Trend Movers
In collaborazione con la società di assicurazione Verni, Doxa lancia un nuovo prodotto: ”Trend Movers“, che gli esperti definiscono un “osservatorio” in grado di intercettare i trend di domani. Si tratta, in effetti, di una piattaforma che cattura e studia i fenomeni sociali della nostra realtà. L’idea è di assumere uno sguardo il più completo e generale possibile usando gli strumenti (metaforici) del telescopio e microscopio per guardare lontano e vicino: infatti i trend analizzati si riferiscono ad ambiti mutualmente molto diversi (sostenibilità, mobilità, lifestyle, travel, tech,..)
Simone Pizzoglio, che guida la divisione Metrics di Doxa e ha maturato grandi esperienze nella Customer
experience e nell’osservazione dell’industria finanziaria, ci annuncia: “Ogni mese vi porteremo una diversa tendenza raccontata con storie e dettagli, ma anche con una lezione che possiamo portarci a casa per prevedere i trend del futuro”. Con questi incontri ci sarà, dunque, la possibilità di approfondire una diversa materia e acquisire nuove conoscenze e inaspettate prospettive sulla realtà.
Post Green
Il trend analizzato in questo primo incontro ha il titolo di “Post-Green”, non a caso composto da due parole: “Post” per richiamare la stessa operazione avvenuta dopo il periodo della modernità quando, in assenza di idee sul nome specifico per quell’epoca, la si è chiamata Post Modernità; ”Green” in riferimento alle nuove espressioni estetiche che la natura, adeguatamente ricollocata in altri contesti (nelle città per esempio), ci regala. Il trend Post Green è stato sviluppato come frutto di una ricerca che si è concentrata non sui problemi, ma su ciò che funziona della contemporaneità, usando la logica del vicino-lontano.
Cambio di paradigma
Il tema affrontato incarna un “cambio di paradigma”: le persone pensano alla natura in modo diverso perché stanno capendo di far parte di un sistema. Se distruggiamo il pianeta, distruggiamo noi stessi. Il richiamo è esplicitamente rivolto ad una “rinaturalizzazione” del quotidiano per cui la presenza del vegetale non deve limitarsi ad un elemento di decoro, ma deve ispirare i progetti stessi. Diversi esempi di cultura progettuale che ben mostrano il nuovo ruolo assunto dalla natura sono i boschi che arrivano nelle città. A proposito Stefano Boeri dice: “Il Bosco è una casa che nasce per gli alberi e le piante e che incidentalmente ospita anche umani e volatili”.
Città, case, mobilità
È interessante il cambio di visione sul mondo. Ma la natura, inserita sempre di più nella quotidianità, deve fare i conti anche con la tecnologia: entrambe sono protagoniste di uno stesso sviluppo. La creatività progettuale ha il compito di conciliarle. Le città saranno sede di boschi verticali e di urban farming, diventando sempre più “Smart & Rural Cities”. Le case ospiteranno arredi arborei in cui è privilegiata l’estetica del non finito (pietra, legno grezzo) e piante incastonate a robot che si muovono verso la luce. Si preannunciano nuovi soggetti in movimento. Anche la mobilità sta affrontando diversi cambiamenti in direzione Eco-friendly: a Roma Nord è stata realizzata un’area di servizio con car-sharing elettrico, e-station, eco-wash con riciclo d’acqua e un biofood-market.
Economia Circolare
Non si può parlare di Post Green senza parlare di Economia Circolare, ovvero un sistema economico in cui spreco e scarto non esistono, ma tutto si rigenera a partire dalla natura. È esemplare il caso di Freitag: disegna borse uniche e fatte a mano recuperando i vecchi teloni dei camion e ha lanciato il nuovo materiale F-abric in fibra vegetale biodegradabile. Anche Papelyco lavora in questa direzione inserendo dei semi nei vassoi e nelle posate usa e getta: piantati danno vita ad una piccola pianta.