Garlasco inchiesta televisiva, la nuova consulenza di Infante rilancia l’ipotesi di complessa contaminazione del DNA

Garlasco, nuova perizia Cattaneo riapre il dibattito sul delitto Poggi
Nel talk di Rai 2 “Ore 14” di lunedì 23 marzo 2026, condotto da Milo Infante, è stato analizzato l’impatto della nuova consulenza della professoressa Cristina Cattaneo sul delitto di Garlasco.
La perizia, disposta dalla Procura di Pavia, riguarda la dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi, l’orario della morte, le lesioni e le possibili armi.
Le indiscrezioni, anticipate dal Tg1, potrebbero modificare la ricostruzione giudiziaria che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
In studio, criminologi e giornalisti hanno discusso perché l’analisi delle ecchimosi, dei lividi e dell’eventuale DNA sotto le unghie della vittima potrebbe spostare l’orario del delitto e incidere sulla posizione processuale sia di Stasi sia dell’attuale indagato Andrea Sempio.
Il confronto tra esperti mette ora al centro una domanda cruciale: la nuova perizia può davvero cambiare, a distanza di anni, lo scenario giudiziario del caso Poggi?
In sintesi:
- La consulenza di Cristina Cattaneo potrebbe spostare l’orario della morte di Chiara Poggi.
- Le nuove letture delle lesioni ipotizzano una colluttazione e più fasi nell’omicidio.
- Un diverso orario del delitto potrebbe escludere Alberto Stasi dalla scena del crimine.
- Il ruolo dell’aplotipo Y e del DNA sotto le unghie resta decisivo per gli investigatori.
Nuove ipotesi su tempi, dinamica e responsabilità del delitto di Garlasco
Secondo le indiscrezioni, la professoressa Cattaneo avrebbe individuato ecchimosi e lividi compatibili con una difesa attiva di Chiara Poggi.
Ciò contrasta con la precedente ricostruzione “fulminea”, concentrata nei 23 minuti in cui Alberto Stasi era senza alibi.
L’omicidio emergerebbe come azione in più fasi: tra piano terra, scala e area della cantina, con una possibile pausa dell’aggressore sulle scale prima del colpo fatale, forse inferto con uno strumento contundente simile a un martello.
Milo Infante sottolinea come lo spostamento dell’ora del decesso oltre le 9.30 collocherebbe Stasi al computer, impegnato sulla tesi, come attestato dai rilievi informatici.
La criminologa Flaminia Bolzan invita alla prudenza: le lesioni indicano che la vittima era viva quando sono state prodotte, ma solo la lettura integrale della perizia consentirà di stabilire se siano frutto di colluttazione o di caduta lungo la scala. Fondamentale il tema dell’aplotipo Y e del DNA sotto le unghie: per Bolzan, se confermato, implica un contatto diretto con l’aggressore.
Il giornalista Piero Colaprico, che è entrato nella casa di Garlasco, propone una versione diversa: molte lesioni potrebbero derivare dallo scivolamento del corpo sui gradini, dopo un colpo alla soglia della cantina.
Descrive un impatto iniziale, un grande ematoma sul quarto gradino e una successiva progressiva discesa fino al nono.
Infante ribatte che la scala è ripida e che le escoriazioni sotto le ascelle suggeriscono un sollevamento del corpo, forse con guanti da lavoro.
Viene ipotizzata una sequenza articolata: incontro, discussione, eventuale aggressione a mani nude, poi uso di un oggetto mai identificato.
Se confermata una lotta prolungata, la finestra temporale dell’omicidio si amplierebbe, indebolendo l’ipotesi di un assassino che arriva già armato e agisce in pochi minuti, e aprendo a scenari alternativi che potrebbero incidere anche sulla posizione di Andrea Sempio, tuttora indagato per concorso in omicidio.
Cosa può cambiare ora per il caso Poggi e per gli imputati
L’attesa pubblicazione integrale della consulenza di Cristina Cattaneo rappresenta un passaggio potenzialmente decisivo per il caso di Garlasco.
Uno spostamento ufficiale dell’orario della morte e una qualificazione più precisa delle lesioni potrebbero sollecitare nuove iniziative difensive per Alberto Stasi, in carcere da oltre dieci anni, e ridefinire l’attenzione investigativa su Andrea Sempio.
La presenza di escoriazioni, ematomi multipli e segni compatibili con un sollevamento del corpo suggerisce un’aggressione complessa, lontana da una dinamica “istantanea”.
Per questo, il vero terreno decisivo diventerà la capacità degli inquirenti e dei consulenti di collegare in modo coerente anatomia delle lesioni, cronologia dei movimenti, tracce genetiche e alibi documentati, nella prospettiva, non semplice, di conciliare verità giudiziaria e verità storica.
FAQ
Chi è Cristina Cattaneo e quale ruolo ha nel caso Garlasco?
La professoressa Cristina Cattaneo è una nota anatomopatologa forense, incaricata dalla Procura di Pavia di riesaminare dinamica, lesioni e tempi dell’omicidio di Chiara Poggi.
Perché l’orario della morte di Chiara Poggi è così importante?
L’orario della morte è cruciale perché determina la compatibilità con gli alibi. Se il decesso avvenisse oltre le 9.30, le evidenze informatiche collocherebbero Alberto Stasi al computer, ridimensionandone il possibile coinvolgimento.
Cosa indica il DNA o l’aplotipo Y sotto le unghie di Chiara?
La presenza di DNA o aplotipo Y sotto le unghie indicherebbe verosimilmente un contatto diretto con l’aggressore durante una colluttazione, rafforzando l’ipotesi di una difesa attiva della vittima.
Le nuove analisi possono portare a un nuovo processo per il delitto?
Sì, in teoria. Eventuali elementi realmente nuovi, decisivi e non valutati nei precedenti gradi di giudizio potrebbero consentire richieste di revisione, ma la decisione spetta ai giudici competenti.
Quali sono le fonti originarie delle informazioni su questo caso?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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