Elena Chiorino lascia l’assessorato regionale in Piemonte: tutte le ragioni dopo il caso Delmastro
Dimissioni di Elena Chiorino, nuovo scossone per il centrodestra piemontese
Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte e volto di spicco di Fratelli d’Italia, si è dimessa dalla giunta guidata da Alberto Cirio. La decisione arriva a Torino, nel pieno delle tensioni legate all’inchiesta sulla “Bisteccheria d’Italia”, in cui non è indagata ma viene citata per rapporti indiretti. Le dimissioni sono state comunicate nelle ultime ore per “senso di responsabilità”, con l’obiettivo dichiarato di evitare danni politici alla maggioranza di centrodestra e al partito di Giorgia Meloni. Sullo sfondo, il legame storico con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e un clima nazionale già surriscaldato da altre dimissioni nel centrodestra, che alimentano interrogativi sulla tenuta politica in vista delle prossime scadenze elettorali.
In sintesi:
- Dimissioni di Elena Chiorino dalla vicepresidenza della Regione Piemonte per “senso di responsabilità”.
- Non è indagata, ma citata nell’inchiesta “Bisteccheria d’Italia” per rapporti indiretti.
- Pesano il legame politico con Andrea Delmastro e le tensioni nel centrodestra.
- Alberto Cirio assume ad interim le deleghe a istruzione, lavoro e formazione.
Profilo politico di Elena Chiorino e ruolo di Delmastro
Figura centrale di Fratelli d’Italia in Piemonte, Elena Chiorino ha costruito il proprio percorso politico a partire dal Biellese, diventando uno dei riferimenti territoriali del partito. In giunta regionale ha gestito deleghe chiave come istruzione, lavoro e formazione, settori strategici per la legislatura Cirio. Questa esposizione amministrativa, unita alla vicinanza con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, suo storico punto di riferimento, ha progressivamente accresciuto il suo profilo pubblico.
Le vicende giudiziarie e politiche che hanno interessato Delmastro hanno però intensificato l’attenzione sul circuito di relazioni interne a Fratelli d’Italia in Piemonte, rendendo il contesto ancora più sensibile. Pur non essendo destinataria di avvisi di garanzia, la citazione di Chiorino nell’inchiesta “Bisteccheria d’Italia” ha alimentato attacchi politici e timori di ricadute sull’immagine della Regione. In questo scenario, la scelta di lasciare l’incarico viene letta come mossa preventiva per contenere i danni reputazionali a livello locale e nazionale.
Le dichiarazioni ufficiali e la gestione politica delle dimissioni
Nella nota con cui annuncia il passo indietro, Elena Chiorino rivendica la propria integrità personale e amministrativa. “È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d’Italia. Sono una persona perbene e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta”, afferma.
L’ex vicepresidente respinge i tentativi di delegittimazione: “Non posso accettare che, senza alcuno scrupolo, si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l’azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo, in modo irresponsabile, anche persone estranee. Faccio un passo indietro a testa alta, nella consapevolezza della mia correttezza e del lavoro svolto al servizio delle istituzioni”.
Il presidente Alberto Cirio ha assunto ad interim le deleghe principali per garantire continuità amministrativa e ha difeso pubblicamente l’ex assessora: “Elena è una persona per bene su cui in tutti questi anni non ci sono mai stati né dubbi, né ombre. Il suo gesto conferma la sua profonda correttezza e il rispetto delle istituzioni”. Una presa di posizione che punta a contenere l’impatto politico del caso sul governo regionale.
Ventimiglia, il caso Calcopietro e il segnale al centrodestra
Parallelamente, un altro episodio contribuisce a delineare un quadro complesso per il centrodestra. A Ventimiglia, in Liguria, si è dimessa l’assessora al Turismo Serena Calcopietro, esponente di Fratelli d’Italia. La decisione arriva dopo le polemiche esplose in seguito a un suo post contro il No al referendum, pubblicato sui social. Dopo la vittoria del No, Calcopietro aveva insultato gli elettori definendoli “retrogradi… idioti spaventati” e aggiungendo: “Meritiamo una giustizia di m… e magistrati di sinistra corrotti”.
L’episodio, conclusosi con le dimissioni, evidenzia la crescente attenzione pubblica e mediatica sui comportamenti degli amministratori locali, tra uso dei social, gestione della comunicazione e responsabilità istituzionale. Mettendo in fila il caso piemontese e quello ligure, emerge una pressione sempre più forte su Fratelli d’Italia nella gestione del rapporto tra classe dirigente, linguaggio politico e tenuta dell’immagine di governo, sia a livello regionale sia nazionale.
FAQ
Perché si è dimessa Elena Chiorino dalla giunta Cirio?
Le dimissioni di Elena Chiorino arrivano per “senso di responsabilità”, per evitare ricadute politiche sull’amministrazione piemontese legate all’inchiesta “Bisteccheria d’Italia”, in cui non risulta indagata.
Elena Chiorino è indagata nell’inchiesta Bisteccheria d’Italia?
No, Elena Chiorino non risulta indagata. È citata nell’inchiesta solo per rapporti indiretti, ma l’attenzione mediatica ha spinto verso un passo indietro politico.
Chi gestisce ora le deleghe di istruzione, lavoro e formazione in Piemonte?
Attualmente il presidente Alberto Cirio ha assunto ad interim le deleghe a istruzione, lavoro e formazione, garantendo continuità amministrativa in attesa di nuove decisioni politiche.
Cosa è accaduto all’assessora Serena Calcopietro a Ventimiglia?
Serena Calcopietro si è dimessa dopo le polemiche per un post sui social in cui insultava gli elettori del No al referendum e attaccava la magistratura.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo di approfondimento?
L’articolo deriva da una elaborazione giornalistica della nostra Redazione su contenuti provenienti dalle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente verificate e rielaborate.
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