Garante privacy sanziona Aldilapp per utilizzo illecito di immagini dei defunti nell’app di simulazione

Sanzione ad Aldilapp, l’app dei defunti digitali finisce nel mirino privacy
L’app Aldilapp, che consentiva di dialogare con “avatar digitali” di persone defunte tramite Intelligenza Artificiale, è stata sanzionata dal Garante per la Protezione dei Dati Personali. Il provvedimento, adottato in Italia nelle scorse settimane, riguarda la gestione dei dati personali utilizzati per creare questi profili post-mortem. Le contestazioni toccano trasparenza, liceità dei trattamenti e tutela dei soggetti coinvolti, inclusi i defunti e i loro familiari. Il caso diventa un precedente rilevante nel dibattito europeo su memoria digitale, consenso e identità post-mortem, in un momento in cui l’IA sta ridefinendo il rapporto tra vita, morte e tracce digitali lasciate online.
In sintesi:
- Sanzione del Garante privacy italiano contro l’app di IA commemorativa Aldilapp.
- Criticità su trasparenza, consenso e gestione dei dati di persone defunte.
- Il caso apre un fronte delicato su identità digitale post-mortem in Europa.
- Richiesto adeguamento rigoroso al Regolamento europeo sulla protezione dei dati.
Aldilapp si era distinta per una funzione estremamente sensibile: creare un profilo digitale di una persona defunta combinando messaggi, audio, video e altri contenuti del passato, per generare risposte simulate via IA. In pratica, l’utente poteva continuare a “parlare” con una versione virtuale del proprio caro scomparso.
Questa promessa tecnologica, forte anche dal punto di vista emotivo, ha però sollevato interrogativi incisivi sulla privacy, sull’uso di dati sensibili e sulla tenuta delle regole europee in materia di protezione dei dati personali.
Secondo il Garante, i meccanismi informativi dell’app risultavano insufficienti a garantire piena consapevolezza degli utenti rispetto ai trattamenti effettuati, soprattutto quando coinvolgevano terzi citati nelle conversazioni o contenuti riguardanti i defunti.
Cosa contesta il Garante ad Aldilapp e perché è un caso esemplare
L’autorità italiana ha rilevato che Aldilapp trattava dati personali senza garantire adeguata trasparenza, né informazioni chiare su finalità, basi giuridiche, tempi di conservazione e diritti esercitabili dagli interessati. In un contesto così sensibile, l’informativa è considerata elemento centrale di affidabilità.
Sono state evidenziate criticità sulle modalità di utilizzo dei contenuti caricati dagli utenti (messaggi, registrazioni vocali, materiali multimediali), che alimentavano gli algoritmi per costruire il “profilo digitale” del defunto. Tali dati potevano includere riferimenti ad altre persone ancora in vita, non sempre adeguatamente tutelate.
Altro nodo riguarda la gestione dei dati dei soggetti deceduti: pur non essendo più “interessati” in senso stretto ai sensi del GDPR, in Italia la loro memoria e la tutela dei congiunti sono protette da norme specifiche. La simulazione di conversazioni e comportamenti, se non governata da regole chiare e da un consenso ben definito, rischia di generare abusi, fraintendimenti o utilizzi impropri dell’identità digitale.
Il Garante ha quindi disposto una sanzione economica e imposto alla società che gestisce Aldilapp di riallineare il servizio al quadro normativo europeo, rafforzando informative, meccanismi di consenso, sicurezza dei dati e limiti all’uso dell’IA.
Memoria digitale, IA e lutto: le prossime sfide regolatorie
Il caso Aldilapp anticipa questioni destinate a moltiplicarsi con la diffusione di servizi basati su IA capaci di ricostruire “versioni digitali” di persone defunte. Non si tratta solo di privacy, ma di equilibrio tra elaborazione del lutto, rispetto della volontà del defunto e protezione dei familiari.
Sul piano etico, la possibilità di continuare a interagire con un avatar digitale può sostenere la memoria, ma anche prolungare o distorcere il processo di separazione emotiva. Sul piano giuridico serve definire chi può autorizzare la creazione di tali profili, con quali limiti temporali e per quali finalità.
Il provvedimento del Garante italiano invia un segnale a tutte le piattaforme che operano nel settore della “immortalità digitale”: l’innovazione resta possibile, ma solo dentro cornici rigorose di trasparenza, responsabilità e verificabilità degli algoritmi, elementi chiave anche per l’accesso a mercati globali e per la fiducia degli utenti.
FAQ
Che cos’è Aldilapp e come funzionava la sua intelligenza artificiale?
Aldilapp utilizzava contenuti caricati dagli utenti per creare avatar digitali di persone defunte, generando risposte simulate tramite sistemi di Intelligenza Artificiale addestrati su messaggi, audio e testi preesistenti.
Perché il Garante privacy ha sanzionato Aldilapp in Italia?
Il Garante ha ritenuto insufficienti trasparenza, informative e garanzie sui dati usati per creare profili digitali, inclusi riferimenti a terzi e informazioni riguardanti persone decedute.
È legale in Europa creare avatar digitali di persone defunte?
Sì, è possibile, ma solo rispettando pienamente GDPR, norme nazionali sui defunti, consenso informato, sicurezza dei dati e limiti chiari all’uso dell’intelligenza artificiale.
Come possono tutelarsi gli utenti che usano app commemorative con IA?
Devono verificare informative privacy dettagliate, possibilità di cancellare contenuti, controlli su chi accede ai dati e presenza di misure tecniche di sicurezza documentate dal fornitore.
Qual è la fonte delle informazioni su Aldilapp e sul provvedimento?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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