Dipartimento di Giustizia spinge per nuovo processo contro sviluppatore Tornado Cash Roman Storm

Perché il caso Roman Storm può ridefinire la privacy nel mondo cripto
Il Dipartimento di Giustizia statunitense vuole riportare a processo lo sviluppatore di Tornado Cash Roman Storm, accusato di riciclaggio e violazione delle sanzioni.
La richiesta è stata depositata presso la Corte federale di Manhattan davanti alla giudice Katherine Polk Failla, dopo che una giuria si era bloccata su due capi d’imputazione nell’agosto scorso.
Il nuovo processo potrebbe tenersi a ottobre e arriva mentre a Washington emergono segnali contraddittori sulla liceità degli strumenti di privacy crittografica.
In sintesi:
- La procura federale chiede un nuovo processo per Roman Storm su due capi di cospirazione.
- Le accuse residue prevedono fino a 40 anni di carcere complessivi in caso di condanna piena.
- Il giudice deve prima decidere sulla mozione di assoluzione presentata dalla difesa.
- Il caso intreccia privacy finanziaria, sanzioni e responsabilità degli sviluppatori open‑source.
Nel documento depositato lunedì, i procuratori guidati dall’U.S. Attorney Jay Clayton propongono come date per il nuovo processo il 5 o il 12 ottobre, in linea con le disponibilità indicate dalla difesa.
L’intenzione del governo è di riaprire il dibattimento sui capi uno e tre del capo d’imputazione sostitutivo, che nel complesso espongono Roman Storm a una pena massima teorica di 40 anni.
Sui social, Storm ha definito cruciale il sostegno economico alla propria difesa, scrivendo su X: “If I can’t fund a defense, they win by default. If you care about financial privacy, if you write code and believe that code is speech—this is the moment.”
Le accuse, il precedente Tornado Cash e il nodo degli sviluppatori
Nell’agosto 2024 una giuria di Manhattan aveva già riconosciuto Roman Storm colpevole di cospirazione per gestione di attività di trasmissione di denaro non autorizzata, ma si era divisa sulle accuse più pesanti di riciclaggio e violazione delle sanzioni, nonostante un’“Allen charge” con cui la giudice li aveva sollecitati a trovare un accordo.
Il contesto è segnato dalla decisione del Dipartimento del Tesoro USA di inserire Tornado Cash nella lista nera nell’agosto 2022, sostenendo che tramite il protocollo sarebbero stati riciclati 7 miliardi di dollari dal 2019, anche dal gruppo nordcoreano Lazarus.
Successivamente, un tribunale d’appello ha messo in dubbio l’autorità del Tesoro nel sanzionare smart contract open‑source, portando alla revoca di quelle sanzioni e alimentando il dibattito sulla distinzione tra codice e servizio finanziario.
In parallelo, l’ex presidente Donald Trump ha dichiarato a Decrypt di voler “dare un’occhiata” a un possibile perdono per Keonne Rodriguez, sviluppatore del wallet di privacy Samourai Wallet, condannato a cinque anni di carcere per un tool Bitcoin non‑custodial strutturalmente simile a Tornado Cash.
Keonne Rodriguez, detenuto presso il penitenziario FPC Morgantown, ha descritto in una lettera pubblicata da The Rage la prigione come qualcosa che “often feels like a bad dream I cannot wake from”.
Questi casi mostrano come l’azione penale si stia concentrando sempre più sugli sviluppatori di protocolli decentralizzati, anche quando non hanno controllo diretto sui fondi degli utenti, sollevando interrogativi sulla responsabilità degli autori di software open‑source.
Segnali politici contrastanti e possibili conseguenze regolatorie
La nuova offensiva giudiziaria contro Roman Storm arriva mentre da Washington emergono messaggi discordanti sulla liceità dei mixer.
Lunedì il Tesoro USA ha trasmesso al Congresso un rapporto in cui riconosce che “lawful users of digital assets may leverage mixers to enable financial privacy” sulle blockchain pubbliche, pur ribadendo i rischi di abuso per finalità illecite.
Per il consulente in cybercrime David Sehyeon Baek, sentito da Decrypt, “this moment really exposes how incoherent U.S. crypto policy is right now”.
David Sehyeon Baek avverte che il caso potrebbe essere un tentativo di creare un precedente che renda gli sviluppatori open‑source responsabili per l’uso improprio del loro codice da parte di terzi, con un impatto che supererebbe qualsiasi formulazione favorevole nei documenti di policy.
Su X, Miller Whitehouse‑Levine, CEO del Solana Policy Institute – che insieme al co‑sviluppatore di Tornado Cash Alexey Pertsev ha promesso 500.000 dollari per la difesa di Storm – ha definito “deprimente” l’idea di un nuovo processo, sottolineando l’urgenza di approvare il Blockchain Regulatory Certainty Act.
Il disegno di legge bipartisan, reintrodotto a gennaio dai senatori Cynthia Lummis (R‑WY) e Ron Wyden (D‑OR), escluderebbe esplicitamente gli sviluppatori non‑custodial dalla categoria dei money transmitter federali, a condizione che non possano movimentare fondi degli utenti.
Prima di qualsiasi nuovo processo, la Corte dovrà però decidere sulla mozione di assoluzione ai sensi della Rule 29 presentata dalla difesa di Roman Storm, la cui discussione è fissata per il 9 aprile.
Gli avvocati di Storm sostengono che sia “prematuro” fissare una data per il processo finché non sarà sciolto questo nodo giuridico.
La decisione della giudice Katherine Polk Failla influenzerà non solo il destino personale di Storm, ma anche il perimetro della responsabilità penale per chi sviluppa infrastrutture di privacy nel settore cripto.
FAQ
Chi è Roman Storm e perché è sotto processo negli Stati Uniti?
Roman Storm è uno sviluppatore di Tornado Cash, incriminato per presunta cospirazione al riciclaggio e violazione delle sanzioni, connessa all’uso del protocollo da parte di soggetti sanzionati.
Cosa rischia Roman Storm in caso di condanna nel nuovo processo?
In caso di condanna piena sui capi uno e tre del capo d’imputazione, Roman Storm rischia complessivamente fino a 40 anni di carcere.
Perché il caso Tornado Cash è rilevante per gli sviluppatori open‑source?
Il caso è rilevante perché potrebbe creare un precedente che attribuisce responsabilità penale agli sviluppatori open‑source per l’uso illecito del loro codice da parte di terzi.
Cosa prevede il Blockchain Regulatory Certainty Act per i developer?
Il disegno di legge esclude esplicitamente gli sviluppatori non‑custodial dalla qualifica di money transmitter, purché non possano controllare o muovere i fondi degli utenti.
Quali sono le fonti originali delle informazioni su questo caso?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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