Enrico Vanzina racconta il grande amore per la madre e Berlusconi
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Enrico Vanzina, il cinema come destino tra famiglia, amori e borghesia italiana
Enrico Vanzina, sceneggiatore, produttore e regista romano, ripercorre oggi a teatro la propria storia familiare e sentimentale, nata e cresciuta dentro il cinema italiano.
Dalle prime memorie a Venezia, sul set del padre Steno, alla formazione tra musica, assistenza alla regia e scrittura, la sua vita professionale si intreccia costantemente con gli affetti più intimi.
Il racconto, raccolto in una lunga intervista al Corriere della Sera, illumina il legame complesso con la madre, l’amore per il fratello Carlo Vanzina e il rapporto duraturo con la moglie Federica, sullo sfondo della borghesia che ha ispirato film cult come Vacanze di Natale e Sapore di mare.
In sintesi:
- La vita di Enrico Vanzina nasce e si sviluppa interamente dentro il cinema italiano.
- Teatro e memoria privata diventano il luogo del racconto di famiglia, amori e lutti.
- La borghesia italiana di Cortina ispira i suoi film generazionali, da Sapore di mare a Vacanze di Natale.
- Incontri con Abatantuono, De Sica, Nicheli e Berlusconi segnano svolte creative e produttive decisive.
Dalla valigia a Venezia ai set che hanno cambiato la commedia italiana
Il primo ricordo di Enrico Vanzina è una valigia a Venezia, mentre il padre Steno gira Le avventure di Giacomo Casanova con Gabriele Ferzetti. A Roma, da bambino, lui e il fratello Carlo cercano di “toccare” l’attore sullo schermo: un’intuizione precoce dell’esistenza di un’altra realtà, quella del cinema, destinata a inglobarli.
Vanzina attraversa tutti i mestieri: pianista, aiuto regista, sceneggiatore, produttore, regista. Oggi porta a teatro un racconto in forma di mélo: «la storia della famiglia», centrata sui sentimenti per il fratello Carlo, la moglie Federica e la madre, da lui definita «un figura problematica».
Con la madre i rapporti sono tesi: «non andavamo d’accordo, era gelosa». Avrebbe voluto per lui la carriera diplomatica e un matrimonio “irreprensibile”. Vanzina invece sceglie Federica, più grande, con un figlio, segnata da depressione: «Soffriva di nervi, era depressa. Ho sofferto per lei». Solo dopo la morte della madre, riconosce: «è stata il grande amore della mia vita». Paradossalmente, nei momenti peggiori, la donna desiderava accanto proprio la nuora.
Il legame con Federica nasce su un lento: al primo contatto capisce che è «quella giusta». Oltre cinquant’anni insieme, senza interferenze nel lavoro: un’eccezione nel mondo del cinema.
L’infanzia è borghese ma sobria, tra inverno ed estate a Cortina, nell’hotel Corona, crocevia di artisti e intellettuali: Campigli, Sironi, il compositore Carlo Rustichelli, Lia Rustichelli con Walter Chiari, poi Alberto Bevilacqua, Enzo Biagi, Indro Montanelli, Pietro Barilla, Dino Risi, Pietro Garinei. E il “principe” Antonio de Curtis, che beve il tè in famiglia, più che il personaggio Totò.
La borghesia di “Vacanze di Natale” e le svolte con Abatantuono e De Laurentiis
Quella borghesia di montagna diventa la matrice di Vacanze di Natale, che Vanzina definisce «il ritratto più feroce della borghesia», attraversato da una forte linea sentimentale: la storia d’amore tra Claudio Amendola e Karina Huff.
Il film anticipa temi oggi centrali: il celebre monologo di Christian De Sica sulla bisessualità è, nelle parole di Vanzina, «trent’anni in anticipo»: il figlio che dichiara «papà, so’ moderno». Quel successo consolida la sua fortuna autoriale e commerciale.
Prima c’è l’incontro decisivo con Diego Abatantuono attraverso i Gatti di Vicolo Miracoli: I Fichissimi costa 300 milioni di lire e incassa 9 miliardi, più di molti campioni d’incasso contemporanei, compreso Chemio Zalone citato come termine di paragone. I produttori iniziano a inseguirlo.
Da quella scia nasce Sapore di mare, altro cult generazionale. L’exploit convince Aurelio De Laurentiis a convocare i fratelli al ristorante Il Moro: l’accordo per Vacanze di Natale viene siglato, simbolicamente, su un tovagliolo.
Fondamentale anche Guido Nicheli, che porta sullo schermo il proprio gergo da “cumenda” milanese. Vanzina «sposa» quel linguaggio, lo cristallizza nel commendator Zampetti de I ragazzi della terza C e in Via Monte Napoleone con Paolo Rossi.
Il capitolo Carol Alt nasce da una vendetta scherzosa contro un compagno di collegio milanese «pirla» ossessionato dalle conquiste romane: l’attrice diventa volto di I miei primi 40 anni, film che induce Marina Ripa di Meana a ringraziarlo: *«Rimarrò per sempre nello schermo con la faccia di Carol Alt»*.
Nel racconto entra anche Silvio Berlusconi, definito «intelligentissimo». L’allora tycoon chiede a Vanzina di spiegargli il cinema, dichiarandosi digiuno. Dopo 35 minuti di esposizione, gli chiede di “ripetere”: in tre minuti ribalta e sintetizza l’intera lezione, dimostrando una capacità di comprensione e rielaborazione fulminea.
L’eredità di Vanzina tra memoria privata e futuro del cinema popolare
Il percorso di Enrico Vanzina mostra come il cinema popolare possa essere al tempo stesso specchio sociale e autobiografia collettiva. La sua opera, spesso liquidata come “leggera”, ha intercettato trasformazioni profonde della borghesia italiana, dai riti di Cortina all’ascensore sociale degli anni Ottanta.
La scelta di riportare questa storia a teatro, in forma di mélo, indica una nuova fase: il bisogno di interrogare il passato familiare – il fratello Carlo, la madre problematica, l’amore per Federica – per capire cosa resterà del cinema che ha formato generazioni di spettatori.
FAQ
Chi è Enrico Vanzina e perché è centrale nel cinema italiano?
È uno sceneggiatore, produttore e regista romano che, insieme al fratello Carlo, ha ridefinito la commedia popolare dagli anni Ottanta in poi.
Perché “Vacanze di Natale” è considerato un film generazionale?
Perché ritrae con precisione la borghesia italiana di montagna, mescolando satira sociale, romanzo sentimentale e temi identitari allora poco rappresentati.
Qual è il ruolo di Diego Abatantuono nella carriera di Vanzina?
È decisivo: con I Fichissimi porta un nuovo linguaggio comico che genera incassi record e apre la stagione dei grandi successi.
In che modo la vita privata influenza i lavori di Vanzina?
Incide profondamente: infanzia borghese, rapporto col fratello Carlo, madre problematica e lungo matrimonio con Federica alimentano personaggi, ambientazioni e dinamiche emotive.
Da quali fonti è stata ricostruita la storia di Enrico Vanzina?
È stata elaborata congiuntamente a partire dalle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

