Garlasco, nuova perizia dei Ris ricostruisce l’omicidio Poggi: assalita sulle scale, assassino senza complici
Nuove analisi sul delitto di Garlasco rimettono a fuoco scena e tempi
Chi è al centro delle nuove verifiche? La vittima, Chiara Poggi, il condannato Alberto Stasi e l’indagato Andrea Sempio. Cosa emerge? Una rilettura tecnico-scientifica della scena del crimine di Garlasco con tecnologie oggi avanzate. Dove? Nella villetta di via Pascoli, ricostruita digitalmente dai Ris di Cagliari per la Procura di Pavia. Quando? A quasi vent’anni dai fatti, sulla base di nuove perizie biologiche e tridimensionali. Perché? Per verificare coerenza della verità processuale, arma ipotizzata, numero di aggressori e fascia oraria dell’omicidio.
In sintesi:
- Il modello 3D della villetta conferma l’azione di un solo aggressore.
- Le ferite di Chiara Poggi sono compatibili con un martello da lavoro mai ritrovato.
- Possibile colpo finale inferto quando la vittima era già sulle scale della cantina.
- Lo “slittamento” dell’ora del decesso potrebbe incidere su alibi e ricostruzioni.
Secondo le indiscrezioni divulgate da Prima Pavia, l’intera abitazione di via Pascoli è stata trasformata in un “gemello digitale” tramite rilievi millimetrici e modellazione tridimensionale.
Le centinaia di fotografie scattate nel 2007 sono state rianalizzate con i criteri aggiornati della Blood Pattern Analysis, disciplina oggi molto più raffinata.
Le nuove valutazioni, affidate ai Ris di Cagliari, hanno così consentito una rilettura integrale delle tracce ematiche, delle posizioni degli oggetti e dei percorsi compatibili con l’aggressore.
La distribuzione delle macchie di sangue, spiegano le fonti, converge su un punto chiave: sulla scena avrebbe agito un unico killer, senza evidenze compatibili con dinamiche multi-aggressore.
Questo dato tecnicamente rafforza l’impianto della condanna definitiva di Alberto Stasi, fissando il perimetro di un solo esecutore materiale.
Restano però aperti margini di discussione su posizione, movimenti e tempi dell’azione, centrali per ogni valutazione sulla posizione processuale di Andrea Sempio.
Arma compatibile, dinamica sulle scale e variabile temporale
Un capitolo cruciale delle nuove perizie riguarda l’arma del delitto. L’esame combinato delle lesioni – alcune nette, altre da impatto contusivo – viene giudicato coerente con un martello da lavoro dotato di testa e penna, dunque con due superfici d’offesa differenti.
Questo elemento riporta l’attenzione sull’attrezzo che, secondo gli atti, risultò scomparso dall’abitazione della famiglia Poggi dopo l’omicidio e non è mai stato recuperato, lasciando irrisolto un vuoto probatorio essenziale.
La compatibilità lesionale non equivale a identificazione certa, ma indirizza con maggiore precisione il tipo di oggetto ricercato in eventuali verifiche integrative.
La novità più sensibile riguarda tuttavia gli attimi finali dell’aggressione. La rilettura tridimensionale delle macchie di sangue sulle pareti e lungo la rampa suggerisce che Chiara Poggi possa aver ricevuto un colpo conclusivo mentre era già sulle scale che portano alla cantina.
Questo quadro si discosta, almeno in parte, dalla ricostruzione processuale che concentrava i colpi prima della caduta, con una dinamica più lineare tra aggressione e rovinosa discesa lungo la scala.
Gli analisti evidenziano però un “vuoto logico”: le tracce collocano l’aggressore nella parte alta della scala, ipotizzando un colpo sferrato dall’alto senza discesa sui gradini, oppure un’alterazione della scena per effetto del massiccio deflusso ematico che potrebbe aver cancellato impronte cruciali.
La perizia medico-legale della dottoressa Cristina Cattaneo aggiunge un ulteriore livello: la questione temporale. L’incrocio tra dati biologici, condizioni ambientali e parametri tanatologici indicherebbe un possibile slittamento della finestra oraria dell’omicidio rispetto a quanto ipotizzato nelle prime indagini.
Anche uno scostamento contenuto dell’ora del decesso può incidere in modo significativo sulla valutazione degli alibi, sull’interpretazione delle celle telefoniche e sulla coerenza degli spostamenti attribuiti a Alberto Stasi e ad altri soggetti vicini alla vittima.
Su questo fronte, gli inquirenti dovranno ora verificare se i nuovi intervalli temporali siano compatibili, o meno, con le precedenti ricostruzioni giudiziarie.
Quali scenari si aprono dopo le nuove perizie tecniche
Le risultanze emerse non azzerano le sentenze passate in giudicato, ma introducono elementi tecnici che la Procura di Pavia non potrà ignorare, specie in rapporto alla posizione di Andrea Sempio e all’eventuale percorribilità di ulteriori atti di indagine.
La conferma dell’azione solitaria del killer convive con domande aperte su tempi e micro-dinamica dell’agguato, che potrebbero produrre richieste di approfondimenti integrativi o nuove istanze difensive.
Nei prossimi mesi l’attenzione si concentrerà sulla formalizzazione delle conclusioni peritali e sull’eventuale impatto processuale, in un caso che continua a rappresentare, per complessità mediatica e tecnica, un banco di prova per l’evoluzione delle scienze forensi applicate alle “cold case” italiane.
FAQ
Cosa hanno stabilito i nuovi rilievi dei Ris di Cagliari?
Hanno indicato in modo concorde la presenza di un solo aggressore, ricostruito tramite modello 3D e analisi avanzata delle macchie di sangue.
Il nuovo orario stimato della morte cambia gli alibi?
Sì, potrebbe farlo: uno spostamento anche di pochi minuti impone di rivalutare alibi, celle telefoniche e movimenti già considerati compatibili.
L’arma del delitto di Garlasco è stata finalmente trovata?
No, l’arma non è stata trovata, ma le ferite risultano compatibili con un martello da lavoro con testa e penna distinti.
Le nuove perizie possono portare alla riapertura del processo?
Potenzialmente sì, ma solo se ritenute “nuove prove” decisive, valutate dalla magistratura nell’ambito degli strumenti straordinari previsti.
Quali sono le fonti alla base di questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta di dati provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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