Flotilla italiani fermati da Israele tra attivisti, sportivi e un giornalista sotto il cielo pieno di droni
Indice dei Contenuti:
Chi sono i 24 italiani fermati sulla Global Sumud Flotilla
I ventiquattro italiani fermati da Israele nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2026 appartengono alla Global Sumud Flotilla, una missione civile diretta verso Gaza. L’abbordaggio è avvenuto in acque internazionali, a oltre 600 miglia dalla Striscia, mentre la flottiglia navigava verso Creta. Il governo italiano definisce il fermo «illegale» e ha aperto un caso politico con Tel Aviv. A bordo, figure storiche dell’attivismo e giovani alla prima esperienza, provenienti da centri sociali, sindacati di base, palestre popolari e reti di cooperazione. Altri attivisti italiani, tra cui Dario Salvetti della ex Gkn, sono invece riusciti a evitare l’intercettazione e ora si trovano in acque greche, al largo di Creta. Il profilo e le motivazioni di questo gruppo sono al centro del confronto diplomatico tra Roma e Israele.
In sintesi:
- Ventinove attivisti italiani della Global Sumud Flotilla fermati da Israele in acque internazionali.
- Il governo italiano giudica illegale l’azione, esplode il contenzioso con Tel Aviv.
- A bordo veterani dei movimenti, sindacalisti, sportivi solidali e attivisti dei centri sociali.
- Parte della flottiglia è sfuggita al fermo e prosegue la navigazione verso Creta.
Profili, reti e testimonianze degli italiani coinvolti nella flottiglia
Tra i coordinatori spicca Tony La Piccirella, storico attivista pugliese e membro del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, alla sua terza spedizione contro il blocco navale di Gaza.
Accanto a lui, il nucleo di Thousands Madleens comprende Beatrice Lio, triestina di origini calabresi, e attivisti già fermati nel settembre precedente: Nestor Fabian Di Pretoro, Simone Zambrin e Adriano Veneziani. La componente informativa è rappresentata dal giornalista freelance Andrea Sceresini, collaboratore de Il Manifesto, che ha documentato via audio gli istanti precedenti all’abbordaggio.
Dalle palestre popolari romane arrivano l’allenatore Valerio Verbano e Giulio Bonistalli, impegnati in progetti sportivi con Gaza. Il settore del soccorso in mare è incarnato da Francesco Delli Santi, capomissione per un’iniziativa promossa dall’Arci. Presenti anche militanti dei centri sociali come Labàs di Bologna, Lambretta di Milano e la storica attivista Francesca Romani di Gaza FreeStyle.
La dimensione transnazionale emerge dalle doppie cittadinanze: la giovane italospagnola Kim Del Rio Permingeat e l’italofrancese Charlene Metolli. Il team legale contesta il fermo avvenuto a grande distanza dalla costa di Gaza, definendolo un precedente critico per il diritto internazionale e per la libertà di navigazione civile nel Mediterraneo orientale.
Droni, manovre anti-intercetto e tensione diplomatica con Israele
La ricostruzione più dettagliata arriva da Dario Salvetti, referente del Collettivo di fabbrica della ex Gkn, a bordo di una delle barche scampate al fermo. «Eravamo in navigazione verso Creta quando sono arrivati i segnali d’allarme: nel cielo c’erano tantissimi droni, molti di più delle sere precedenti, e le trasmissioni radio sono state bloccate, soprattutto il canale d’emergenza. Così abbiamo avviato le manovre anti-intercetto. Abbiamo indossato i giubbotti di salvataggio e alzato le braccia con in mano i passaporti», racconta.
«Dalla mia imbarcazione vedevo davanti la flotta puntare verso Creta e poi, una dopo l’altra, alcune barche illuminarsi dalla luce di gommoni prima di sparire», prosegue Salvetti, spiegando che verso le 3 i mezzi israeliani si sono avvicinati fino a circa venti metri, per poi allontanarsi. «Noi stiamo bene ma siamo molto arrabbiati e indignati per quello che è accaduto ai nostri 175 compagni che sono stati sequestrati. Ora ci troviamo in acque greche, al largo di Creta, siamo in navigazione con una trentina di barche. Quelle intercettate sono state invece danneggiate e lasciate alla deriva».
Le testimonianze, insieme alla distanza di circa 600 miglia dalla costa di Gaza, alimentano la contestazione giuridica sulla legittimità dell’operazione israeliana e rafforzano la pressione su Roma perché tuteli i propri cittadini e chiarisca la propria linea sulla libertà di azione delle missioni umanitarie per la Striscia.
Quali effetti politici e diplomatici per l’Italia
Il caso dei ventiquattro italiani della Global Sumud Flotilla rischia di diventare un banco di prova per la politica estera italiana nel Mediterraneo. Il giudizio di illegalità espresso dal governo apre uno scenario in cui tutela consolare, rapporti con Israele e sostegno alle iniziative civili per Gaza dovranno trovare un equilibrio credibile agli occhi dell’opinione pubblica. Nei prossimi giorni saranno decisive le mosse del team legale e della diplomazia italiana per ottenere il rilascio dei fermati, ricostruire le responsabilità operative dell’abbordaggio e definire il perimetro di legittimità delle future missioni navali solidali nella regione.
FAQ
Quanti italiani sono stati fermati sulla Global Sumud Flotilla?
Secondo le ricostruzioni disponibili, sono stati fermati ventiquattro cittadini italiani, parte di un totale di circa 175 attivisti a bordo.
Dove è avvenuto il fermo delle navi della flottiglia?
Il fermo è avvenuto in acque internazionali, a circa 600 miglia dalla costa della Striscia di Gaza, mentre le navi puntavano verso Creta.
Perché l’Italia definisce illegale l’azione delle autorità israeliane?
Il governo italiano considera illegale l’abbordaggio perché condotto in acque internazionali, contro imbarcazioni civili, senza un chiaro presupposto di diritto internazionale riconosciuto.
Cosa sta facendo la diplomazia italiana per gli attivisti fermati?
La diplomazia italiana sta seguendo il dossier tramite l’unità di crisi e le ambasciate interessate, puntando a tutela consolare, chiarimenti giuridici e rilascio dei cittadini coinvolti.
Da quali fonti provengono le informazioni su questa vicenda?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



