Garlasco nuova ricostruzione pm sull’omicidio Poggi: aggressione, colpi sulle scale e gesti dopo il delitto
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Delitto di Garlasco, nuova ricostruzione accusa Andrea Sempio
I pm di Pavia e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano attribuiscono ad Andrea Sempio l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco.
Secondo la nuova informativa, Sempio – amico del fratello della vittima – sarebbe stato l’unico presente in casa dopo le 9.12, momento in cui l’allarme venne disinserito.
L’ipotesi d’accusa ribalta la dinamica cristallizzata nelle sentenze che hanno condannato in via definitiva Alberto Stasi a 16 anni. La Procura ha chiuso le indagini e notificato l’atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio, fondando il nuovo impianto accusatorio su intercettazioni, analisi antropometriche e rivalutazione delle tracce ematiche sui luoghi del delitto.
In sintesi:
- Nuova indagine su Garlasco indica Andrea Sempio come presunto responsabile dell’omicidio Poggi.
- Ricostruita una diversa dinamica dell’aggressione, con colpi finali sulle scale del seminterrato.
- Rivalutati impronte, sangue e compatibilità delle calzature rispetto alla precedente condanna di Stasi.
- In vista la richiesta di rinvio a giudizio, decisione finale affidata al Gup.
La nuova dinamica del delitto e le prove rilette dagli inquirenti
Per i magistrati il movente sarebbe il rifiuto di Chiara alle presunte avance di Sempio, ipotesi che troverebbe riscontro nei suoi soliloqui intercettati, tramite “cimice”, nella sua auto il 14 aprile scorso.
L’aggressione inizierebbe in soggiorno, a mani nude, vicino ai divani: tre goccioline di sangue indicano, secondo l’accusa, un primo colpo – forse uno schiaffo – al volto.
Chiara avrebbe tentato la fuga verso la porta d’ingresso, venendo raggiunta e colpita ripetutamente alla testa con un’arma compatibile, per la consulente Cristina Cattaneo, con il martello a “coda di rondine” scomparso da casa Poggi. Qui rimarrebbe l’impronta insanguinata di una mano sinistra sull pavimento.
L’assalitore avrebbe quindi afferrato la vittima per le caviglie, trascinandola verso il mobile con il telefono e colpendola ancora, fino a condurla davanti alle scale della cantina.
Al contrario di quanto stabilito nelle precedenti sentenze, per i pm il killer avrebbe percorso i primi gradini e inferto gli ultimi colpi mentre il corpo giaceva disteso sulla scala, per poi risalire.
L’ormai nota impronta 33 e una macchia sulla soglia delle scale – interpretata come impronta di tacco – suggerirebbero, secondo l’accusa, una posizione in equilibrio precario, con appoggio della mano al muro per osservare la scena.
Successivamente l’assassino sarebbe entrato in bagno solo per specchiarsi, senza lavarsi, come indicherebbe il tappetino sporco con i “pallini” della suola.
Per la Procura, la vera pulizia sarebbe avvenuta nel lavabo della cucina, mai analizzato all’epoca: il luminol aveva evidenziato impronte dirette verso la stanza, interrotte in corrispondenza di un tappetino poi rinvenuto arrotolato, oltre a una gocciolina di sangue sull’anta di un mobile.
Qui la lettura è opposta alle sentenze definitive, che individuavano nel bagno il luogo in cui il killer si era lavato, collegando due impronte sul dispenser portasapone a Alberto Stasi e attribuendo a lui anche l’impronta della scarpa “a pallini” sul tappetino, compatibile col suo numero di piede.
Nuove prove antropometriche della dottoressa Cattaneo indicherebbero però la compatibilità del piede di Sempio con calzature numero 42-43, riaprendo il tema delle misure considerate incompatibili in passato.
Quanto alla fuga, gli investigatori ritengono che Sempio si sia allontanato percorrendo il canale dietro la villetta e poi strade laterali poco frequentate, fino alla casa della nonna, a poche centinaia di metri.
In questa versione, l’uomo non sarebbe mai andato a Vigavano e lo scontrino del parcheggio esibito un anno dopo non costituirebbe un alibi solido.
La chiusura delle indagini prelude alla formale richiesta di rinvio a giudizio.
Spetterà al Gup stabilire se il complesso di nuovi indizi, in contrasto con un verdetto già passato in giudicato, sia sufficiente per aprire un ulteriore processo sul caso simbolo del delitto di Garlasco.
Prospettive processuali e implicazioni per il caso Garlasco
La nuova impostazione accusatoria riapre un dossier giudiziario considerato chiuso dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi, ponendo al centro il tema della revisione delle prove scientifiche e della tenuta delle ricostruzioni processuali nel tempo.
Se il Gup accoglierà la richiesta di rinvio a giudizio, il procedimento contro Andrea Sempio potrebbe portare a un confronto serrato tra vecchie e nuove perizie su impronte, sangue, compatibilità delle calzature e dinamica dei movimenti all’interno della villetta di via Pascoli.
Sul piano mediatico e sociale, un eventuale nuovo processo rimetterebbe al centro la ricerca di una verità processuale definitiva su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi vent’anni, con rilevanti riflessi sulla fiducia pubblica nelle indagini originarie e nelle decisioni già pronunciate.
FAQ
Chi è oggi il principale indagato per il delitto di Garlasco?
Attualmente la Procura di Pavia indica Andrea Sempio come presunto responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, chiedendone il rinvio a giudizio.
Cosa cambia rispetto alla condanna definitiva di Alberto Stasi?
Cambia la dinamica dell’aggressione, il ruolo delle impronte e la compatibilità delle scarpe, con nuovi elementi tecnici che contraddicono il precedente impianto probatorio.
Qual è il presunto movente attribuito ad Andrea Sempio?
Secondo i pm, il movente sarebbe il rifiuto di Chiara Poggi alle presunte avance di Sempio, emergenti da intercettazioni ambientali successive.
Perché il lavabo della cucina è diventato centrale nelle nuove indagini?
Perché sarebbe stato usato per ripulirsi dopo il delitto, con tracce di sangue e impronte individuate dal luminol, mai valorizzate prima.
Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.



