Famiglie nel bosco, allarme psicologi infantili su ansia, sonno disturbato e disturbi alimentari dei bambini
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Sofferenza psicologica dei “bambini del bosco”: cosa emerge dalla nuova perizia
I periti di parte, gli psicologi Tonino Cantelmi e Martina Aiello, hanno consegnato al tribunale per i minorenni dell’Aquila una nuova relazione sui cosiddetti bambini del bosco.
Il documento, nove pagine datate 15 aprile 2026, descrive una condizione di sofferenza psicologica significativa, ritenuta direttamente connessa allo sradicamento dal nucleo familiare e alla permanenza in struttura.
Secondo gli esperti, il protrarsi dell’attuale collocazione rischia di consolidare il disagio, compromettendo sviluppo emotivo e identità dei minori, motivo per cui viene proposta con urgenza la ricostituzione del nucleo familiare d’origine.
In sintesi:
- La nuova relazione segnala una sofferenza psicologica progressiva e non transitoria nei minori.
- Gli esperti collegano il disagio allo sradicamento familiare e alla permanenza in struttura protetta.
- Vengono evidenziati disturbi del sonno, del rapporto col cibo e della stabilità emotiva.
- Gli psicologi chiedono il ripristino urgente del nucleo familiare di origine.
I contenuti della relazione: rischi evolutivi e segnali di disgregazione
Nella relazione, Cantelmi e Aiello parlano di una «condizione di sofferenza psicologica significativa e progressiva», direttamente collegata allo sradicamento e alla «persistente discontinuità nei riferimenti affettivi, educativi, identitari ed organizzativi».
«I segnali di disgregazione emotiva, di disorientamento e di perdita di stabilità osservati non possono essere considerati transitori né adattivi», scrivono, avvertendo del «rischio concreto di cristallizzazione del disagio e di compromissione delle traiettorie evolutive».
Il perdurare dell’attuale situazione, sottolineano, potrebbe trasformare una sofferenza reattiva in condizione strutturata, «con possibili esiti duraturi sul piano dell’organizzazione emotiva e della costruzione dell’identità personale».
Per questo ribadiscono «la necessità e l’urgenza di procedere al ripristino del nucleo familiare di origine al fine di ricostruire il vissuto identitario», interrompendo il processo di disgregazione dei riferimenti fondamentali e prevenendo un aggravamento del disagio.
La perizia descrive inoltre un «cambiamento drastico e non giustificato» nella vita quotidiana dei minori dopo il collocamento in struttura: emerge una «relazione disfunzionale con il cibo», indicativa di disagio emotivo non contenuto, e «i ritmi sonno-veglia risultano compromessi in modo significativo».
La modifica degli orari di alimentazione e delle routine ha prodotto un’alterazione dei cicli fisiologici, con impatto sull’equilibrio psico-fisico complessivo.
Un ulteriore segnale critico riguarda la trasformazione delle modalità di gioco: alle precedenti abitudini all’aria aperta, a contatto con la natura, sarebbero subentrate esposizione frequente a contenuti audiovisivi – cartoni, film, videoclip musicali – e «riduzione dell’attività fisica e del gioco attivo», fattori che secondo gli esperti incidono negativamente sul benessere evolutivo.
Prospettive future e questioni aperte per minori e istituzioni
Le conclusioni di Cantelmi e Aiello pongono al centro il bilanciamento tra tutela dei minori e continuità dei legami familiari.
L’insistenza sul «ripristino del nucleo familiare di origine» apre un fronte delicato per il tribunale dell’Aquila, chiamato a valutare se e come modificare l’attuale collocazione.
Le indicazioni dei periti sollecitano anche un ripensamento delle condizioni quotidiane nelle strutture di accoglienza: gestione dei ritmi, cura del sonno, attività all’aperto e qualità delle relazioni educative diventano variabili decisive per prevenire derive di sofferenza strutturata nei minori più vulnerabili.
FAQ
Chi sono i periti che hanno redatto la nuova relazione?
La relazione è stata redatta dagli psicologi Tonino Cantelmi e Martina Aiello, nominati come periti di parte nel procedimento sui minori.
Cosa affermano gli psicologi sulla sofferenza dei bambini del bosco?
Affermano che la sofferenza è significativa, progressiva e non transitoria, con rischio concreto di cristallizzazione del disagio e compromissione evolutiva.
Quali cambiamenti quotidiani sono stati osservati nei minori?
Vengono segnalati disturbi sonno-veglia, relazione disfunzionale con il cibo, riduzione del gioco attivo e maggiore esposizione a contenuti audiovisivi.
Perché i periti chiedono il ripristino del nucleo familiare?
Lo chiedono per ricostruire il vissuto identitario, fermare la disgregazione dei riferimenti affettivi ed evitare un aggravamento strutturato del disagio.
Quali sono le fonti originali utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.

