Garlasco, nuova perizia sul microonde riapre gli interrogativi sull’omicidio di Chiara Poggi
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Garlasco, nuova luce sulla “traccia 61” nel caso Chiara Poggi
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, riemerge al centro del dibattito la misteriosa “traccia 61”, una goccia di sangue rinvenuta in cucina sotto il mobile del microonde. Gli approfondimenti tecnici richiesti dalla famiglia Poggi e le nuove letture delle perizie storiche suggeriscono un possibile legame diretto tra questa traccia e i movimenti dell’assassino subito dopo il delitto, avvenuto nell’agosto 2007 in Lombardia.
La goccia, lontana dalla principale scena del crimine tra soggiorno e scale, potrebbe documentare uno spostamento mirato in cucina per occultare o gestire l’arma del delitto.
Le analisi di Bloodstain Pattern Analysis e le dichiarazioni dei consulenti confermano che il sangue è attribuibile solo a Chiara, senza profili genetici misti, rafforzando le ipotesi accusatorie già cristallizzate nella condanna definitiva di Alberto Stasi.
In sintesi:
- La “traccia 61” è una goccia di sangue trovata in cucina sotto il microonde.
- Secondo le nuove letture peritali, indica movimenti dell’assassino dopo l’omicidio.
- Per il consulente Marzio Capra, l’assassino cercò un sacchetto per l’arma.
- Il Ris ha attribuito la traccia al solo profilo genetico di Chiara Poggi.
La “traccia 61” e le ipotesi sui movimenti dell’assassino
La “traccia 61” venne repertata nel 2007 in cucina, sotto il mobile del microonde, in una zona distante da scale e soggiorno, dove fu rinvenuto il corpo di Chiara Poggi. Già allora, le analisi di Bloodstain Pattern Analysis dei carabinieri indicarono che la goccia fosse compatibile con uno spostamento successivo al colpo mortale.
Oggi il consulente della famiglia, Marzio Capra, rilancia quella lettura, ipotizzando che l’assassino si sia diretto in cucina per cercare un sacchetto con cui avvolgere l’arma del delitto. In questa fase, una minima quantità di sangue si sarebbe staccata dall’arma ancora impugnata, depositandosi sotto il microonde.
Questa dinamica combacia con la ricostruzione già contenuta nella sentenza di condanna di Alberto Stasi, secondo cui l’aggressore avrebbe compiuto movimenti tra bagno e cucina prima di uscire dall’abitazione di Garlasco, nel tentativo di gestire tracce compromettenti e oggetti utilizzati nell’azione omicidiaria.
Il consulente Dario Redaelli ha ribadito che i tecnici del Ris identificarono sulla “traccia 61” un unico profilo genetico, quello di Chiara Poggi, escludendo una traccia mista o contaminata.
La goccia, quindi, non rimanda a un contatto diretto tra vittima e terzi in cucina, ma a un trasferimento passivo del sangue tramite l’arma o indumenti dell’aggressore.
Questo dettaglio assume valore nella lettura complessiva della scena: se la traccia è collocata in una fase post‑aggressione, rafforza la tesi di movimenti mirati dell’assassino all’interno della casa dopo i colpi inferti nel soggiorno, in linea con il quadro accusatorio cristallizzato nei processi sul caso Garlasco.
Perché la traccia 61 pesa ancora sul futuro del caso Garlasco
La rinnovata attenzione sulla “traccia 61” dimostra come, nel caso Garlasco, anche un singolo reperto possa continuare a incidere sulla percezione pubblica della vicenda.
Sul piano giudiziario, la condanna definitiva di Alberto Stasi rimane ferma; tuttavia, la discussione scientifica sui movimenti interni all’abitazione contribuisce a consolidare o mettere in tensione le certezze maturate in aula.
Le ricostruzioni forensi, se meglio comunicate e contestualizzate, potranno orientare futuri approfondimenti mediatici e, soprattutto, una riflessione più ampia sull’uso della Bloodstain Pattern Analysis nei grandi casi giudiziari italiani, dove ogni microtraccia può diventare elemento chiave di verità.
FAQ
Cosa indica la “traccia 61” nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi?
La “traccia 61” indica verosimilmente uno spostamento dell’assassino in cucina dopo l’aggressione, documentato da una singola goccia di sangue della vittima.
Dove è stata trovata esattamente la traccia 61 nella casa di Garlasco?
La traccia 61 è stata trovata in cucina, sotto il mobile del microonde, in un’area distante da scale e soggiorno.
La traccia 61 contiene il DNA di persone diverse da Chiara Poggi?
No, secondo le analisi del Ris la traccia 61 presenta un solo profilo genetico, attribuito esclusivamente a Chiara Poggi.
In che modo la Bloodstain Pattern Analysis è stata utilizzata nel caso Garlasco?
È stata utilizzata per ricostruire direzione, dinamica e tempi dei movimenti dell’assassino, interpretando posizione e forma delle tracce ematiche sulla scena del crimine.
Quali sono le principali fonti utilizzate per questo articolo sul caso Garlasco?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

