Garlasco, il nuovo quadro sugli indizi contro Andrea Sempio e le prove decisive per condannare Alberto Stasi
Indice dei Contenuti:
Garlasco, nuovo indagato e dubbi sulla condanna definitiva di Alberto Stasi
La Procura di Pavia ha chiuso le indagini per omicidio aggravato contro Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, riaprendo il caso del delitto di Garlasco del 13 agosto 2007.
Le nuove risultanze investigative, emerse tra 2016 e 2025, mettono in discussione la sentenza definitiva del 2015 con cui la Cassazione ha condannato a 16 anni Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi.
L’indagine odierna si concentra su Dna, impronte e intercettazioni che la Procura ritiene riconducibili a Sempio, suggerendo un possibile movente sessuale mai chiarito per Stasi.
Ora spetta alla Procura Generale di Milano valutare se questi elementi possano aprire la strada a una revisione del processo, con ricadute profonde sulla credibilità dell’intero impianto accusatorio costruito in quasi vent’anni di inchieste e processi.
In sintesi:
- Nuove indagini su Andrea Sempio riaprono i dubbi sulla condanna definitiva di Alberto Stasi.
- Dna sottoungueale, impronta “33” e intercettazioni in auto al centro del nuovo fascicolo.
- Sette indizi contro Stasi rimessi in discussione dalla Procura Generale di Milano.
- Eventuale revisione affidata alla procuratrice generale Francesca Nanni, protagonista del caso Zuncheddu.
Dal giudicato su Stasi al nuovo scenario accusatorio su Andrea Sempio
Nel 2015 la Cassazione definì “gravi e precisi” gli indizi contro Alberto Stasi, pur in assenza di un movente limpido.
Il suo alibi presentava un vuoto tra le 9:12 e le 9:35 del 13 agosto 2007; il racconto del ritrovamento del corpo di Chiara Poggi fu giudicato “illogico e falso”, anche per l’assenza di sangue su scarpe e tappetini dell’auto, ritenuta statisticamente quasi impossibile.
Il mosaico accusatorio comprendeva inoltre il Dna di Chiara sui pedali della bicicletta “Umberto Dei” di famiglia, le impronte di Stasi sul dispenser del sapone in bagno e la compatibilità della taglia 42 con l’impronta di suola insanguinata.
La telefonata al 118, con il distacco emotivo e l’errore sul civico (“29” invece di “8”), fu letta come tentativo di costruire un alibi più che come reazione di uno scopritore.
Parallelamente, l’attenzione giudiziaria si è spostata su Andrea Sempio, già indagato e archiviato nel 2016, vicenda su cui pende un’inchiesta a Brescia per presunta corruzione dell’allora procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, accusato di aver favorito quell’archiviazione dietro un presunto pagamento.
Dna, impronta 33 e revisione: il nuovo bivio giudiziario sul caso Garlasco
Le nuove indagini su Andrea Sempio ruotano attorno al Dna della linea paterna Sempio trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, indizio compatibile con una colluttazione che escluderebbe Stasi.
Determinante anche la cosiddetta “impronta 33”, traccia palmare sulle scale verso la cantina, attribuita dagli inquirenti al 38enne, che frequentava la villetta di via Pascoli per giocare ai videogiochi con Marco Poggi.
Secondo la Procura di Pavia, il movente sarebbe un approccio sessuale respinto, collegato a un’ossessione di Sempio per presunti video intimi di Chiara e Stasi visionati sul computer di casa Poggi. Le intercettazioni ambientali del 2025, registrate in auto, lo ritraggono mentre parla da solo, imitando la voce di Chiara e ricordando un rifiuto: “Non ci voglio parlare con te”.
La difesa replica sostenendo che commentasse un podcast, ridimensionando il valore autoaccusatorio dei dialoghi.
Nuove consulenze medico-legali spostano inoltre l’orario della morte tra le 10:30 e le 12:00, mettendo in crisi l’alibi fondato sullo scontrino del parcheggio di Vigevano, già oggetto di dubbi per modalità e tempi di consegna agli inquirenti.
Possibile revisione del processo Stasi e impatto sulla fiducia nella giustizia
Il fascicolo su una possibile revisione della condanna di Alberto Stasi è ora nelle mani della Procura Generale di Milano.
A decidere se chiedere la revisione sarà la procuratrice generale Francesca Nanni, che nel 2019 ha firmato la richiesta di revisione per Beniamino Zuncheddu, poi assolto dopo oltre trent’anni per la strage di Sinnai.
Affinché il processo Stasi possa essere riaperto, le nuove prove – Dna, impronta palmare, intercettazioni, cronologia del delitto – dovranno essere riconosciute come elementi realmente nuovi e idonei a demolire i sette indizi che sorreggono il giudicato.
La chiusura delle indagini su Andrea Sempio apre così un capitolo cruciale: o confermerà la solidità della sentenza contro Stasi, o imporrà di riscrivere uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi vent’anni, con ricadute profonde sulla percezione di affidabilità dell’intero sistema investigativo e processuale italiano.
FAQ
Chi è oggi formalmente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi?
Attualmente è formalmente indagato Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, con contestazione di omicidio aggravato da crudeltà e motivi abietti.
Cosa potrebbe portare alla revisione della condanna di Alberto Stasi?
Potrebbe portare alla revisione il riconoscimento, da parte della Procura Generale di Milano, di nuove prove decisive che rendano insostenibili i sette indizi della condanna.
Qual è il ruolo del Dna nelle nuove indagini su Andrea Sempio?
È centrale il Dna maschile della linea paterna Sempio trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, compatibile con una violenta colluttazione.
Chi deciderà se chiedere la revisione del processo Stasi?
Deciderà la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, valutando la forza probatoria degli atti trasmessi dalla Procura di Pavia.
Da quali fonti provengono le informazioni rielaborate in questo articolo?
Provengono da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



