esclusiva per l’Italia all’agenzia Adnkronos, alla vigilia della cerimonia Laureus 2024 a Madrid. Quando: in vista della serata del 20 aprile, con Sinner e Alcaraz candidati a “Miglior sportivo dell’anno”.
Perché è rilevante: Becker individua le ragioni strutturali del boom azzurro, definisce i veri rivali per gli Slam, prende posizione su Cio e identità di genere e ribadisce il valore dello sport come linguaggio apolitico.
In sintesi:
- Jannik Sinner è la superstar che ha sbloccato l’“età dell’oro” del tennis italiano.
- Per Becker il vero obiettivo è chiudere l’anno da numero uno, non il ranking intermedio.
- Lorenzo Musetti, Joao Fonseca, Arthur Fils e altri giovani possono entrare nel gotha Slam.
- Becker approva la linea del Cio sulle categorie femminili e difende lo sport “apolitico”.
Perché il tennis italiano vola e come cambia il vertice mondiale
Per Boris Becker, l’epicentro del boom azzurro è chiaro: Jannik Sinner. L’ex n.1 tedesco parla di “vera superstar” capace di trascinare un intero movimento, sulla scia di Matteo Berrettini e prima ancora di Fabio Fognini.
Determinante, per Becker, anche il lavoro della Federtennis: calendario fitto di tornei ATP, WTA e Challenger giocabili quasi tutto l’anno in Italia, costi di viaggio ridotti, clima favorevole soprattutto al Sud e in Sardegna. Un ecosistema che abbassa la barriera economica per i giovani e rende sostenibile la scalata al professionismo.
Sul fronte ranking, Becker vede una corsa a due: Carlos Alcaraz e Sinner. Il tedesco ricorda che l’azzurro ha molti punti da recuperare sulla terra, dopo lo stop della scorsa stagione, mentre lo spagnolo aveva dominato da Montecarlo a fine anno. La priorità, però, non è essere numero uno in primavera: “In definitiva vuoi essere numero uno a novembre”. Sulla terra battuta, Becker concede un lieve vantaggio ad Alcaraz, ma sottolinea che buoni risultati a Montecarlo, Madrid e Roma possono spingere Sinner verso la fine dell’anno in vetta.
Becker promuove convintamente Lorenzo Musetti: lo definisce “artista”, con rovescio a una mano e tennis “meraviglioso da vedere”, potenziale da top 5 se resta sano dopo il grave infortunio alla gamba contro Novak Djokovic a Melbourne. E prevede che il suo stile possa ampliare il pubblico, “soprattutto femminile”.
Nuovi talenti, regole olimpiche e ruolo apolitico dello sport
Becker descrive Carlos Alcaraz come giocatore “affascinante”, carismatico, senza veri punti deboli, ma bisognoso di ispirazione, tipica degli “artisti”. Allo stesso modo rivendica l’importanza delle personalità forti in campo: cita la rivalità con Ivan Lendl, il trio Djokovic‑Nadal‑Federer e, tra le donne, Aryna Sabalenka, esaltando le emozioni visibili come valore aggiunto per chi paga il biglietto o guarda in TV.
Sul proprio futuro, esclude un ritorno da coach full time dopo le esperienze con Novak Djokovic, Alexander Zverev e Holger Rune: oggi privilegia il lavoro nei media e la famiglia, pur restando disponibile per consigli “telefonici” ai giovani, fra cui apprezza molto il brasiliano Joao Fonseca.
Nell’analisi della nuova geografia Slam, Becker ricorda come Sinner e Alcaraz si siano spartiti gli ultimi nove Major. Accanto a loro inserisce Sasha Zverev, ancora vicino al bersaglio, e mantiene in una categoria a parte Novak Djokovic, forte dei 24 Slam vinti. Tra i prospetti, indica in Arthur Fils e nell’americano Lerner Tien – guidato da Michael Chang – potenziali futuri contendenti, se sapranno emergere non solo in allenamento o nei quarti, ma soprattutto nelle semifinali Slam.
Sul piano regolamentare, Becker sostiene la scelta del Comitato Olimpico Internazionale di limitare le gare femminili alle donne biologiche: “Mi piace la decisione”, afferma, per evitare vantaggi fisici derivanti da transizioni da uomo a donna. Non cita casi specifici, ma parla di “zone grigie” alle scorse Olimpiadi.
Infine, in un contesto geopolitico “molto caotico”, ribadisce la centralità dello sport come spazio apolitico: gli atleti, sostiene, non devono essere ritenuti responsabili delle scelte dei propri governi. Proprio questa neutralità, secondo Becker, resta la vera forza unificante dei Laureus Awards e dello sport globale.
FAQ
Perché Boris Becker considera Jannik Sinner una superstar decisiva per l’Italia?
Becker ritiene Sinner la “vera superstar” capace di trainare tutto il movimento, aumentare interesse mediatico e pubblico, sbloccando così l’intera filiera del tennis italiano.
Qual è l’obiettivo principale di Sinner e Alcaraz secondo Becker?
Per Becker l’obiettivo chiave non è la vetta momentanea ATP, ma chiudere la stagione a novembre da numero uno del mondo.
Che ruolo ha avuto la Federtennis nel boom del tennis italiano?
Secondo Becker la Federazione ha creato un calendario ricco in Italia, con tanti tornei ATP, WTA e Challenger riducendo costi di viaggio per i giovani.
Quali giovani emergenti Becker vede come potenziali vincitori di Slam?
Becker cita Arthur Fils, Joao Fonseca e Lerner Tien, ritenendoli talenti capaci in futuro di competere con Sinner e Alcaraz per i Major.
Quali sono le fonti originali utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

