Drone attacca base militare italiana in Kuwait, velivolo distrutto e personale ridotto all essenziale

Drone colpisce base di Ali Al Salem in Kuwait, distrutto velivolo italiano
Nella mattina di oggi un drone ha colpito la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita militari e mezzi di Stati Uniti e Italia. L’attacco ha centrato un capannone con un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, completamente distrutto, mentre il personale era già in area sicura.
Secondo lo Stato Maggiore della Difesa, l’episodio si inserisce in un quadro di crescente tensione regionale che ha già portato a una riduzione preventiva del contingente.
L’attacco non ha causato vittime ma pone interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture alleate e sulla tenuta delle missioni italiane in Medio Oriente, che il governo intende comunque proseguire nel rispetto degli impegni internazionali.
In sintesi:
- Drone colpisce base di Ali Al Salem in Kuwait, distrutto un velivolo italiano senza vittime.
- Il velivolo era considerato assetto operativo indispensabile per la Task Force Air italiana.
- Contingente già ridotto: da 321 a 82 militari, restano solo funzioni essenziali.
- Governo e Nato ribadiscono continuità delle missioni e monitoraggio costante.
Dettagli sull’attacco e risposta delle autorità italiane e Nato
Lo Stato Maggiore della Difesa ha confermato che il drone ha colpito un capannone dove era schierato un “velivolo a pilotaggio remoto” della Task Force Air italiana, definito dal capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano un *“assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative”*.
L’aeromobile era rimasto in base per garantire la continuità delle operazioni. Nei giorni scorsi, tuttavia, il dispositivo italiano era stato “preventivamente alleggerito” in relazione al peggioramento del quadro di sicurezza.
Il generale Portolano ha reso noto di aver informato immediatamente il ministro della Difesa Guido Crosetto e di seguire l’evoluzione dal Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi), in contatto costante con i contingenti sul terreno.
In parallelo, il presidente del Comitato militare della Nato, generale Giuseppe Cavo Dragone, ha espresso su X la propria vicinanza ai militari italiani, sottolineando la *“grande professionalità e prontezza”* dimostrate e ribadendo la solidarietà dell’Alleanza ai Paesi colpiti da attacchi indiscriminati.
Impatto sull’impegno italiano in area e scenari futuri
Nella base di Ali Al Salem restano oggi solo alcune decine di militari, dopo il trasferimento prudenziale di 239 unità verso l’Arabia Saudita: su 321 iniziali, ne rimangono 82 impegnati nelle attività essenziali della missione.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha precisato che *“non ci facciamo intimidire, le missioni italiane continuano”*, chiarendo che la riduzione del personale mira a coniugare sicurezza e rispetto degli impegni internazionali, in un’area dove la stessa base era già stata bersaglio di attacchi.
Il ministro della Difesa Crosetto ha informato per le vie brevi i leader dell’opposizione, segnale di un dossier seguito in chiave bipartisan. Nei prossimi giorni l’attenzione resterà concentrata sulla capacità di proteggere gli assetti ad alta tecnologia e sulle possibili ulteriori misure di difesa attiva e passiva delle basi avanzate.
FAQ
Cosa è stato colpito nella base di Ali Al Salem in Kuwait?
È stato colpito un capannone che ospitava un velivolo a pilotaggio remoto italiano della Task Force Air, andato completamente distrutto.
Ci sono stati feriti tra i militari italiani presenti in Kuwait?
No, secondo lo Stato Maggiore della Difesa tutto il personale era in sicurezza e non si registrano feriti o vittime.
Quanti militari italiani restano attualmente nella base di Ali Al Salem?
Attualmente restano 82 militari italiani su 321 iniziali; 239 sono stati riposizionati prudentemente verso l’Arabia Saudita.
Le missioni italiane in Medio Oriente proseguiranno dopo l’attacco?
Sì, il ministro Antonio Tajani ha confermato che le missioni continuano, pur con riduzione del personale e misure di sicurezza rafforzate.
Quali sono le principali fonti utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta di informazioni provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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