Garlasco, il fazzoletto svela la verità sulla finestra temporale di Alberto Stasi e l’arrivo a casa Poggi
Indice dei Contenuti:
Nuovi indizi sul caso Garlasco
Garlasco torna al centro del dibattito televisivo con elementi che riaccendono l’attenzione sul delitto di Chiara Poggi. Nella puntata odierna di Mattino Cinque, il focus è stato su un indizio rimasto ai margini delle indagini e sulla cosiddetta “finestra temporale” in cui avrebbe agito Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015. L’obiettivo: verificare se ricostruzioni, tempi e movimenti siano compatibili con gli atti e con le perizie già note.
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In collegamento il genetista forense Matteo Fabbri ha segnalato un elemento trascurato sulla scena del crimine, mentre in studio l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Stasi, ha richiamato la differenza tra accertamenti inclusi ed esclusi nel perimetro investigativo. La trasmissione ha inoltre aggiornato la cronologia dei minuti chiave della mattina del 13 agosto 2007, riposizionando i tempi utili all’azione contestata.
L’inviato Emanuele Canta ha ricostruito il tragitto in bici attribuito a Stasi, confrontandolo con la perizia del 2009: 1,7 chilometri in circa sette minuti, dato in linea con le risultanze tecniche. Alla luce dell’orario di disattivazione dell’allarme dell’abitazione di via Pascoli, la disponibilità temporale si riduce, imponendo una verifica stringente su accessi, azioni e attività digitali attribuite all’imputato.
Il fazzoletto mai analizzato sulla scena
Sul tavolo della cucina dell’abitazione di via Pascoli era presente un fazzoletto, accanto a piccoli frammenti cartacei, mai sottoposto ad accertamenti scientifici. Il genetista forense Matteo Fabbri, intervenuto a Mattino Cinque, ha evidenziato come l’assenza di analisi su quel reperto e sui “pallini” di carta abbia lasciato un vuoto informativo potenzialmente rilevante. La mancata tipizzazione genetica e l’omissione di rilievi microtracciologici impediscono di stabilire se quel materiale potesse collegarsi alla vittima, a Alberto Stasi o a terzi.
In studio l’avvocato Antonio De Rensis ha ricordato che nella fase investigativa alcune verifiche vengono selezionate e altre scartate, precisando che eventuali risultati avrebbero potuto aggiungere contesto all’impianto probatorio. L’indizio, se valutato all’epoca con protocolli di repertazione e conservazione idonei, avrebbe consentito comparazioni del profilo genetico e analisi di fibre, saliva o impronte latenti, oggi non praticabili per ragioni tecniche e di catena di custodia.
La presenza del fazzoletto non catalogato solleva interrogativi sull’esaustività dei rilievi di scena e sull’impatto che un’analisi completa dei microreperti avrebbe avuto sulla ricostruzione degli eventi. La discussione televisiva, senza introdurre nuovi atti, rimette al centro metodologie, priorità investigative e qualità della documentazione fotografica e inventariale della scena del crimine.
La finestra temporale e il percorso in bici di Stasi
L’attenzione si concentra sui 23 minuti compresi tra la disattivazione dell’allarme di via Pascoli alle 9:12 e le 9:35, arco entro cui si colloca l’azione attribuita ad Alberto Stasi. L’inviato Emanuele Canta ha ricalcato il tragitto in bicicletta dalla casa di Stasi alla villetta di Garlasco, misurando 1,7 km coperti in circa sette minuti, dati coerenti con la perizia del 2009. Ne discende che la quota residua per ingresso, interazione in abitazione e rientro si riduce sensibilmente.
All’interno di questa finestra, vanno sottratti i tempi tecnici per accedere all’immobile e per l’accensione/uso del pc, variabili che comprimono ulteriormente i margini operativi. La scansione cronometrica proposta in tv non introduce nuovi atti, ma verifica la compatibilità tra distanze reali, velocità in bici e orari documentati, stressando la tenuta della timeline.
L’ipotesi ricostruttiva mantiene allineati i sette minuti di percorrenza andata con i sette di ritorno, lasciando uno spazio utile estremamente ristretto per il resto delle azioni contestate. La coerenza tra sopralluogo televisivo e riscontri tecnici storici rafforza l’esigenza di una lettura rigorosa dei log orari, crocevia decisivo per comprendere quando Stasi sarebbe effettivamente arrivato a casa Poggi e quando se ne sarebbe allontanato.
FAQ
- Qual è la durata della finestra temporale analizzata?
Circa 23 minuti, dalle 9:12 alle 9:35. - Che distanza separa l’abitazione di Stasi da via Pascoli?
Circa 1,7 chilometri. - Quanto tempo è stato stimato per il tragitto in bici?
Sette minuti per l’andata, in linea con la perizia del 2009. - Quali elementi comprimono ulteriormente i tempi?
L’accesso all’abitazione e l’accensione/uso del computer. - Chi ha verificato il percorso su strada?
L’inviato Emanuele Canta durante la trasmissione Mattino Cinque. - La ricostruzione introduce nuovi atti d’indagine?
No, verifica compatibilità tra dati noti, distanze e orari. - Qual è la fonte giornalistica citata in tv?
Mattino Cinque su Canale 5, come riportato nel servizio dedicato.




